Ciao Ernesto

A.B. A.B.
24-11-2009 | 14:32
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La sua foto con il presidente Clinton che addenta con gusto gioioso una pizza “a libretto” (per i non napoletani: piegata in quattro per essere mangiata all’impiedi) ha fatto il giro del mondo. Erano i giorni del G7 ed Ernesto Cacialli, pizzaiolo di via dei Tribunali, cuore antico di Napoli, non stava più nei panni dalla contentezza. Nella sua piccola pizzeria, gli uomini dell’imponente sicurezza del presidente degli Stati Uniti erano più che mai agitati per questo fuori programma dal rigido protocollo del G7. Una scena davvero insolita che solo a Napoli capita spesso di vedere. Capi di Stato, uomini di governo, intellettuali che, passeggiando per le sue strette strade del centro antico, rimangono affascinati dalla miscela di rumori e immagini (chiese, palazzi storici, vicoli, pizzerie, laboratori artigianali e così via). Ad appena 60 anni, Ernesto Cacialli se n’è andato. Per tutti questi anni ha continuato a lavorare senza sosta nella sua pizzeria, diventato un luogo cult, incorniciato dalle foto di quella splendida giornata. Ogni volta che passavo per via Tribunali, il suo sorriso, che mi mancherà, e il suo saluto mi accompagnavano sempre. Pur vivendo in un quartiere bellissimo e difficile, dove accanto alla storia e alla cultura si respira disagio sociale e civile, Ernesto è uno dei tanti figli di questa Napoli dalle molte facce. È il simbolo della forte laboriosità, dell’attaccamento alle tradizioni, alle bellezze, alla voglia di fare e di lavorare che anima la maggioranza di questa città. Come raccontano i suoi collaboratori, Ernesto non mollava mai, lavorava anche all’impiedi, come tutti i veri pizzaioli, anche 16 ore al giorno, senza soluzione di continuità. A Ernesto mandiamo un forte abbraccio. Siamo davvero vicini ai suoi congiunti. Il modo migliore per ricordarlo è riaffermare che in questa città, troppo spesso descritta in maniera sommaria per i suoi indubbi problemi e malesseri, vivono e lavorano onestamente migliaia e migliaia come lui. Basta fare il conto delle pizzerie e di tutta la dignitosa micro-economia che si sviluppa intorno a questo storico e popolare pasto, che tutto il mondo ci imita. Spesso l’attenzione si concentra soltanto sui mali della città, ma la realtà di Napoli è anche questa. Ciao Ernesto.

Sulla Stampa di oggi

A.B. A.B.
24-11-2009 | 13:52
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Riporto sul blog una lettera pubblicata sulla Stampa di oggi dal titolo Monnezza non olet (e non fa notizia). Un lettore del quotidiano di Torino, Ezio Pelino, si interroga, infatti, sulla diversa attenzione politico-mediatica che hanno avuto la vicenda rifiuti campana e quella siciliana. E cita anche il confronto sul giornale il Riformista tra il sottoscritto e il presidente Lombardo.

Per chi volesse farsi un’opinione più completa può scaricare tutti i testi degli articoli pubblicati 1 2 3 4

 Monnezza non olet (e non fa notizia)

La monnezza è monnezza, fa schifo e basta, non ha colore politico. Ma non nel nostro sultanato centro mediterraneo. La monnezza di Napoli ci è entrata in casa per mesi, attraverso telegiornali, inchieste, interviste, talk-show. Mancava solo che fossimo ammorbati - tecnologia permettendo - dal suo fetore. Berlusconi sulla rimozione della monnezza ha costruito il suo inossidabile consenso.

La monnezza della Sicilia invece non esiste. Ne dubitavo anch’io, l’informazione via Internet non certificata dalla tv non mi era sufficiente. Mi ha illuminato finalmente una trasmissione tv: il giornalista di un settimanale della famiglia Berlusconi non si è permesso di smentire un interlocutore siciliano che descriveva le strade della capitale dell’isola infestate da cumuli di rifiuti e illuminate di notte da sinistri roghi.

Finalmente qualche giornale pubblicando la polemica tra Bassolino-Lombardo, ripropone un film già visto: stipendi non pagati, dipendenti in sciopero, discariche al collasso, progetti bloccati di inceneritori, l’emergenza che si estende a tutte le realtà urbane dell’isola, la malavita organizzata che fa il suo sporco gioco. Ma tutto ciò per la tv non esiste e quindi non esiste nemmeno per noi. La monnezza di destra non puzza e soprattutto non fa notizia.

Cari idonei, buon lavoro!

A.B. A.B.
20-11-2009 | 16:35
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Oggi sono davvero soddisfatto perché abbiamo assunto 83 giovani di comprovata competenza, che da tempo chiedevano legittimamente  di essere immessi nei ruoli regionali. Sono pari al 55% degli idonei ai concorsi banditi nel 2002 per le categorie C e D.

