I rifiuti del sud, gli inceneritori del nord: qualcosa non quadra

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15-07-2009 | 11:25
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di Giovanni Giangiobbe

Sono nato a Napoli e vivo a Lodi da vent’anni. Ho girato in avviamento quasi tutti gli inceneritori della Lombardia e ancora una volta vedo che il Nord si appropria di quello che spetterebbe al Sud. Questo per dire che gli inceneritori se li deve gestire la Campania, non la Lombardia. Altrimenti i soldi se li fanno sempre loro, quelli del Nord. Svegliatevi!

Contesto la pubblicità del governo sui rifiuti

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16-04-2009 | 09:56
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di Antonio Carillo

Sono sbigottito per la pubblicità messa in onda dal governo Berlusconi sulle reti Rai, che rappresenta una donna napoletana sommersa di rifiuti e soccorsa dal governo (citato per primo proprio per far compredere l’importanza di Berlusconi nella quasi risoluzione del problema rifiuti in Campania con l’apertura di Acerra) e dalla stato, dunque da tutti gli uomini di buona volontà che hanno e stanno concorrendo alla risoluzione del problema rifiuti in Campania. Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad un gesto inqualificabile del nostro Presidente del Consiglio.

Apre Acerra

A.B.
25-03-2009 | 19:43
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L’apertura del termovalorizzatore di Acerra è una importante vittoria dello Stato e delle istituzioni democratiche. E’ un segno tangibile che la nostra regione lavora per uscire definitivamente dall’emergenza, dotandosi di un sistema di smaltimento avanzato e rispettoso delle normative ambientali. In questi anni abbiamo affrontato tante difficoltà, spesso in totale solitudine. Ricordo bene l’estate del 2004, i giorni dell’apertura del cantiere, le continue manifestazioni di protesta, i presìdi con i gazebo, gli scontri di piazza, i blocchi dell’autostrada e della linea ferroviaria. In quella fase la comprensibile preoccupazione dei cittadini, le strumentalizzazioni politiche di destra e di sinistra e gli interessi criminali della camorra avevano dato vita a un mix esplosivo che impediva qualunque tipo di soluzione. Il sistema era come impazzito: da un lato il “fronte del no” si batteva per bloccare qualunque passo in avanti, dall’altro lo Stato non riusciva ad attuare le decisioni assunte per uscire dall’emergenza. Quanta preoccupazione, riunioni, incontri, scontri, proposte, per superare le difficoltà.Ci sono volute leggi speciali – come quella che ha equiparato gli impianti di smaltimento ai siti militari – l’impegno di commissari di grande valore come Catenacci, Pansa, De Gennaro, Bertolaso,  la determinazione del presidente del Consiglio Berlusconi, il lavoro costante delle istituzioni locali. Ma quei giorni di crisi acuta, dove ogni soluzione sembrava impossibile, oggi sembrano essere superati. Il termovalorizzatore di Acerra, completato grazie anche ai 30 milioni di euro stanziati dalla Regione, è un anello fondamentale dell’intero ciclo di smaltimento integrato. Nel giro di un anno, è stato possibile aprire le prime discariche attrezzate, avviare le procedure per il termovalorizzatore di Salerno – che la Regione finanzia con 75 milioni di fondi europei – mentre tantissimi comuni campani stanno innalzando in modo significativo la percentuale di raccolta differenziata. Secondo gli ultimi dati che arrivano dai capoluoghi, Caserta è passata dal 7 al 40%, Benevento dall’8 al 23%, Avellino dall’8 a oltre il 40%, Napoli dal 13 al 19%, la provincia di Salerno intorno al 35%. Buone notizie arrivano dal fronte dei comuni più piccoli, dove la differenziata in molti casi supera il 50%. Per sostenere questi sforzi la Regione ha finanziato con 100 milioni di euro di fondi europei la realizzazione di 10 impianti di compostaggio su tutto il territorio regionale, con l’obbiettivo di rendere la Campania sempre più autosufficiente nello smaltimento dell’umido.

