La scuola funziona? E allora giù dalla torre

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07-09-2009 | 15:19
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di Costanza Boccardi

A Bagnoli c’è una scuola pubblica a tempo pieno che funziona, il plesso Madonna Assunta del 73° circolo didattico. Ma a qualcuno interessa l’edificio che la ospita, sul lungomare. E allora 500 piccoli cittadini napoletani vengono privati del loro diritto allo studio. Leggi tutto »

Vivo in Trentino, che fatica spiegare…

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02-09-2009 | 11:50
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di Giuliana Albarella

Caro presidente, la pregherei di continuare il suo intervento “pulece…” (la rivedrei volentieri sindaco!). Vivo ormai in Trentino e sono una “fortunata” precaria della scuola secondaria superiore, che ha dovuto con dolore lasciare Napoli per lavorare qui. L’abbracciai emozionata quando a piazza Matteotti festeggiò la seconda elezione a sindaco; che speranze e che cambiamenti allora (abitavo a Chiaia). Poi, ritornando a Napoli, ho percepito e registrato gradualmente l’abbandono e il progressivo disfacimento morale ed urbano (qui ci vorrebbe la solerte e vigile riflessione del buon Gerardo Marotta) del mio luogo del cuore.

Le responsabilità sono state registrate da altri come Saviano e non spetta a me qui ripeterle. Credo fermamente che anche lei ne abbia avute; con quanta rabbia e self control ho spiegato qui a Trento ad allievi ignari, imbevuti in parte di cialtroneria leghista ed in grossa parte figli di televisione berlusconiana, che Napoli non era e non è mai stata soltanto quella Beirut di munnezza e falò maleodorante. Con questo, sfiorando ai loro occhi anche il ridicolo. Lei però con gli altri deve operare al meglio senza incertezze.

Caro presidente, la vera realtà è che gente come me laureata a pieni voti in lettere con indirizzo artistico, ha dovuto migrare, cancellare altre aspettative e adeguarsi al nuovo contesto, sentendosi per questo anche privilegiata per la riconferma dell’incarico di docente, ma cacciata da un sistema che fa fuggire da Napoli, perché privi di scelte e amicizie particolari. Non legga tutto ciò come uno sfogo già sentito. Piuttosto è una denuncia di un malessere e un’accusa al suo gruppo politico che per troppi anni a Napoli e fuori ha solo “tossito” o “ragliato”. Non meravigliamoci di quel che ci tocca assistere oggi dall’altro (sic) schieramento.

Io, insegnante di strada, vi propongo…

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03-06-2009 | 10:26
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di Margherita Gaballo

Ho letto tutte le discussioni sul suo blog, ma una in particolare ha attirato la mia attenzione: è l’appello a San Gennaro da parte delle mamme e degli operatori sociali dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Esso è stato pubblicato il 3 ottobre 2007. E’ il giorno in cui San Francesco donò la sua anima a Dio. San Gennaro ed il Poverello di Assisi sono due enormi pilastri nella storia della santità. Leggi tutto »

Abruzzo, si torna in classe

A.B.
15-04-2009 | 19:07
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Domani i bambini delle elementari di Poggio Picenze, uno dei comuni aquilani maggiormente colpiti dal terremoto, potranno tornare in “classe”. Sarà la prima scuola a riaprire in Abruzzo dopo il sisma, allestita in tempi record dalla protezione civile della Regione Campania all’interno di una tensostruttura. Far ripartire la scuola significa rialzare lo sguardo verso il futuro. Voglio ringraziare di cuore i nostri tecnici e i nostri volontari che, in questi giorni, non hanno mai smesso di lavorare accanto a tanti cittadini abruzzesi. C’è ancora tantissimo da fare, e il nostro impegno non verrà meno. Ma, per il momento, bentornati a scuola ragazzi!

