È davvero stupefacente e grave il manifesto elettorale del Pdl campano per le prossime elezioni regionali. Ma chi lo ha fatto? “Fai vincere il governo del fare anche in Campania”, recita lo slogan. Subito dietro scorrono le immagini dei più significativi e importanti interventi realizzati grazie al contributo determinante della nostra amministrazione. Tra i tanti si riconosce il San Carlo. Ebbene, tutta la stampa, l’opinione pubblica, il governo, il Maestro Muti hanno riconosciuto il grande intervento da noi compiuto in collaborazione con il commissario Nastasi per la modernizzazione del teatro più bello al mondo. In pochi mesi, sono stati investiti 65 milioni di euro di nostre risorse e sono state spese tutte. Un esempio di piena sinergia ed efficienza di Regione e Commissario.
Lo stesso vale anche per tanti altri casi. Prendiamo il Vulcano Buono. A Nola è stato realizzato qualcosa di più di un centro commerciale. Una struttura che combina il commercio e l’attivismo imprenditoriale di un uomo come Punzo con la grande architettura di Renzo Piano. Il tutto è avvenuto in stretta collaborazione con la Regione che ha sostenuto il progetto realizzando le necessarie infrastrutture di supporto, finanziando la formazione per i lavoratori da assumere e accelerando tutte le procedure amministrative. Se volessimo utilizzare le modalità di comunicazione di Berlusconi, si potrebbe dire: Fatto anche questo!!!
E che dire di Ravello? Dove, grazie al genio dell’architetto Oscar Niemeyer, abbiamo realizzato e inaugurato un auditorium unico nel suo genere perfettamente integrato con lo straordinario paesaggio della Costieria Amalfitana. E così via si potrebbe continuare su tanti altri esempi del manifesto.
In tutti i casi segnalati dal manifesto elettorale il “governo del fare” è un’appropriazione indebita.
Resterà sempre nella mia mente la visita fatta il Natale scorso allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme.
È stata un’esperienza dalla straordinaria intensità emotiva e culturale. Lo Yad Vashem è uno di quei luoghi dove è possibile capire, vedere e sentire che cosa è stata la Shoah, la più grande tragedia della storia frutto del fanatismo e della follia umana.
Il museo di Gerusalemme è un luogo della memoria per tutte le donne e per tutti gli uomini, di tutte le razze, le fedi e le religioni. La parte dedicata ai bambini è la più dura e coinvolgente. Non dimenticare è l’atto più importante per evitare il ripetersi di simili tragedie. Le istituzioni, il mondo della scuola, dell’università, della cultura, del volontariato, le forze politiche e civili debbono dare il loro contributo a tenere viva la memoria dell’Olocausto.
Per questo motivo, in collaborazione con Libera e le altre associazioni di volontariato, abbiamo organizzato e sostenuto il treno della memoria da Napoli ad Auschwitz con a bordo 100 studenti campani. Nel corso della visita al campo di sterminio, ognuno dei giovani campani adotterà la foto di uno dei milioni e milioni vittime della barbarie nazista e successivamente potrà continuare ad interessarsi dell’argomento grazie a seminari e ad altre iniziative specifiche. È una straordinaria esperienza formativa e di crescita per questi giovani. Un grande investimento di civiltà per una società più aperta, che rifiuta ogni forma di intolleranza e di violenza.
Sono settimane e giornate decisive per la definizione delle alleanze e delle candidature alle prossime elezioni regionali.
In Campania, centrosinistra e centrodestra si stanno muovendo con modalità diverse in vista di questo importante appuntamento elettorale.
Il PdL sembra aver scelto il nome del suo candidato per Palazzo Santa Lucia attraverso una lunga trattativa di vertice e romana. Il Partito Democratico, invece, sta dando priorità alla costruzione della nuova alleanza. Una coalizione costruita intorno ad un programma chiaro e condiviso, attraverso un dialogo con l’Udc e le altre forze del centro, con le forze della sinistra che si pongono il tema del governo e con forze territoriali.
Su questa linea, il centrosinistra deve andare avanti in modo limpido dando ancora più rilievo all’elaborazione programmatica e definendo con serietà ciò che c’è da portare avanti e da rafforzare e ciò che c’è da cambiare a da innovare.
Sulla base dell’alleanza e di un programma concordato bisogna decidere, attraverso un confronto con pari dignità tra tutte le forze interessate, il candidato più giusto, in questa fase, per vincere e per governare con efficacia.