Termovalorizzatori moderni e sicuri, differenziata, discariche attrezzate. La strada che abbiamo sempre indicato è ora la via su cui convergono tanti che in passato la pensavano diversamente. E’ un segnale positivo. C’è ancora tanto lavoro da fare, diverse difficoltà da superare. Ma l’incremento della differenziata – ormai a livelli di gran lunga superiori rispetto al resto del Mezzogiorno – e l’apertura di Acerra dimostrano all’Italia e al mondo che anche qui con l’impegno dei cittadini e la collaborazione tra le istituzioni si superano i problemi e si costruisce il futuro.

La verità sul club degli inceneritori

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03-09-2008 | 12:47
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di Paola Nugnes

Riporto qui “Il piano della lobby degli inceneritori” di  Guido Viale: «Durante la campagna elettorale dell’aprile scorso, diversi partiti politici hanno sostenuto la necessità e l’utilità della termovalorizzazione dei rifiuti urbani quale strumento decisivo, assieme alla raccolta differenziata, per superare le emergenze ambientali attuali e quelle future». Così comincia un documento dal titolo eloquente di Proposta per un Piano nazionale dei termovalorizzatori dei rifiuti urbani (Pnt) diffuso dall’Anida (ufficialmente Associazione nazionale imprese difesa ambiente, in realtà il club degli inceneritoristi italiani), che propone di ricoprire il suolo patrio di nuovi inceneritori di rifiuti urbani e assimilati: per l’esattezza, 100 impianti da 170 mila tonnellate all’anno ciascuno, per soddisfare il fabbisogno del paese. In subordine, solo 80, oppure, tanto per cominciare, 35 da 250 mila tonnellate all’anno nel periodo 2008-2015 e 15 (totale 50) entro il 2020.

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Non siamo il solito partito del No

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03-09-2008 | 10:46
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di Giuseppe Cristoforoni 

Non siamo il solito movimento del no, proponiamo una valida alternativa ai termovalorizzatori e chiediamo di poter essere ascoltati senza pregiudizi. È un appello, più che una protesta, quello del coordinamento cittadino contro gli inceneritori. che in agosto ha tenuto un presidio in via Chiatamone. Leggi tutto »

Qualcuno ci vende spazzole

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30-07-2008 | 17:39
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di Primo Francesco

Mentre i campani si accapigliano nella “guerra civile” dei rifiuti, il Nord sull’emergenza ci fa affari e Berlusconi se li vende pure come un successo per Napoli e dintorni. Solo la “guerra civile” e l’indebolimento delle nostre istituzioni locali (purtroppo non difese nemmeno da Veltroni e da pezzi dell’ex Unione) hanno consentito, infatti, che si potessero prendere delle decisioni così discutibili per gli interessi regionali. Leggi tutto »

Rifiuti, siamo sulla strada giusta

A.B.
16-07-2008 | 19:04
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Venerdì il governo tornerà di nuovo a Napoli per fare il punto, tra l’altro, sull’emergenza rifiuti. I segnali di questi giorni ci dicono che siamo sulla strada giusta. Grazie al lavoro svolto in queste settimane da Bertolaso, dall’esercito e da tutte le altre strutture impegnate su questo fronte, si è intensificata la raccolta dei rifiuti dalle strade, le prime discariche costruite da De Gennaro sono entrate in funzione, si è manifestata la disponibilità concreta di diverse altre Regioni. Tutto questo è il risultato del positivo rapporto di collaborazione tra le varie istituzioni.
E’ passata finalmente la linea, che per primo ho sostenuto, che i rifiuti non sono né di destra, né di sinistra. Il partito del no è nell’angolo. Sono stati fatti passi in avanti importanti, ma abbiamo davanti un lungo cammino da compiere per risolvere strutturalmente il problema. Con meno rifiuti per strada, si può lavorare ora con un clima di maggiore fiducia e collaborazione, anche e soprattutto da parte dei cittadini. Adesso dobbiamo tutti impegnarci al massimo per incrementare la differenziata nei grandi centri (su questo fronte, una settimana fa, la giunta ha finanziato con 20 mln di euro i piani di 34 comuni con popolazione superiore ai 30mila abitanti, ulteriori 30 mln sono già a disposizione per gli altri comuni, mentre ulteriori 100 mln di euro sono stati stanziati per i siti di compostaggio), per individuare un numero di discariche  che ci garantisca una capacità di smaltimento superiore alla produzione regionale e, infine, per realizzare i termovalorizzatori.