In questi mesi abbiamo intensamente lavorato per raggiungere  questo risultato.

A loro auguro buon lavoro, e sono convinto che sapranno impegnarsi con grande professionalità al servizio dell’amministrazione regionale.

Siamo una delle poche Regioni ad aver quasi dimezzato i ruoli dirigenziali e ad aver rinnovato l’organico attraverso concorsi trasparenti. Dal 2002 ad oggi abbiamo assunto diverse centinaia di giovani, che stanno un contributo essenziale alla modernizzazione della macchina amministrativa.

So che ci sono altri ragazzi e ragazze che aspettano di essere assunti. Come abbiamo fatto oggi, dopo le opportune verifiche tecniche e normative, ci auguriamo di poter dare una risposta positiva anche alle loro richieste.

Il colore politico dei rifiuti

A.B. A.B.
19-11-2009 | 18:04
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Spero davvero che Palermo e la Sicilia possano risolvere al più presto i loro problemi con i rifiuti. Magari facendo tesoro dell’esperienza vissuta dalla nostra regione e degli sforzi in corso per completare il ciclo integrato di smaltimento. Al tempo stesso, fa riflettere l’assordante silenzio che avvolge l’emergenza siciliana. Lo sottolinea anche Mario Centorrino sul Corriere del Mezzogiorno di oggi, chiedendosi se c’è “una mondezza di destra e una di sinistra”. E’ un dubbio più che legittimo. È vero che i rifiuti non sono né di destra né di sinistra, ma è il loro uso politico-mediatico che può avere un colore. I rifiuti di Napoli, infatti, sono stati per mesi al centro dell’attenzione di tutto il Paese e del dibattito pubblico, in particolare durante le scadenze elettorali. Quante strumentalizzazioni… In quei mesi si scatenò di tutto: dal fuoco avversario al fuoco amico. Ma oggi, dal punto di vista politico sta emergendo un quadro di diverse responsabilità e, sul fronte giudiziario, è sempre più chiaro il ruolo della camorra nel boicottare l’azione dello Stato per riprendersi il controllo sul sistema dei rifiuti. Per la Sicilia, invece, solo silenzio: sui cumuli di spazzatura, sui roghi, sulle proteste, sul ruolo di Cosa Nostra. I rifiuti siciliani non esistono e sulla Sicilia non c’è né fuoco avversario, né fuoco amico. L’augurio è, comunque, che il problema possa essere avviato a soluzione da parte dello Stato.

La locomotiva campana

A.B. A.B.
13-11-2009 | 19:15
172 commenti »

Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inaugurato il nuovo tratto dell’alta velocità tra Gricignano e Napoli, che da domenica 13 dicembre ridurrà ulteriormente la distanza tra Roma e la nostra città a un’ora e 10 minuti, con 40 treni al giorno. Questo permetterà di collegare anche Napoli a Milano in meno di 4 ore e mezza attraverso una vera e propria “metropolitana veloce d’Italia”.Si tratta di un salto di qualità nel nostro sistema dei trasporti. Il Presidente Napolitano, infatti, ha giustamente sottolineato che questo risultato, raggiunto dalle Fs e dalle istituzioni campane, “merita di essere valorizzato perché va nella direzione opposta” rispetto ai problemi che pure ci sono nelle nostre terre, ma che spesso sono le uniche cose ad essere rappresentate.

Con Gricignano, si completa inoltre l’alta velocità Roma-Napoli che, nel 2005, fu la prima tratta italiana a entrare in esercizio.

Un servizio esteso nel 2008 a Salerno (con la linea “a monte del Vesuvio”), consentendo in seguito di effettuare corse dirette tra Napoli e Salerno in appena 35-40 minuti (sistema NA-SA).

Insieme al Presidente Napolitano abbiamo effettuato un sopralluogo ai cantieri della stazione di Napoli centrale, i cui lavori finiranno la prossima primavera e forniranno nuove strutture e servizi ai viaggiatori.

Le prossime tappe dell’alta velocità in Campania saranno le attivazioni delle due ulteriori stazioni, ossia Napoli-Afragola e Vesuvio Est.

Tutte e 3 le stazioni della Tav sono direttamente collegate alla metropolitana regionale della Campania con nodi di interscambio.

Grazie ai nuovi binari, tutti i treni nazionali sono stati trasferiti dalla vecchia linea, che ora è interamente disponibile per la metropolitana.

In particolare, il “passante” Gianturco-Pozzuoli è tutto dedicato alla linea 2 della metropolitana di Napoli, che dall’anno prossimo potrà contare su una frequenza più regolare dei treni, fino a raggiungere una corsa ogni 6 minuti nelle ore di punta.

