Ci vorrebbe la rivolta delle donne

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07-09-2009 | 16:41
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di Lino D’Antonio

Nella denuncia di Berlusconi contro “L’Unità” è chiaro, relativamente alla richiesta esorbitante di risarcimento, l’intento del presidente del Consiglio di colpire economicamente una testata giornalistica a lui avversa. Allo stesso modo di come egli ha proceduto nei confronti de “La Repubblica”, citata in giudizio per le ormai famose dieci domande rivoltegli ed a tutt’oggi inevase.
L’enorme gravità di una simile decisione, cioè quella di attaccare quotidiani, riconducibili all’area culturale vicina alle opposizioni, ha valenza politica, ma anche economica.

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Per una parte del Pd c’è solo il Nord, tutto il resto è noia

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02-09-2009 | 11:24
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di Lino D’Antonio

Sono sconcertato dal fuoco di sbarramento delle continue dichiarazioni di Fassino e dal loro contenuto “innovativo”. Tale da poterlo definire, senza incorrere in alcuna iperbole, “svenditore di valori imprescindibili”. Prima Craxi nel suo Pantheon e giù Berlinguer. Poi, “l’alleanza” con l’UdC di Casini come unica panacea ed approdo per il Partito Democratico, l’anatema ingiustificato contro le sacrosante ragioni della CGIL, scagliato come un Brunetta od un Sacconi qualsiasi. Ed in ultimo la possibilità, ventilata da parte sua, di una alleanza del tutto spuria con il PdL, al Nord contro la Lega. A riprova del completo disinteresse di parti consistenti del PD nei confronti del destino del Mezzogiorno d’Italia sotto il tallone berlusconiano.
Prendo atto che la preoccupazione precipua del partito sia il Nord, al momento precluso ad un significativo insediamento democratico. Tutto il resto è noia, nel senso che ci si limita, per il Sud, a semplice enunciazione.
Una simile proposta di alleanza prefigura una sintonia di Fassino con tutto ciò che esprime il “berlusconismo” e che intorbida l’aria del Paese. Tra l’altro mi spiega la tiepida opposizione di questi anni e l’assoluta mancanza di un progetto politico, culturale ed economico alternativo a quello della destra.
Si pensa ad una alleanza con Berlusconi, invece di riempire le piazze e chiederne immantinentemente le dimissioni, per indegnità e per l’incapacità governativa di risolvere le gravi emergenze economiche dell’Italia.
Un consiglio a Fassino: faccia finalmente il salto della quaglia e metta la sua “lungimiranza” politica a disposizione del cavaliere. Evitando in tal modo di rendere ancora più confuso e nebuloso il precario contesto da questa parte. Auspico per il Partito Democratico, che il Congresso ponga davvero fine a questa babele politica a più voci, contrastanti tra loro e funzionale solo agli opportunismi di singoli esponenti politici e mai nel verso del bene comune.
Una vera svolta per un Paese in condizioni drammatiche.

Guitti e politica

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02-09-2009 | 10:32
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di Lino D’Antonio