Sono solo inceneritori

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07-07-2008 | 16:02
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di Marco Sacco

Presidente, avevamo riposto in lei tante speranze, ma il risultato del governo della città e della regione e sotto gli occhi di tutti. Il mio intervento non vuole essere polemico. Mi chiedo come mai non avete mai pensato alle tecniche di trattamento meccanico biologico dei rifiuti? Come mai vi ostinate a chiamare gli inceneritori termovalorizzatori?

Rifiuti, spiegare meglio quello che sta avvenendo

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02-07-2008 | 13:03
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di Maurizio Laguardia

Leggo, da napoletano trapiantato in Sicilia da oltre 30 anni, le difficolità ad attivare una normalità nella gestone dei rifiuti in Campania. Anche se i segnali positivi non mancano, il governatore dovrebbe secondo me pubblicizzare di più quello che sta avvenendo, spiegare perchè i termovalorizzatori non inquinano, spiegare ai napoletani che tutto il turismo perso quest’anno sarà difficile recuperarlo, spiegare come intendono smaltire le ecoballe e in che tempi. Leggi tutto »

Qualcosa sta cambiando

A.B.
30-06-2008 | 17:46
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Vorrei tornare a parlare di rifiuti alla vigilia di una nuova visita del presidente Berlusconi. Rispetto al passato, quando tutto sembrava bloccato da veti, paure e proteste, finalmente si intravede una via di uscita. Cosa è cambiato?
Per prima cosa va detto che da settimane è in ritirata, a tutti i livelli, il partito del No. Nella Campania dei rifiuti come nel Piemonte dei NO TAV. Nel centrodestra e nel centrosinistra, nella società civile, nelle amministrazioni, nel mondo della cultura e persino nei media che talvolta hanno sostenuto e amplificato localismi e paure irrazionali.
In passato era difficile sostenere la necessità di costruire i termovalorizzatori, di aprire una rete di discariche attrezzate e ben dimensionate, e, assieme, di fare il massimo sforzo per la raccolta differenziata.
Io non ho mai smesso di lavorare per questi obiettivi, che ora, finalmente, sono condivisi da un “movimento”, un fronte istituzionale, politico e civile sempre più ampio.  
Oggi l’esercito sorveglia gli impianti perché finalmente sono stati riconosciuti come elementi cruciali dell’affermazione dello Stato in Campania. Il difficile lavoro di dialogo con le comunità può procedere senza eccessive strumentalizzazioni politiche e più al riparo da infiltrazioni malavitose.
Prima il Governo con un decreto e ora il Parlamento stanno affrontando il problema del giusto equilibrio tra la rapidità di intervento richiesta dall’emergenza e il doveroso rispetto della complessa normativa ambientale.
Anche la Lega – e gliene va dato atto – parla del problema rifiuti con toni diversi dal passato. Perché ora è al Governo e perché l’apertura di nuovi impianti a Chiaiano e in altre località campane, assieme alla volontà di costruire un termovalorizzatore a Napoli, segnano una più forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle comunità locali.
Restano tante difficoltà ma, da diversi punti di vista, sembra di essere in un altro mondo sia rispetto agli ultimi anni, sia rispetto a quando, da commissario del precedente governo Berlusconi, mi battevo per aprire il cantiere di Acerra, per costruire gli impianti di selezione, per trovare le discariche che servivano.  Attenzione però. I segnali positivi non implicano che la soluzione sia a portata di mano.    
La partita è tutta da giocare e coinvolge tutti, istituzioni, cittadini, imprese, chiesa, associazioni. Dobbiamo giocarla con lungimiranza e buon senso. Per completare il ciclo, è decisivo portare avanti la costruzione dei termovalorizzatori, incrementare la raccolta differenziata e, nell’immediato, contare su una disponibilità  di discariche che ci garantiscano una capacità di smaltimento superiore alla produzione regionale, in modo da gestire i flussi anche in presenza di imprevisti e difficoltà inattese. Altrimenti un solo anello di questa grande catena, venendo meno per una qualsiasi ragione, magari anche solo per un giorno, rischia di mettere in crisi l’intero sistema.
Questa è la linea che abbiamo seguito, tra tante difficoltà, in questi anni. Su questa strada intendiamo andare avanti.