Il dissesto idrogeologico e il ponte di Messina

A.B. A.B.
11-11-2009 | 17:39
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La frana di Casamicciola e, prima ancora, il disastro di Messina
ripropongono il grande e grave tema della difesa del suolo e della
sicurezza del territorio.
Stime prudenziali indicano in almeno 3 miliardi di euro il fabbisogno
di risorse per mitigare tali rischi
. A fronte di tale dato, la Regione
in questi anni ha potuto impiegare non oltre 700 milioni di euro
dovendo affrontare emergenze quali la frana di Montaguto, la più
imponente del nostro paese con i suoi 12 milioni di metri cubi di
argilla che incombono sulle connessioni stradali e ferroviarie al
confine con la Puglia, o il tendenziale dissolvimento dello
straordinario Arco di Palinuro sulla costa del Cilento.
La questione va, comunque, ben oltre la Campania. Non si può
dimenticare, ad esempio, il rapporto del 2000 dell’Autorità di Bacino
del Po che, dopo i disastri valtellinesi in Lombardia e le esondazioni
nell’alessandrino in Piemonte, stimava in 14mila miliardi di vecchie
lire (in euro circa 7 miliardi, pari ai costi per l’eventuale
realizzazione del ponte sullo Stretto), l’impegno necessario per
eliminare fenomeni di dissesto in tutta l’area padana in grado di
mettere a rischio l’incolumità di tanti cittadini.
Per lo sviluppo sostenibile - che è l’unico percorribile - del nostro
straordinario paese è dunque necessaria una politica strutturale, nel
medio-lungo periodo, di manutenzione del territorio
.
Manutenzione non significa l’opera indefessa di squadre di manovali
muniti di vanghe e picconi. Oggi manutenzione significa conoscenza e
controllo degli effetti dell’antropizzazione, progetto e gestione di
riqualificazione della nostra costa, controllo del territorio, ricerca
e applicazione delle nuove tecnologie.
Preoccupa che, mentre una tale sfida è stata ben colta dagli Stati
Uniti di Obama e dall’Unione Europea, il nostro bilancio dello Stato
per il 2009 preveda non più di 200 milioni di euro per le Regioni nel
contrasto al dissesto. Alla Campania sono stati assegnati appena 8
milioni di euro
.
È allora importante che si negozi con Bruxelles la possibilità di
estendere   anche alla manutenzione territoriale l’utilizzo dei fondi
strutturali a cui l’Italia potrà accedere nei prossimi anni.
La negoziazione con Bruxelles può essere un grande passo in avanti nel
reperimento delle risorse necessarie, ma è chiaro che va inserita nel
quadro di una programmazione decennale su scala nazionale a cui
debbono concorrere, dando il loro contributo, tutte le istituzioni
coinvolte: Governo, Parlamento, Regioni ed enti locali. La difesa e la
messa in sicurezza del territorio è una priorità nazionale e tutti
dobbiamo fare la nostra parte, muovendoci nella stessa direzione.

Contro la camorra più risorse

A.B. A.B.
05-11-2009 | 17:23
90 commenti »

Di fronte alla notizia, pubblicata dai giornali, di tagli alle risorse destinate alla sicurezza e all’ordine pubblico, ritengo che sia dovere di tutto il Governo raccogliere l’appello del ministro Maroni ed evitare che ciò avvenga. Allo stesso tempo, penso che sia compito dell’opposizione fare la propria parte in Parlamento, collaborando, con spirito bipartisan, alla ricerca di soluzioni che vanno in questa direzione.La lotta alla criminalità deve essere una delle fondamentali priorità del paese e non si possono tagliare i fondi necessari alle forze dell’ordine impegnate nel contrasto alla malavita organizzata e alla microcriminalità, che affligge soprattutto le grandi aree urbane. Lo stesso procuratore capo di Napoli Lepore ha denunciato la scarsità di fondi anche per il funzionamento della giustizia. Si tratta di fatti che ci preoccupano molto e che possono alimentare delusione tra gli operatori del settore e nell’opinione pubblica.

Nel paese e, in particolar modo, nel Mezzogiorno la camorra e le altre mafie sono il principale ostacolo allo sviluppo, all’occupazione e alla crescita morale, civile e culturale. Perciò abbiamo bisogno di più mezzi, più uomini, più intelligence. La lotta alla criminalità deve andare avanti senza tregua, a 360 gradi. Già col ministro Amato, le forze dell’ordine hanno segnato al loro attivo importanti colpi ai clan, ai loro capi, penetrando nel loro fortilizi. Sulla stessa linea sta proseguendo efficacemente la sua azione il ministro Maroni.

