A.B.
18-06-2010 | 15:03
Nella rubrica L’Amaca, su Repubblica di oggi, Michele Serra torna sul tema dei rifiuti e insiste sul differente rilievo televisivo tra la monnezza di Napoli e quella di Palermo. A tal proposito, Serra scrive:
“La cordigliera dei rifiuti che attraversa Palermo continua, da mesi, a essere notizia di secondo e di terzo livello. Di conseguenza continua il mistero (sempre più appassionante) dello scarso successo della monnezza di destra di Palermo rispetto a quella di sinistra di Napoli, che a suo tempo fu protagonista di un indimenticabile kolossal mediatico culminato nel salvifico arrivo di Berlusconi, che con la sola imposizione delle mani fece sparire le deiezioni di una regione intera in misteriosi buchi. Riparato in Sudafrica con i suoi cari per assistere ai Mondiali, il sindaco Cammarata, un bel signore abbronzato, non pare particolarmente afflitto dalle circostanze. Ove ci fosse emergenza (lo decideranno il Tg1 e il Tg5), risulta difficile immaginarlo travolto dalle polemiche e inseguito dai rimorsi come capitò al collega Bassolino. Ha quel sembiante sorridente e sano che appartiene alla ristretta borghesia meridionale, gente che ne ha viste parecchie ma non si è mai scomposta: per questo si è borghesia, mica per altro. È stato al tempo stesso sindaco e deputato, quand’anche a Palermo la situazione precipitasse lui potrebbe sempre dire che è stato costretto a passare molto tempo a Roma e insomma, non ci si può occupare di tutto.”
Resta, però, sempre aperto il quesito posto dal signor Daniele Mosconi di Fondi in una lettera su Repubblica dell’8 giugno scorso.
Il quesito infatti, riguarda i partiti, oltre che le televisioni e i giornali. Come mai sui rifiuti di Napoli fuoco amico e fuoco nemico fecero a gara a chi sparava più forte, mentre oggi sui rifiuti di Palermo silenzio amico e silenzio nemico fanno a gara a chi sta più zitto?
A.B.
10-06-2010 | 13:18
Nella rubrica L’Amaca su Repubblica di oggi, Michele Serra scrive: “I rifiuti che sommergono Palermo devono essere meno telegenici di quelli di Napoli. Nessuna comparazione possibile tra l’oceano di immagini e parole speso attorno allo scandalo della monnezza campana e lo scarso e intermittente rilievo mediatico che spetta al tracollo della nettezza urbana in Sicilia. Sorci e falò, liquami e puzza sono gli stessi, simile è il mix di inefficienza pubblica e inciviltà privata. Quello che è cambiato, evidentemente, è il fiuto mediatico specie quello dei telegiornali, che ebbero froge molto sensibili e dilatate, quando si trattò di percepire l’odore di decomposizione del Regno bassoliniano, e oggi si turano il naso di fronte al replay di quella stessa indecenza, però nella regione più berlusconiana d’Italia. Si tratta, in termini tecnici, di un imbroglio ai danni della pubblica opinione, e senza necessità alcuna di bavagli e leggine fetenti: diciamo un imbroglio spontaneo, una libera manipolazione della realtà da parte dei pretoriani di governo che controllano i media più importanti (compresi quelli pubblici) senza che nessuno ne chieda l’ostracismo o l’esilio, come per i quattro gatti che ancora disturbano il manovratore. Poi adesso viene l’estate, i palinsesti chiudono per ferie, l’immondizia di Palermo ha di fronte due o tre mesi di quieta superfetazione”.
Mi sembra un’interessante risposta al quesito posto dal signor Daniele Mosconi, il lettore di Fondi, e da noi ripreso su questo blog, riguardante il silenzio delle televisioni.
Sarebbe interessante, ora, leggere qualche altro contributo sulla seconda parte del quesito posto dal signor Daniele Mosconi, e da noi ripreso: “Non sento una sola voce dell’opposizione che dica: a Palermo c’è il caos rifiuti. Nulla di nulla! Come mai?”.