Radio Onda Pazza

A.B.
03-03-2009 | 18:36
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Caro Presidente, siamo i ragazzi di radio onda pazza, volevamo ringraziarla per l’aiuto e per l’interessamento che ci hanno permesso di tirare ancora avanti senza dover chiudere il circolo. Vogliamo ringraziarla perché, al di la di quello che si può dire, si è dimostrato molto più che un semplice uomo delle istituzioni. Oggi inizieremo a risistemare un po’ la radio e a prepararci per ritornare in onda la settimana prossima, in queste settimana però ci tenevamo ad informarla che abbiamo avviato una serie di attività, del tutto gratuite sul quartiere, che vanno dall’osservatorio sulla camorra fatto da giovani laureati e non insediato nella nostra sede ad un sostegno scolastico per i ragazzi del 5° anno dell’istituto magistrale di San Giovanni (Don Milani). Come vede al di là dei problemi economici quando c’è la passione e voglia di cambiare tutto si riesce a fare e a portare avanti. I giovani di questa terra molte volte sono etichettati come nulla facenti, ma quando essi incontrano le istituzioni e gli uomini giusti riescono a dimostrare il contrario. Ora abbiamo inviato un po’ di mail ad aziende per vedere se almeno ci regalano 4 computer per permetterci di fare attività con i ragazzi, anche se ancora nessuna ci ha risposto. Nel salutarla con immensa stima la invitiamo a venirci a trovare, assieme ai suoi collaboratori che ci hanno seguito in queste settimane, in modo da presentarvi le attività e gli altri ragazzi del circolo. Con Immensa stima i ragazzi e le ragazze di Radio Onda Pazza

@ ragazze e ragazzi di radio onda pazza

Pubblico la vostra lettera qui sul blog perché credo che la vostra voce e l’esperienza che state portando avanti possano dare fiducia a tanti giovani. E’ una testimonianza che può spingere tanti a mettersi in gioco, ad esprimere la loro “voglia di cambiare tutto”. Come avete fatto voi, cominciando magari dalle cose più vicine: dal quartiere, dalla scuola, dalla propria città. E’ importante che intorno a voi troviate sempre di più l’appoggio, oltre che della Regione e degli enti locali, di aziende, cittadini e altre associazioni. Perché progetti come il vostro possono mobilitare intorno a obiettivi “vicini” e condivisi tante energie sociali e civili.

La camorra si combatte anche così. Con forze dell’ordine e magistratura sempre più determinate a espugnare i fortini dell’illegalità. Con le istituzioni al lavoro ogni giorno per contrastare gli effetti della crisi economica e per valorizzare le iniziative che nascono dalle energie sane della nostra società. Assieme a queste energie daremo vita, il prossimo 21 marzo, alla Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che quest’anno vedranno la nostra regione accogliere partecipanti da tutto il Paese. Radio onda pazza potrà dare un contributo rilevante per mobilitare tante persone e raccontare a tanti ragazzi e ragazze la ricchezza di esperienze che daranno vita a questa iniziativa così importante. In bocca al lupo, ragazzi, siamo al vostro fianco contro la camorra che è il nostro principale nemico.

Ho rinunciato al buono libri

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02-12-2008 | 15:06
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di Gennaro Carbone

Vorrei sapere di chi è stata l’idea di firmare una delibera secondo cui chi ha un modello isee con reddito zero non può beneficiare né del buono libro né della borsa di studio. E’ colpa nostra se non abbiamo un lavoro fisso, con busta paga e tredicesime? Io, durante il mese, faccio qualche pianobar, mia moglie tre volte a settimana va da qualche signora a svolgere faccende domestiche; non sempre per la stessa persona, quindi non può chiedere di farsi mettere a posto per 6 ore che fa in un mese. Leggi tutto »

I giovani e l’altro mondo possibile

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13-11-2008 | 19:32
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di Dina Serino*

Le odierne contestazioni giovanili rappresentano un momento di riflessione sociale circa le modalità attraverso cui una classe politica intende governare. Mentre dall’altro lato del mondo c’è chi ha rimesso in moto un risveglio delle coscienze, da noi si assiste ad un indebolimento dello Stato di diritto, atteso che l’attuale maggioranza si è fatta scudo della decretazione d’urgenza per imporre le proprie leggi. Leggi tutto »

Belusconi, la scuola e la necessità di fare marcia indietro

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27-10-2008 | 17:43
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di E. L.

Mi rivolgo a Berlusconi. Si è letto e si è scritto tantissimo e di più su di una certa sua insofferenza verso qualsiasi forma di dissenso con forme di velate minacce o addirittura come ispiratore di provvedimenti repressivi come quello che si sono prospettati in queste ore per la scuola. Io non ci credo e non oso neppure pensarlo. L’attenzione che lei sta dimostrando verso la nostra regione soprattutto verso la città di Napoli mi fa ben sperare che lei possa riprendere quel filo di dialogo necessario alla risoluzione dei problemi. Dialogo che lei sa condurre con intelligenza e maestria ed è proprio qui in Campania che ne abbiamo sperimentato e raccolto i frutti positivi a partire dalla collaborazione con le istituzioni locali.