Di guitti al potere, in Italia, basta ed avanza: Berlusconi. Così come riconosciuto anche dalla stampa internazionale, che carica il premier di molti altri record negativi. Che a lui vada ad aggiungersi Beppe Grillo, alla testa di un neonato movimento di “liberazione nazionale”, mi sembra un po’ troppo e culturalmente insopportabile, nonché pericoloso per le sorti democratiche del Paese.
Tra le varie forze di opposizione è l’IdV il partito, che sembra salutare con gioia tale evento, anche se non pochi suoi esponenti e militanti si pongono interrogativi sull’opportunità o meno di tale evenienza. Se Di Pietro esulta alla notizia, pronto a cavalcare l’eventuale onda lunga della discesa in campo del comico, è cosa da ascrivere alla sua assoluta ignoranza politica. E dico questo non con intento denigratorio, ma con massimo rispetto. La realtà comunque è questa e sempre più spesso le esternazioni di Di Pietro vanno nel senso dell’antipolitica, piuttosto che in quello della politica. La quale, con sincero sforzo democratico di tutti, potrebbe ritornare a rifulgere nella sua essenza più genuina. Senza sotterfugi e senza il doversi accontentare giocoforza di un surrogato non risolutivo.
Anche nelle scorse elezioni amministrative, Grillo è sceso in campo con proprie liste e dappertutto ha solo danneggiato il centro – sinistra. Nella città di Prato, per l’elezione del sindaco, al ballottaggio, addirittura la “Lista Grillo” ha dato indicazioni a favore del candidato della destra, che è risultato vincitore. Poi la provocazione senza senso, da parte del comico genovese di volersi candidare alla segreteria del Partito Democratico.
Se trattasi di dissacrazione, per tornare in seguito ad una pratica politica alta e nobile, non ci siamo. Distruggere tutto, per poi ricostruire, dati i tempi, appare velleitario e pieno di insidie. Infatti, a me pare che il problema o l’incubo di Grillo sia esclusivamente la sinistra nel suo insieme, preservandosi egli qua e là, in questo ambito, “qualche utile idiota”.
A parte un solo termine, “psiconano”, usato da Grillo nei confronti di Berlusconi, non sono riscontrabili negli ultimi anni sue dichiarazioni ed azioni, atte a contrastare il capo della destra. Eppure ad un comico di razza (penso a Petrolini, Totò ecc.) sarebbe riuscito bene di ridicolizzare il premier, molto di più dei nostri ineffabili politici. Ma anche nel campo dell’arte egli ci ha abituato a logorroici monologhi, senza passione e lungimiranza.
Se dovessi usare un’espressione a caldo su Grillo, lo definirei all’istante il migliore alleato di Berlusconi. Mentre oggi il più grande problema per l’Italia, in ambito, politico, culturale ed etico, è rappresentato proprio dal cavaliere di Arcore e dal movimento da lui creato, che ormai tende ad occupare ogni ganglio della vita nazionale. Non tralasciando l’alleanza tra “berlusconismo & leghismo), binomio che sta soffocando l’Italia, dando il colpo di grazia al Meridione e sancendo di fatto la “disunità d’Italia”.
Senza la sconfitta di Berlusconi, nessun progetto di società alternativa, potrà essere attuato. Questo pensano la stragrande maggioranza dei cittadini progressisti, siano essi elettori del PD, dell’IdV e delle varie formazioni della cosiddetta sinistra radicale.
Se Grillo afferma che non c’è in Italia differenza tra destra e sinistra, ponendosi egli come futuro demiurgo di civiltà, progresso e libertà, provvedendo a distruggere il passato e la conseguente memoria storica di ciascuno di noi, veramente non ci sarà alcun tipo di futuro. Se a qualcuno possono sembrare iperboliche le mie riflessioni su Grillo, continuando a guardare alle sue gesta con una sorta di considerazione affettuosa e complice, o peggio di considerarlo dotato di poteri taumaturgici nell’attuale scenario italico, non è in grado di avvertire il pericolo mortale in agguato. E quindi, anche il senso di un’eventuale soluzione avventuristica, con l’entrata in scena di un qualche personaggio con le stellette, evenienza pubblicamente evocata dallo stesso Grillo.
Sarà pure il nostro un istrione geniale, al quale non si deve precludere l’avventura politica (o antipolitica), ma è evidente quanto sia estesa in lui l’attitudine propria dell’imbonitore, del piazzista, del predicatore televisivo e telematico. Allo stesso modo di Berlusconi, come dire : due facce della stessa medaglia.
E se il potere di incantatore e di ipnotizzatore nel Primo Ministro sembra che venga gradualmente ad indebolirsi, perché dovremmo subire un’identica proposizione attraverso Grillo e considerare quest’ultimo un ulteriore nuovo o la panacea per il virus, che attacca la politica italiana?
Ho orrore e pena per questo popolo italiano, di cui anch’io faccio parte, che ripudia ogni sua storia, negativa o positiva che sia e che ha necessità, come l’aria che si respira, per ogni passo da compiere, dell’uomo della Provvidenza o del santone di turno. Sia egli il grande proprietario di media, che giorno dopo giorno provvede a plasmare la coscienza degli italiani. O che sia il guitto, il quale sciorina il suo canovaccio e appare come colui che fustiga i potenti ed eccita le masse. Nascondendo il vuoto assoluto di proposta ed un nulla eterno di idee, verso un futuro informe e pieno di pericoli.
Basta dunque, con piazzisti, imbonitori, unti, santoni e demiurghi!
Corsi e ricorsi storici, i risibili risultati del governo, gli scandali vergognosi, ci dicono che, nel breve termine, forse scadrà il tempo politico di Berlusconi.
Allora, più che mai, il Paese avrà bisogno della politica, quella vera, senza più scorie berlusconiane, patteggiamenti, compromessi e piccoli interessi di bottega.
Credo che ogni Italiano di buona volontà e di sincero sentire democratico debba sentirsi impegnato in tal senso. E che finalmente l’Italia possa divenire un paese normale.

Disunità d’italia

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03-08-2009 | 14:54
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di Lino D’Antonio

“I professori, per poter lavorare, devono affrontare un test sul dialetto in uso nel luogo dove intendono insegnare”. L’antifona è chiaramente rivolta ai docenti meridionali, migranti il più delle volte, per necessità. E’ questa la boutade della Lega Nord, la quale in Commissione Cultura ha proposto il suddetto emendamento. Poi, puntuale come sempre è arrivata la smentita del capo – gruppo leghista alla Camera, Cota, che appare peggiore della iniziale enunciazione. Leggi tutto »

E il decreto?