Tag: assordante silenzio, berlusconi, campania, centrodetsra, centrosinistra, la-repubblica, maggioranza, Michele Serra, monnezza, napoli, opposizione, palerno, rifiuti, sicilia
<
A.B.
08-06-2010 | 14:38
Il signor Daniele Mosconi di Fondi ha scritto, sulla Repubblica di oggi, la seguente lettera:
“Palermo invasa dai rifiuti e i telegiornali tacciono
Anche nei giorni scorsi a Palermo ci sono stati cassonetti di rifiuti bruciati, ma continuo a non sentire un alito, non tanto una voce, dai tg nazionali sui rifiuti che ormai invadono Palermo. Non sento una sola voce dell’opposizione che dica: a Palermo c’è il caos rifiuti. Nulla di nulla! Come mai?”.
Già, come mai?
A.B.
28-05-2010 | 14:48
Si presenta oggi a Napoli, al Lido Sirena, un bel libro di Antonio Calabrò: “Cuore di cactus”.
E’ un libro su Palermo e sulla Sicilia e dunque, fatte le debite analogie e differenze, sul Mezzogiorno. In genere, quando si parla di una città, di una terra, l’attenzione è tutta sulla classe politica, come se essa fosse tutta la classe dirigente. Invece è una parte, sia pure importante, di una classe dirigente fatta anche di imprenditori, di magistrati, di intellettuali, di professionisti, di giornalisti e di altri ancora. Calabrò parla di tutta la classe dirigente.
Ad un certo punto scrive: “C’è mai stata, c’è ancora traccia di una borghesia (professionale, imprenditoriale, culturale) orgogliosa e consapevole di sé, in grado di disegnare e costruire un ruolo della città, un progetto per il suo sviluppo? Una borghesia imprenditoriale di stampo europeo, internazionale in Sicilia ancora non c’è.”
Calabrò pone un problema reale. Parla di Palermo, ma de te fabula narratur…L’interrogativo riguarda anche Napoli e Reggio Calabria, Taranto e tante altre città.
Riguarda il Mezzogiorno nel suo insieme.
Utenti
17-03-2010 | 18:22
di Walter Rocca
Spero di fare cosa gradita attenzionando un video che da qualche giorno impazza su facebook. Quale è il motivo? E’ molto semplice: innanzitutto ritengo, personalmente, che lei ha contribuito a risolvere moltissimi problemi della Campania e di Napoli in particolar modo, e, in secondo luogo, non posso accettare che un neo senatore della Repubblica, tale Enzo Galioto, proponga una mozione (mentre fa parte di una Commissione Rifiuti) contro la sua persona quando a Palermo, da Presidente dell’AMIA S.p.A., ha creato un disastro ambientale di notevoli proporzioni dopo un falso in bilancio di circa 300 mln di euro!
Anche se lavoro qui a Palermo il mio cuore è a Napoli e vorrei continuare a sperare nelle cose buone che lei continua a fare per la mia terra! Guardate questo video: www.youtube.com/watch?v=CMB_iYTfq0Q
A.B.
24-11-2009 | 13:52
Riporto sul blog una lettera pubblicata sulla Stampa di oggi dal titolo Monnezza non olet (e non fa notizia). Un lettore del quotidiano di Torino, Ezio Pelino, si interroga, infatti, sulla diversa attenzione politico-mediatica che hanno avuto la vicenda rifiuti campana e quella siciliana. E cita anche il confronto sul giornale il Riformista tra il sottoscritto e il presidente Lombardo.
Per chi volesse farsi un’opinione più completa può scaricare tutti i testi degli articoli pubblicati 1 2 3 4
Monnezza non olet (e non fa notizia)
La monnezza è monnezza, fa schifo e basta, non ha colore politico. Ma non nel nostro sultanato centro mediterraneo. La monnezza di Napoli ci è entrata in casa per mesi, attraverso telegiornali, inchieste, interviste, talk-show. Mancava solo che fossimo ammorbati – tecnologia permettendo – dal suo fetore. Berlusconi sulla rimozione della monnezza ha costruito il suo inossidabile consenso.
