Riporto sul blog una lettera pubblicata sulla Stampa di oggi dal titolo Monnezza non olet (e non fa notizia). Un lettore del quotidiano di Torino, Ezio Pelino, si interroga, infatti, sulla diversa attenzione politico-mediatica che hanno avuto la vicenda rifiuti campana e quella siciliana. E cita anche il confronto sul giornale il Riformista tra il sottoscritto e il presidente Lombardo.
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Monnezza non olet (e non fa notizia)
La monnezza è monnezza, fa schifo e basta, non ha colore politico. Ma non nel nostro sultanato centro mediterraneo. La monnezza di Napoli ci è entrata in casa per mesi, attraverso telegiornali, inchieste, interviste, talk-show. Mancava solo che fossimo ammorbati – tecnologia permettendo – dal suo fetore. Berlusconi sulla rimozione della monnezza ha costruito il suo inossidabile consenso.
La monnezza della Sicilia invece non esiste. Ne dubitavo anch’io, l’informazione via Internet non certificata dalla tv non mi era sufficiente. Mi ha illuminato finalmente una trasmissione tv: il giornalista di un settimanale della famiglia Berlusconi non si è permesso di smentire un interlocutore siciliano che descriveva le strade della capitale dell’isola infestate da cumuli di rifiuti e illuminate di notte da sinistri roghi.
Finalmente qualche giornale pubblicando la polemica tra Bassolino-Lombardo, ripropone un film già visto: stipendi non pagati, dipendenti in sciopero, discariche al collasso, progetti bloccati di inceneritori, l’emergenza che si estende a tutte le realtà urbane dell’isola, la malavita organizzata che fa il suo sporco gioco. Ma tutto ciò per la tv non esiste e quindi non esiste nemmeno per noi. La monnezza di destra non puzza e soprattutto non fa notizia.