I tempi sono molto stretti, ma è sempre possibile che il candidato del centrosinistra possa ricevere la spinta delle primarie. Anche confermative, se la scelta è del tutto unitaria. Aver fiducia negli elettori è un investimento politico importante. Ogniqualvolta sono stati chiamati ad esprimersi, i cittadini hanno sempre partecipato in tanti e con passione. Si tratta di un grande patrimonio democratico da non disperdere e che può essere un ulteriore valore aggiunto per affrontare e vincere la prossima sfida elettorale.
Oggi il governo è stato battuto alla Camera, dove una mozione del Pd sullo sviluppo del Sud ha ottenuto la maggioranza dei consensi. In particolare, la mozione impegna l’esecutivo a dare vita a un programma concreto di rilancio del tessuto produttivo del mezzogiorno, reintegrando i 35 miliardi di fondi FAS dirottati per altri scopi e verso altre aree del Paese e ripristinando meccanismi di fiscalità di sviluppo quali il credito d’imposta. Il governo ha dato parere negativo, ma l’aula ha approvato la mozione con i voti dell’opposizione e grazie al sostegno delle altre forze meridionaliste presenti in Parlamento, come l’Mpa di Lombardo. E’ un fatto politicamente rilevante.
La scorsa estate, il governo sembrava lì lì per lanciare un grande piano di investimenti per il Sud. C’erano contatti continui tra Berlusconi, Tremonti e gli altri ministri. Noi stessi avevamo dato piena disponibilità a fare la nostra parte. Lo sviluppo del Sud in quei giorni era diventato un tema nazionale, si parlava di una cabina di regia, di project financing, di fondi Fas per le grandi opere. Quel piano non è mai partito. I fondi per lo sviluppo del Sud sono stati destinati altrove e quelli dovuti alla Campania sono tuttora bloccati. Su alcune questioni siamo andati avanti da soli, attivando per esempio il credito d’imposta regionale e integrando il reddito dei lavoratori delle aziende in crisi.
E’ persino assurdo che si debbano presentare mozioni per richiamare l’attenzione dell’esecutivo sullo sviluppo del Sud, un tema su cui dovrebbe confluire l’impegno bipartisan di tutte le forze parlamentari. Davvero serve una grande alleanza meridionalista, bipartisan rispetto agli schieramenti, che sappia portare avanti gli interessi e le idee del mezzogiorno. Come si è visto oggi alla Camera, il Sud può e deve unire le forze per contare di più e tornare ad essere, in modo nuovo e moderno, una grande questione nazionale.
Vi proponiamo gli orari di messa in onda dell’intervista rilasciata dal Presidente Bassolino durante la trasmissione Zoom, curata da Mimmo Falco, su Napoli tivù e Napoli tivù+1: lunedì 11 gennaio (ore 21.00), martedì 12 (ore 07.30 e 00.00), mercoledì 13 (ore 22.50), domenica 17 (ore 13.00).
Oggi, ricordando la bella e ancora molto attuale figura di Enrico De Nicola sono state dette parole importanti nell’aula di Castel Capuano.
Parole che devono costituire il cuore pulsante, i valori unificanti di un Paese come il nostro. Una sorta di decalogo da consegnare a chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di governo oppure di opposizione.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giustamente sviluppato la linea già espressa nel messaggio di fine anno, sottolineando il tema centrale della “coesione nazionale”, decisivo per affrontare i problemi più gravi nell’interesse generale. “La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione - ha aggiunto Napolitano - non esclude che si riproponga, in momenti di prove serie per il Paese, l’esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale” .
Di elevato profilo istituzionale è stato anche il monito lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “In un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide”.
È innanzitutto sul Mezzogiorno, vorrei sottolineare, che si deve esprimere il comune interesse nazionale e si deve mettere in primo piano ciò che unisce.
È tempo di aprire una nuova stagione politica e culturale. Sempre di più il Sud deve rappresentare il banco di prova di un nuovo clima istituzionale e tutti dobbiamo dare un contributo in questa direzione.
È singolare che da parte di alcuni esponenti del centrodestra in Campania si pongano problemi di costituzionalità sulla norma riguardante le centrali nucleari, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio Regionale.
Per la verità, al momento ci sono forti dubbi di costituzionalità, invece, sulla legge nazionale 99/09 che affida al Governo la definizione di un piano, entro la metà di febbraio, per l’individuazione dei siti e la realizzazione delle centrali nucleari. La legge-delega è stata, infatti, approvata senza il parere della conferenza Stato-Regioni
Diverse Regioni- di centrodestra e di centrosinistra -hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro questa legge, con diverse motivazioni di ordine formale e sostanziale. L’udienza è stata fissata per il prossimo 22 giugno.
