San Carlo, Scampia, Napoli

A.B.
10-02-2009 | 18:09
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Da stasera si riparte, ha detto Riccardo Muti sabato scorso al San Carlo. Voleva dire, giustamente, che si riparte dalla cultura, la risorsa più preziosa per un paese come l’Italia e soprattutto per una città come Napoli.
E’ stata una serata davvero indimenticabile e ognuno di noi avvertiva un’atmosfera particolare, dal Presidente della Repubblica al melomane più appassionato. Ma Muti stesso era pervaso da un sentimento nuovo. E’ stato tante volte al San Carlo ma il teatro restaurato e ritornato unico al mondo, bellissimo e finalmente anche più moderno ed attrezzato, gli ha ispirato un’emozione più forte del solito.

Me ne sono accorto quando sono stato a trovarlo nel camerino, durante l’intervallo. Erano davvero felici, lui e la moglie, e sembravano come ringiovaniti, quasi coetanei della loro bellissima figlia Chiara. Per tre lunghe giornate Muti ha spronato la città, ha valorizzato le sue risorse, ha invitato a rimboccarsi le maniche e ad andare avanti.
Stamattina, prima che partisse, sono stato a trovarlo per ringraziarlo e parlare dei  prossimi appuntamenti. Innanzitutto del concerto del primo Maggio, con i Berliner. E’ Muti che ha scelto Napoli. Il mio augurio è che poi si possa trovare modo di stabilire un rapporto più frequente e più stretto tra Muti e il San Carlo. Ne abbiamo parlato. Si vedrà.
Per intanto, grazie Maestro. Per quanto mi riguarda l’ingente e giusto finanziamento che la Regione ha messo a disposizione e che ha consentito di restaurare il San Carlo è stato una scelta sacrosanta. Subito dopo aver salutato Muti, sono stato a Scampia per partecipare, assieme a Marco Martinelli e a tanti giovani, alla presentazione di Punta Corsara, che porterà nell’Auditorium finanziato dalla Regione una stagione teatrale di rilievo nazionale e attività formative e borse di studio per tante ragazze e ragazzi del quartiere.
San Carlo e Scampia. Il San Carlo è Napoli, e Napoli è il San Carlo. Scampia è Napoli e Napoli è Scampia. Facce della stessa realtà come tante altre ancora che vivono e si esprimono in questa nostra città così difficile e così straordinaria.

Ripartire dalla cultura, dal San Carlo e da Scampia. Sappiamo bene che è essenziale una crescita economica e la creazione di tante opportunità di lavoro. Ma il San Carlo e Scampia, gli orchestrali e i ragazzi di Arrevuoto e di Punta Corsara indicano una strada giusta, una delle più importanti per il rilancio di Napoli e del Mezzogiorno.

I disordini degli “uomini d’ordine”

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06-08-2008 | 15:07
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di Lino D’Antonio

Da cittadino democratico, auspicherei che una “Alleanza Nazionale”, sdegnata, smentisse quanto riportato da “La Repubblica” del 30 luglio, in pagina locale e nazionale e cioè il fatto che, dietro ai disordini di chiara marca xenofoba, di questi giorni a Napoli, precisamente a Pianura e a Scampia, contro gli immigrati africani rimasti senza alloggio, vi siano politici riconducibili al suddetto partito. Leggi tutto »

Africani, europei, campani…

A.B.
30-07-2008 | 12:10
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Leggere titoli che raccontano di proteste e intimidazioni contro “gli africani” mette i brividi. “Africani”, poi. Chissà se quei manifestanti che a loro si contrappongono si sentono “europei”, e in cosa…
Ogni nuovo episodio di intolleranza e di razzismo ci interroga sul senso del nostro impegno. Su quanto riusciamo a fare ogni giorno per promuovere la convivenza civile, il rispetto reciproco, la cultura dell’accoglienza e giuste prospettive di crescita personale e di partecipazione.Per noi napoletani a volte è fin troppo facile metterci al riparo di una sorta di predisposizione “genetica” all’accoglienza e alla mescolanza culturale, sedimentata in secoli di storia e di relazioni con altre culture. Probabilmente quell’eredità c’è, ma certo non basta ad affrontare il nostro tempo.

Servono idee, progetti e politiche attive per l’accoglienza e per facilitare la partecipazione dei cittadini migranti alla vita delle nostre comunità. I passi più recenti che abbiamo fatto come Regione in questa direzione passano per il finanziamento, attraverso il Parco Progetti regionale, di un villaggio Rom a Scampia e di nuove strutture per i lavoratori extracomunitari a Villa Literno. A queste iniziative se ne aggiungono tantissime altre, portate avanti dal Comune di Napoli e da tanti enti locali dialogando con la scuola, con i sindacati, con le associazioni del settore. Sono proprio queste organizzazioni che oggi fanno gran parte del lavoro necessario a rendere più accettabile l’esperienza durissima dei cittadini migranti. E’ un lavoro spesso silenzioso. Penso ad esempio alla scuola, che oltre ad accogliere i bambini stranieri si occupa sempre di più di formare uomini e donne immigrati. E’ una funzione preziosissima che va potenziata sempre di più.

Insieme a tutti quegli insegnanti, agli operatori delle associazioni, agli immigrati che, dopo aver trovato la loro strada, hanno deciso di impegnarsi per aiutare chi è appena arrivato, dobbiamo impegnarci sempre di più e fare in modo che a prevalere sia la Campania dell’accoglienza, della partecipazione e del rispetto.

Rom, fare presto per il nuovo campo

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14-07-2008 | 20:10
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di Mario Pesce

Il Parlamento europeo condanna il governo italiano per la schedatura dei rom e accusa il nostro paese di discriminazione razziale. Il provvedimento è stato motivato qui da noi con la “grave emergenza sociale” in relazione ai campi nomadi. Leggi tutto »

Se madre e figlia non trovano più la loro casa

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13-11-2007 | 15:03
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di G. S. 

Illustrissimo Presidente,
mi permetta rispettosamente di segnalarle questo caso, rivolgendo appello affinché anche lei, nei limiti dell’umana possibilità, possa aiutare le persone coinvolte, spingendo chi ha l’autorità e la responsabilità istituzionale a fare il possibile per risolverlo.
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Le virtù del TFI

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15-10-2007 | 18:06
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di Carmine De Falco*

Si è concluso con successo il Prologo della prima edizione del “Teatro Festival Italia” ed entusiasmo è la parola che meglio sintetizza l’emozione di giovani, organizzatori e protagonisti che hanno partecipato ai quattro giorni di spettacoli ed eventi, dal 10 al 13 ottobre, in alcuni dei più importanti spazi di cultura napoletani, dal porto al Mercadante, al San Carlo, ma anche in luoghi strategicamente disseminati nel territorio, dai Quartieri Spagnoli, a Scampia, a Fuorigrotta, fino a coinvolgere ogni zona della città nel festoso finale che ha dato vita ad un numero considerevole di iniziative.

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TFI

A.B.
14-10-2007 | 15:44
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Sono più di 25 mila le persone che in questi quattro giorni hanno partecipato a Napoli al Prologo del Teatro Festival Italia. Il boom di pubblico ha premiato l’originalità e la qualità degli spettacoli, come hanno sottolineato i media nazionali e locali e i più importanti critici.
Questo conferma quanto il teatro sia importante per la nostra città, quanto sia radicato nella sua sensibilità e come sia capace di aprirla al mondo, di evidenziarne l’identità di città-porto, accogliente e vitale. In cui fermarsi incuriositi, per raccontarsi ed ascoltare.

VIDEOBOX GIOVANI


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