Siamo al fianco di Emergency, di Gino Strada e di tutti quelli che operano per prestare gratuitamente cure medico-chirurgiche in territori e in situazioni difficili, mettendo spesso a rischio la propria vita. Per questo aderiamo con convinzione all’appello “Io sto con Emergency”.
Questa organizzazione, in sedici anni di attività, nei paesi più poveri e martoriati del mondo, ha prestato soccorso a tutte le vittime delle guerre, senza mettersi a distinguere da che parte stavano.
Emergency è presente da oltre dieci anni in Afghanistan, dove ha realizzato il miglior servizio medico di tutto il Paese. Ha realizzato una rete di ospedali che accoglie tutti e offre a tutti pronto soccorso e anche cure specialistiche, in une delle terre più povere del mondo, dove la vita media è di appena 43 anni.
Sarebbe davvero una grave perdita se il personale di Emergency fosse costretto ad abbandonare definitivamente l’ospedale di Lashkar-gah. Vorrebbe dire, entro poche settimane, la chiusura di quella importante struttura. Questo ulteriore e duro colpo, davvero, il martoriato Afghanistan non se lo può permettere.
Voglio dire alla ragazza vigliaccamente aggredita da un gruppo di teppisti a Piazza Bellini che non è sola. Capisco la sua amarezza. E’ la giusta amarezza di tanti innocenti e persone perbene che restano vittime dell’ignoranza, della violenza, del pregiudizio. Io sto con lei. Non solo come presidente della Regione, ma come cittadino, come uomo. E sono convinto che tanti, al di là di quello che è successo quella sera, sono, come me, al suo fianco. Tanti napoletani, uomini, donne, studenti. L’assessore De Felice è andata a trovarla in queste ore per manifestarle la nostra vicinanza, che non è scontata e rituale solidarietà.
Io penso che nell’animo di ognuno di noi si faccia strada la sensazione di vivere in una società dove l’indifferenza e l’isolamento stanno prevalendo rispetto alla solidarietà e al senso di comunità. La solitudine egoista e malsana dell’uomo contemporaneo – per usare un’espressione di Goffredo Fofi che mi ha molto colpito – è uno dei temi principali con cui la nostra civiltà, a Napoli, a Roma, a New York, deve misurarsi. Sono convinto che, nonostante tutti i problemi e le difficoltà, la solidarietà faccia ancora parte del codice genetico dei napoletani, come dimostra l’impegno di tante associazioni, parrocchie, organizzazioni di volontariato.
Questa è una buona base di partenza, su cui possiamo lavorare assieme, istituzioni e società civile, per andare avanti sulla strada della convivenza civile. Ma è fondamentale anche che questo impegno sia affiancato da un’attività di vigilanza e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Per quanto mi riguarda, voglio continuare a combattere al fianco di questa ragazza e di tanti napoletani e italiani per una società più giusta dove la solidarietà, il welfare, l’aiuto a chi è più debole siano gli assi fondanti di un più giusto modo di vivere.
Vi proponiamo la dichiarazione del presidente Bassolino inerente i soccorsi prestati dalla protezione civile regionale ai terremotati in Abruzzo e il gemellaggio con il comune di Poggiopicenze.
Ti invio la mia più sincera e affettuosa solidarietà umana e politica. Quanta ipocrisia in giro; quanti finti innovatori; com’è penoso! La tua storia politica e personale testimoniano da sole il senso dello Stato che è in te. Verrà il momento delle analisi e delle responsabilità politiche di questi anni… Leggi tutto »
Stimatissimo Antonio, da sempre ti apprezzo e sono sicurissimo che in tutta la vicenda c’entri poco. Credo fortemente nella tua onestà e fai bene a non dimetterti. Ti ho ascoltato qualche sera fa su “La 7″ e le tue spiegazioni mi sono sembrate molto convincenti. C’è una duplice ragione per la quale non ti devi dimettere. La prima è perchè solo tu, insieme a pochi altri, puoi risolvere il problema dei rifiuti, perchè conosci perfettamente i meccanismi che ti hanno condizionato. La seconda è che questa conoscenza ti dà più forza per smascherare tutti quelli che in questo momento fanno finta di non comprendere. Certo, corri dei rischi di diversa natura, ma a questo punto puoi anche fregartene, perché altrimenti saresti rimasto tranquillamente a fare il parlamentare come tanti altri bla bla.
A che cosa siamo arrivati? A che cosa ancora si deve arrivare? Sono un cittadino pianurese, napoletano, campano, italiano, fiero del mio paese e della mia terra, ma, negli ultimi giorni, sono triste per le spiacevoli situazioni che si stanno venendo a creare.