Da una terra di trincea come la nostra, riteniamo che questa offensiva non debba incontrare ostacoli, ma debba essere fortemente intensificata. Soprattutto in una fase preelettorale come quella attuale, con i clan che cercheranno di far sentire il loro peso.

È questa la strada per rafforzare la fiducia dei cittadini e di tante donne e uomini delle forze dell’ordine che, rischiando la propria vita, sono in prima linea tutti i giorni. Non si faranno passi in avanti in questo paese e nel Mezzogiorno se la lotta alla criminalità e il tema di una giustizia più rapida, certa ed efficiente non diventeranno il convinto obiettivo e l’impegno comune di tutte le istituzioni interessate e di tutte le forze politiche.

“Ma io non ci ho creduto”

A.B. A.B.
28-10-2009 | 17:57
134 commenti »

Ero appena arrivato alla stazione per prendere il treno per Roma e una signora mi ferma e mi dice: <<Mia sorella è affetta dalla sindrome della coagulazione, ha bisogno di essere curata e seguita, ma al Cardarelli qualcuno le ha detto che  Bassolino vuole chiudere il reparto competente. Ma io non gli ho creduto, la seguo da tanti anni>>.

Subito dopo mi ha fatto parlare con la stessa sorella che abita a Pianura e con il cognato. A tutti loro ho spiegato che non ne sapevo nulla di questa storia. Ho parlato con l’ospedale e ho fatto fissare un appuntamento alla paziente per rassicurarla. Poiché, per fortuna, ero in anticipo, sono anche riuscito a prendere il treno.

Mi ha comunque fatto davvero piacere interessarmi delle giuste preoccupazioni di questa famiglia napoletana e sentirmi dire, pur di fronte a voci infondate, <<ma io non ci ho creduto>>. Vorrei trarre da questa vicenda alcune considerazioni. Episodi di disinformazione come questo spesso hanno una matrice politica, perché si cerca di creare problemi anche dove  non ci sono. Si arriva così a livelli di falsità davvero impensabili anche su temi delicatissimi come la salute delle persone.

Al tempo stesso però, è di grande importanza il rapporto di fiducia tra rappresentanti delle istituzioni e cittadini. La soddisfazione più grande, alla fine, è stato l’abbraccio della signora. <<Presidè, io non ci ho creduto e ho fatto bene a  non crederci>>.

Il nuovo patto per la salute

A.B. A.B.
23-10-2009 | 20:38
43 commenti »

Dopo 4 mesi di difficili rapporti, che erano stati perfino formalmente interrotti, tra Regioni e Governo è ripreso un giusto percorso di collaborazione istituzionale.

Nell’incontro di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi si è firmato un importante accordo, il nuovo patto per la salute. È un buon accordo e ci consentirà di andare avanti sulla strada del necessario equilibrio tra riforme nella spesa e miglioramento nella qualità dei servizi. A maggior ragione, adesso, è il tempo che il Governo sblocchi subito le risorse che ci spettano, quelle già dovute e che da tempo attendiamo.

Anche sul fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, si è fatto un importante passo in avanti. Per quanto ci riguarda, l’accordo con i Ministeri per lo Sviluppo e dell’Economia è raggiunto e dunque è ora possibile che il nostro Piano regionale venga approvato dal Cipe in tempi rapidi. Potremo così utilizzare uno strumento indispensabile per reagire alla crisi mobilitando nuove risorse per la crescita e lo sviluppo.

Bassolino a Lunaset

Redazione Redazione
16-10-2009 | 19:37
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Di seguito vi proponiamo l’intervista (divisa in cinque parti) rilasciata dal presidente Bassolino al Circuito Lunaset, durante l’ Agorà condotta da Franco Genzale.

 PARTE 1
Columbus Day, Pd, inchiesta bonifiche, politica e magistratura

PARTE 2
Omicidio Tommasino, banca del Mezzogiorno, fondi europei

PARTE 3
Primarie del Pd

PARTE 4
Sanità, Saviano, bilancio legislatura

PARTE 5
Fondi Fas, piano-casa

Questi gli orari e i canali per vedere la trasmissione in tv:  

Lunasat (Canale Sky 852): Venerdì 16 ottobre ore 21.00 - Sabato 17 ottobre ore 20.00 - Domenica 18 ottobre ore 21.00
Teleluna: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 - Sabato 17 ottobre ore 19.00 - Domenica 18 ottobre ore 20.30
Telenostra: Venerdì 16 ottobre ore 22.30 - Sabato 17 ottobre ore 21.30 - Domenica 18 ottobre ore 17.50
Teleluna 2: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 - Sabato 17 ottobre ore 22.00 - Domenica 18 ottobre ore 15.30
TeleBenevento: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 - Sabato 17 ottobre ore 13.00 - Domenica 18 ottobre ore 13.00

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