Verso Sud

A.B.
06-07-2009 | 16:57
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Oggi il Corriere Economia, così come il suo dorso Mezzogiorno Economia, pone delle questioni interessanti riguardo al ruolo del Sud nell’agenda politica nazionale. Vorrei aggiungere qualche riflessione alla discussione in corso.

Giuseppe Sarcina sostiene che il partito del Sud non deve trasformarsi nel “partito della spesa”. Sono d’accordo e penso che il Mezzogiorno debba impegnarsi per allontanare da sé, una volta per tutte, lo stereotipo dell’assistenzialismo. In questo senso il federalismo fiscale, così come l’abbiamo delineato collaborando tra Regioni, può essere uno strumento efficace. Può servire per evitare sprechi e distorsioni nella spesa pubblica rendendo più efficienti le amministrazioni locali e più trasparenti i meccanismi di prelievo e di investimento delle risorse sul territorio. Per la classe dirigente meridionale questa è una sfida decisiva che potrà contribuire a fare del Sud un fattore di spinta della crescita nazionale.

E’ fondamentale, tuttavia, ridurre le diseguaglianze che ancora pesano sui flussi di risorse destinati alle diverse parti del Paese. Un problema che continua ad aggravarsi. Tira, infatti, una brutta aria per il Sud in queste settimane. Dopo la riprogrammazione dei fondi per le aree sottoutilizzate operata dal governo a scapito delle regioni meridionali, è in corso il tentativo di intervenire nello stesso modo per i programmi operativi nazionali, per il reperimento dei fondi necessari alla cassa integrazione,  e per diverse misure dell’ultimo decreto anticrisi. Il drenaggio di risorse destinate al Sud verso altre destinazioni continua e viene dopo che da anni gli investimenti in conto capitale per il Mezzogiorno sono calati costantemente. Il risultato è che la crisi economica globale rischia di avere effetti devastanti soprattutto al sud, dove il sistema economico-sociale è strutturalmente più debole.

E’ assolutamente urgente dunque correggere storture e sprechi nell’utilizzo delle risorse, e, al tempo stesso, fare in modo che queste risorse non solo non vengano drasticamente tagliate, ma vengano invece potenziate. Questa è una priorità che riguarda tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Sud e del Paese. Per questo abbiamo deciso di rilanciare la concertazione meridionale su tutti i fronti.

Sul versante istituzionale dal 2005 siamo impegnati con gli altri presidenti. Le proposte elaborate assieme hanno spesso faticato a entrare nell’agenda di governo del Paese e nel dibattito politico. In alcuni casi sono stati raggiunti primi risultati, penso al lavoro svolto per la Napoli-Bari, al contributo dato al negoziato sulle politiche di coesione dell’Unione Europea per il settennio 2007-2013.

Ma oggi serve uno scatto in più e sono in tanti a riconoscerlo. Per questo, anche sul versante politico, ci si sta muovendo, al di là degli schieramenti tradizionali, per mobilitare tutte le energie disponibili. Non si tratta, nella mia visione, di un  “partito del Sud”, ma di un’alleanza riformatrice modernamente meridionalista, che faccia contare di più il Mezzogiorno nel Paese e all’interno dei partiti e delle forze sociali nazionali. Trasversale deve dunque essere l’iniziativa dentro e per il Sud, perché trasversale è la disattenzione verso il Sud.

Bisogna restituire al Mezzogiorno l’attenzione e gli investimenti – sul piano delle idee, delle risorse, del capitale umano, della cultura – che si merita.

Mobilitiamoci per la scuola pubblica

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15-09-2008 | 18:32
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di Mario Rosario Bruno

L’attacco alla scuola pubblica, portato avanti dal trio Berlusconi, Tremonti, Gelmini, non ha pari nella storia della Repubblica: dalla legge sulla manovra finanziaria, che prevede un risparmio di 8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011 attraverso tagli di 85.000 posti per i docenti e 43.000 per gli Ata (cui vanno aggiunti i 33.000 previsti dalla Finanziaria 2008 frutto del governo precedente), al d.l. 137 del 1° settembre, che tra le altre cose reintroduce la figura del maestro unico nella scuola primaria con un taglio stimato di almeno 60.000 cattedre. Leggi tutto »

Tributi locali e Comuni ko

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02-08-2008 | 15:07
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di Q.I.

Il sindaco della città di Sarno (SA) ha rischiato di tornare a casa prima del tempo e per la gioia dei sarnesi, poiché il consiglio da mesi non riusciva a riunirsi per l’approvazione del bilancio di previsione 2008. Il sindaco Mancusi (FI) pur di non lasciare la sua poltrona non ha lasciato nulla di intentato e questo a scapito dei contribuenti. Il decreto del ministro Giulio Tremonti, che ha bloccato l’aumento dei tributi locali, tra cui la tassa sui rifiuti, per i comuni che non hanno ancora approvato, almeno in giunta, lo schema di bilancio preventivo, ha messo in difficoltà l’amministrazione comunale sarnese poiché con il blocco dell’aumento della Tarsu mancavano tre milioni di euro per presentare il bilancio in pareggio. Leggi tutto »

Viva il Molisannio

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02-08-2008 | 12:30
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di Emilio Spiniello

Qui ribadisco il mio sì alla futura regione del Molisannio per evadere dal Napolicentrismo che purtroppo è esistente e rischia di sopprimere le nostre zone. Certo, vengono inviati finanziamenti alla nostre zone; però si esclude la città di Benevento dalle zone franche dando la precedenza ad altre città. Cosi non si può andare avanti e quindi slacciamoci dalla Campania. Viva il Molisannio.

La dignità di Napoli e il giornalismo catastrofico

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30-05-2008 | 20:17
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di Lino D’Antonio

E’ da registrare un articolo, in pagina nazionale de “La Repubblica” del 27 maggio, a firma Giuseppe D’Avanzo, “La città che gioca con i suoi vizi”, che sembra a me e non solo la cosa più violenta ed indegna che sia mai stata scritta sulla città di Napoli. E’ acclarato che la città viva una drammatica emergenza, ma la stampa nazionale, con cinismo, provvede sistematicamente ad oscurare, frammentare, disperdere ogni appiglio di una ripresa , che senz’altro ci sarà. Cosa che però non piace ai media del nostro Paese. Leggi tutto »