Lei Cavaliere, che ama la cultura della nostra terra, che non perde mai l’occasione di ringraziare il Presidente della Repubblica Napolitano quale persona dotata di grande equilibrio politico e morale e che oggi la invita ad una ripresa di dialogo sui temi scottanti della scuola, mi consenta di poterle dare un consiglio tutto napoletano che spero sicuramente apprezzerà.

“L’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è il momento di fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura”.  Tratto dal Sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo.

Cambiare la scuola

A.B.
24-10-2008 | 18:23
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Oggi la nostra Regione ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto legge 154 relativo al dimensionamento della rete scolastica sul territorio.  E’ una scelta impegnativa, resa necessaria dalla decisione del Governo di prendere provvedimenti cruciali per le nostre comunità in assenza di qualunque confronto con le istituzioni locali che, secondo la Costituzione, sono competenti in materia.

Non si tratta di un semplice conflitto “tecnico” di competenze. In gioco c’è il futuro della scuola, cioè il nostro futuro, quello che saremo. Per questo seguiamo con grande preoccupazione l’inasprirsi dello scontro sulla scuola tra forze politiche,  tra parti sociali e produttive e, purtroppo, anche tra i diversi livelli istituzionali. La polemica e il confronto, anche duro, su scelte così importanti è certamente naturale. Ma la preoccupazione deriva dalla sensazione che lo scontro si svolga in assenza di un quadro di valori condivisi, senza quel riconoscimento reciproco necessario a trarre il meglio dal confronto tra differenti interessi e posizioni.

E’ giusto e in certi casi doveroso opporsi a colpi di mano che travolgono i corretti rapporti con le istituzionali territoriali e con le forze politiche e sociali. Ma, al tempo stesso, è fondamentale lavorare da subito per ricucire il filo di un confronto positivo. In primo luogo facendo chiarezza sulle scelte in cantiere e costruendo una visione condivisa delle loro implicazioni per la continuità e la qualità dell’offerta didattica. Sono tante le questioni da chiarire. Due esempi, particolarmente rilevanti per il Mezzogiorno. Tempo pieno: che fine farà? Verrà caricato ancora di più sulle spalle degli enti locali con un inevitabile aumento delle disparità tra Nord e Sud? Piccole scuole: come si darà attuazione alle misure per la chiusura e l’accorpamento delle scuole più piccole?

Cerchiamo di trovare assieme risposte soddisfacenti a queste e ad altre domande, coinvolgendo le migliori energie. La scuola e l’università possono e devono cambiare. Per farle crescere dobbiamo eliminare gli sprechi, trovare margini di intervento e risorse per valorizzare professionalità e impegno, garantire che nuovi investimenti giungano dove sono necessari. E’ ora che le istituzioni e le forze politiche e sociali ritrovino la capacità di lavorare assieme. In questa prospettiva stiamo lavorando per fare degli Stati Generali della Scuola del Sud convocati a Castelvolturno una sede di puntuale critica di merito e di proposta costruttiva.

Far crescere la scuola democratica

A.B.
15-10-2008 | 17:40
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In un Paese povero di politiche attive per l’immigrazione, la scuola è uno dei pochissimi luoghi di inclusione sociale e culturale dei cittadini stranieri. Grazie alla scuola pubblica i ragazzi stranieri spesso assumono un ruolo importante nelle loro famiglie, aiutandole a integrarsi e a orientarsi meglio nel nuovo contesto. In questo quadro istituire classi separate per gli alunni stranieri significa negare l’idea stessa di scuola democratica, emarginando gli alunni provenienti da famiglie migranti e impoverendo il percorso di crescita di tutti i nostri ragazzi, che devono invece beneficiare del confronto tra culture.

Soprattutto nel Mezzogiorno è invece fondamentale moltiplicare le opportunità formative e di socializzazione a disposizione di tutti gli alunni, giovani e adulti, italiani e stranieri, aprendo sempre di più le scuole al pomeriggio e ampliando l’offerta di attività didattiche, culturali e sportive.

Proprio per sottolineare la funzione indispensabile della scuola per la nostra democrazia e per la convivenza civile, abbiamo scelto di convocare all’inizio di novembre gli Stati generali della scuola del Mezzogiorno a Castelvolturno, uno dei luoghi in cui più difficile è la sfida dell’integrazione tra culture.

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