Nella finanziaria regionale della Campania si è giustamente stabilito che la realizzazione di una centrale nucleare debba essere autorizzata tramite accordo tra lo Stato centrale e la Regione, secondo quanto indicato dalla Costituzione che prevede per l’energia e per il governo del territorio, competenze concorrenti tra Stato e Regioni.
Subito dopo il suo discorso agli italiani, ho fatto al presidente Napolitano i più forti complimenti e ringraziamenti per la carica civile e morale che ha saputo trasmettere a tutti. Lavoratori, giovani e Mezzogiorno sono stati il cuore del messaggio. Un giusto ancoraggio alla realtà, ai problemi veri dell’Italia reale evitando così quel rischio politicista che è, di questi tempi, così forte.
Migliori opportunità di lavoro e nuove tutele per i precari, maggiori spazi per i nostri giovani, una più alta quantità e qualità dello sviluppo e della crescita del Mezzogiorno sono le basi su cui bisogna costruire un’Italia più giusta e più coesa. La crisi, ancora seria e preoccupante soprattutto sul versante dell’occupazione, dev’essere l’occasione per rimettere in moto e far crescere nella maniera giusta il nostro paese, troppo fermo e bloccato negli ultimi quindici anni.
“A tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare”, dice il presidente Napolitano, facendo riferimento alla riforma degli ammortizzatori sociali, alla riforma fiscale e, poi, alle riforme istituzionali per avere uno stato più moderno e più giusto che sia anzitutto dalla parte dei giovani, dei precari, delle famiglie e dei lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi. Le istituzioni, le forze sociali, civili e politiche devono raccogliere il forte appello del presidente Napolitano. Il 2010 dev’essere l’anno di riforme condivise. Quelle riforme sociali, economiche ed istituzionali di cui l’Italia ha bisogno. Questo è anche il nostro auspicio e il nostro impegno.
Ben tornato a Napoli, signor Presidente, e buon soggiorno nella sua e nella nostra città che in questi giorni è ricca di iniziative culturali e richiama tanti visitatori italiani e stranieri.
Il lavoro, la difesa del posto di lavoro - di fronte ad una crisi economica così lunga e difficile – è la nostra più grande preoccupazione e rappresenta il nostro principale obiettivo. Nei giorni scorsi è stato raggiunto un primo risultato importante su Pomigliano con la concreta prospettiva che quegli stabilimenti producano la nuova Panda, un’auto innovativa che saprà reggere alle esigenze di un mercato nazionale e internazionale sempre più improntato alla riduzione dei consumi e dell’inquinamento. Questa novità è di grande rilievo per le migliaia e migliaia di lavoratori di Pomigliano e dell’indotto auto. Ma la nostra attenzione è giustamente rivolta anche alla sorte dei 38 giovani lavoratori Fiat a cui domani scadrà il contratto e ai problemi dei circa 2000 lavoratori in mobilità da anni e anni. Oggi in Prefettura si è tenuto un incontro tra tutte le parti coinvolte, ma mancava la Fiat. Per quanto ci riguarda, la Regione stanzierà i fondi per il sostegno al reddito dei 38 lavoratori senz’altro fino al 22 gennaio, data prevista per un ulteriore incontro nazionale a Roma su tutta la vertenza. Siamo, inoltre, disponibili a continuare fare la nostra parte con i diversi e innovativi strumenti che la nuova legge regionale sul lavoro da noi approvata ci mette a disposizione: dall’integrazione al reddito attraverso i tirocini formativi agli incentivi per l’occupazione. Si tratta di opportunità importanti e lavoreremo affinché Fiat le faccia sue assicurando a questi 38 giovani il posto di lavoro. Per quanto riguarda i 2000 lavoratori in mobilità, stiamo in stretto contatto con il ministero del Lavoro che deve autorizzare l’Inps a consentire il versamento dei contributi mancanti per periodi variabili da 18 a 24 mesi. Le risorse ci sono e fanno parte del Fondo Sociale europeo. Si tratta di risorse nazionali per il 70% e per il 30% regionali. Questo iter permetterebbe a tanti e tanti di questi lavoratori da anni e anni in cassa integrazione di andare finalmente in pensione. Un obiettivo giusto che darebbe serenità a loro e alle loro famiglie. Su tutte e due le vicende il governo deve, a mio avviso, dare il suo contributo per una positiva soluzione delle vertenze. È davvero compito e dovere di tutti, delle istituzioni e delle forze sociali, fare in modo che il 2010 possa essere l’anno del lavoro, l’anno di uno straordinario impegno e di un patto per il lavoro.