Adesso bisogna svoltare davvero. Le condizioni ci sono tutte. Il consiglio dei ministri che si terrà domani dimostra che la soluzione dei problemi di Napoli e della Campania resta una priorità nell’agenda del governo. Sui rifiuti stanno collaborando efficacemente le istituzioni nazionali e locali, e i risultati si vedono. E’ sempre più chiaro a tutti che Napoli e la Campania non sono solo rifiuti e camorra. E’ un bene che da più parti si spinga perché emerga una linea positiva, che guarda al futuro. Penso per esempio alla giusta iniziativa dell’ex presidente di Confindustria D’Amato, che ha invitato la stampa italiana ed estera in Campania per visitare le nostre eccellenze produttive. O ancora al fatto che NTV, la società ferroviaria di Montezemolo, Punzo e Della Valle, insedierà il suo centro di manutenzione a Nola, creando lavoro per centinaia di persone.
Una delle risorse fondamentali che può darci la possibilità di svoltare è il turismo. E’ il nostro biglietto da visita, in Italia e nel mondo, compromesso però dalle recenti vicende. Ma la presenza in questi giorni di tantissimi turisti, che arrivano da ogni parte del mondo per godere delle nostre bellezze uniche, ci conferma che su questo fronte possiamo tornare a primeggiare. Anche qui gli sforzi delle istituzioni devono unirsi, per fronteggiare una concorrenza internazionale che sta facendo perdere colpi all’intero comparto turistico italiano. Ecco perché stiamo lavorando col governo, attraverso una cabina di regia, per rilanciare la Campania turistica all’interno del sistema turistico nazionale (basti pensare che il golfo di Napoli è secondo, per traffico passeggeri, soltanto alla baia di Hong Kong). Ancora: incentivi alle imprese per migliorare le strutture e l’accoglienza, azioni di co-marketing sui mercati che più ci interessano, come Russia, Spagna, Oriente, Nord Europa. Si tratta di una vera e propria strategia di sistema che ci porterà a investire, da qui al 2013, circa 1 miliardo di euro sul comparto turistico regionale, di cui 450 mln sono già disponibili.
Per quanto riguarda le infrastrutture, dal 2001 a oggi sono stati creati oltre 3.400 nuovi posti barca, passando da 12.800 a 16.200. Contiamo di arrivare a 23.500 posti entro il 2013, così da raggiungere i principali sistemi portuali turistici del Mediterraneo, quali quelli delle regioni di Catalogna e Valencia, occupando una media di 7.200 addetti. Sul fronte del metrò del mare, in soli otto anni di servizio sono stati trasportati oltre un milione di passeggeri. L’incremento di viaggiatori tra il primo e lo scorso anno (2001-2007) è stato del 521% (240mila passeggeri in più rispetto ai 31mila del 2001).
Stamane a Roma, alla presentazione della Fondazione Medidea del sen. Pisanu, il premier Berlusconi ha messo l’accento sull’importanza delle infrastrutture, delle autostrade del mare e dei collegamenti tra le diverse sponde del Mediterraneo. In questo campo, della valorizzazione della risorsa mare, abbiamo lavorato più di tante altre istituzioni, e abbiamo esperienze di eccellenza. Siamo dunque pronti a definire assieme, noi e il governo, un impegnativo programma per le infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime, logistiche, per far compiere al Mezzogiorno un vero e proprio salto di qualità nella dimensione euromediterranea.