La monnezza della Sicilia invece non esiste. Ne dubitavo anch’io, l’informazione via Internet non certificata dalla tv non mi era sufficiente. Mi ha illuminato finalmente una trasmissione tv: il giornalista di un settimanale della famiglia Berlusconi non si è permesso di smentire un interlocutore siciliano che descriveva le strade della capitale dell’isola infestate da cumuli di rifiuti e illuminate di notte da sinistri roghi.
Finalmente qualche giornale pubblicando la polemica tra Bassolino-Lombardo, ripropone un film già visto: stipendi non pagati, dipendenti in sciopero, discariche al collasso, progetti bloccati di inceneritori, l’emergenza che si estende a tutte le realtà urbane dell’isola, la malavita organizzata che fa il suo sporco gioco. Ma tutto ciò per la tv non esiste e quindi non esiste nemmeno per noi. La monnezza di destra non puzza e soprattutto non fa notizia.
A.B.
19-11-2009 | 18:04
Spero davvero che Palermo e la Sicilia possano risolvere al più presto i loro problemi con i rifiuti. Magari facendo tesoro dell’esperienza vissuta dalla nostra regione e degli sforzi in corso per completare il ciclo integrato di smaltimento. Al tempo stesso, fa riflettere l’assordante silenzio che avvolge l’emergenza siciliana. Lo sottolinea anche Mario Centorrino sul Corriere del Mezzogiorno di oggi, chiedendosi se c’è “una mondezza di destra e una di sinistra”. E’ un dubbio più che legittimo. È vero che i rifiuti non sono né di destra né di sinistra, ma è il loro uso politico-mediatico che può avere un colore. I rifiuti di Napoli, infatti, sono stati per mesi al centro dell’attenzione di tutto il Paese e del dibattito pubblico, in particolare durante le scadenze elettorali. Quante strumentalizzazioni… In quei mesi si scatenò di tutto: dal fuoco avversario al fuoco amico. Ma oggi, dal punto di vista politico sta emergendo un quadro di diverse responsabilità e, sul fronte giudiziario, è sempre più chiaro il ruolo della camorra nel boicottare l’azione dello Stato per riprendersi il controllo sul sistema dei rifiuti. Per la Sicilia, invece, solo silenzio: sui cumuli di spazzatura, sui roghi, sulle proteste, sul ruolo di Cosa Nostra. I rifiuti siciliani non esistono e sulla Sicilia non c’è né fuoco avversario, né fuoco amico. L’augurio è, comunque, che il problema possa essere avviato a soluzione da parte dello Stato.
Utenti
07-11-2008 | 18:26
di Alex Fasano
Perché non aprite una sede della Presidenza della Regione Campania a Salerno, per fare sentire ancora Salerno una città della Campania? Vedete l’esempio della Sicilia: Raffaele Lombardo ha aperto nella seconda città della regione, Catania, una sede della Presidenza Regionale.
Utenti
24-01-2008 | 10:00
di Sandro Miragliotta
Signor Presidente,
in merito al problema dei rifiuti mi permetto di segnalarLe questo nuovo sistema di riciclaggio indiferenziato studiato dal C.N.R. e già in uso sperimentalmente in Sicilia nella zona dei Nebrodi per i Comuni di Torrenova, Capo D’orlando, San Marco D’alunzio (provincia di Messina).
Leggi tutto »
Utenti
17-01-2008 | 17:39
di Roberto Marsicano
Il mugugno e la rivolta in alcune regioni contro la richiesta di aiutare lo smaltimento dei rifiuti campani sono uno dei sintomi che il sogno dei Confalonieri (Federico, non Fedele), Mazzini (Giuseppe, non Mina), Battisti (Cesare, non Lucio) è ormai finito. Leggi tutto »