A.B.
28-07-2009 | 18:08
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Sono le ore 19.10 di martedì 28 luglio e il decreto di commissariamento della sanità campana non è ancora pervenuto. Eppure sono già passati cinque giorni dalla decisione del consiglio dei ministri. Sembrava tutto di un’assoluta urgenza. Alle 16.30 di giovedì scorso, infatti, mi è giunto, un telegramma urgentissimo firmato dal presidente Berlusconi per invitarmi a intervenire alla riunione fissata per le 9.30 del giorno dopo. Ho risposto: “converrà che non è possibile partecipare a una seduta del consiglio in mancanza dei tempi minimi indispensabili per poter approfondire una documentazione che costituisce oggetto della seduta”. Il governo decide di andare comunque avanti e di commissariare. Venerdì, sabato, domenica, lunedì, martedì…E’ davvero tutto singolare. Ma in questi giorni, poiché il decreto ancora non c’è e manca perfino una notifica formale della decisione del CDM, come si deve agire? Con poteri ordinari oppure straordinari? Quali sono le competenze rimaste ordinarie e quali invece devono essere gestite con modalità straordinarie? Per chi come noi considera i corretti rapporti e la collaborazione tra le istituzioni un bene primario, lo sconcerto è davvero grande. La gestione di un settore così delicato come la sanità ha bisogno di un quadro normativo chiaro. Altrimenti si rischia il caos.

La “questione morale” c’è

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07-07-2009 | 15:00
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di Lino D’Antonio

Mi concedo un paradosso estivo: “Se fosse stato un partito, tipo l’attuale PD, a fronteggiare il fascismo degli anni del declino cosa sarebbe successo dell’Italia?” Molti potrebbero obiettarmi che diversissimi sono i due contesti storici. Giustissimo. Per tale motivo parlo di paradosso. Che può ritenersi tale, se non ci si libera di un certo conformismo e non ci si avvicina invece a un metro di giudizio molto più aderente alla realtà. Leggi tutto »

Vi propongo questa lettera di un prete

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01-07-2009 | 15:49
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di Lino D’Antonio

Vi propongo senza commento questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, inviata qualche settimana fa e circolante da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana, che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi. Leggi tutto »

La doppia morale di Mastella e dei cattolici di destra

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22-06-2009 | 17:48
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di Lino D’Antonio

Il neo-deputato europeo Clemente Mastella, nel suo libro di memorie scritto con la collaborazione del direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco De Marco, ci informa della sua fiera opposizione ai “Dico”, al tempo del governo Prodi. E con quale piglio da combattente avesse egli affrontato l’allora presidente del Consiglio, proprio sul tema dei “Dico”, argomento gravemente lesivo per il suo intenso sentire ed essere cattolico. Giusta e rispettabile questa sua posizione politica, nonché etica e morale. Leggi tutto »

La partita è aperta

A.B.
17-06-2009 | 16:57
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BERLUSCONI , PROSSIMO ANNO MANDEREMO A CASA BASSOLINO (ANSA) – ROMA, 17 GIU – “Siamo entusiasti delle vittorie ottenute nelle province di Avellino, Napoli e Salerno”. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell’anticipazione, fornita dall’emittente, di una intervista registrata ieri sera con il direttore di Telenostra che gli ha chiesto quale può essere il risvolto politico del voto di domenica, in particolare in Campania. “Sono felice – sottolinea – per il successo di Cosimo Sibilia, che in Irpinia ha sbaragliato l’avversario con il 58% dei voti. Ora è logico attendersi che anche al Comune di Avellino, Massimo Preziosi superi il suo avversario con un vasto consenso dell’elettorato. E’’una grande occasione per gli avellinesi, che si libereranno così del malgoverno della sinistra ed usciranno da un passato che ha portato soltanto negatività mettendosi in sintonia con il Governo nazionale”. “Non bisogna poi trascurare il fatto – conclude Berlusconi – che l’anno prossimo cambierà anche la guida della Regione Campania. Manderemo a casa, infatti, Bassolino. Sono perciò sicuro che il popolo avellinese si lascerà sfuggire quest’opportunità”.(ANSA).

Mi dispiace per Berlusconi, ma è uno sfizio che non si può più prendere. Essendo stato eletto già per due volte Presidente della Regione (dopo aver fatto per due volte il Sindaco di Napoli) da tempo penso di non ricandidarmi. Mi sono, invece, tolto io lo sfizio di contribuire a mandarlo a casa due volte. La prima, nel 1996, quando l’Ulivo vinse in tutti i collegi della città di Napoli. La seconda, nel 2006, quando Prodi rivinse con quei 24.000 voti in più che vennero dalla Provincia di Caserta. In ogni caso cercherò di fare il possibile perché non vinca neppure l’anno prossimo contro il candidato di una nuova alleanza democratica e meridionalista.

La partita è aperta.

Caro Presidente, fai qualcosa di televisivo

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11-06-2009 | 10:12
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di Renato Sansone

Tutto quello che stiamo facendo in questa regione per l’arte e la cultura è encomiabile, ma ha tanto il sapore di “veltronismo”. Facciamo qualcosa che ti renda nuovamente visibile. Non a me, che continuo ad amare una Napoli culturale, ma alla gente che chiede di risolvere il tuo tallone d’achille: la monnezza, che dal mio modesto punto di vista è stata la causa di molti mali! Leggi tutto »

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