In questi giorni, voglio dirlo con la necessaria sobrietà, la cultura si conferma come risorsa insostituibile per Napoli e la Campania. Ci ho sempre creduto, sin dai tempi del Comune, e ci credo sempre più. Soprattutto se ripenso alla strada che abbiamo compiuto dalla scorsa primavera, quando l’emergenza rifiuti offuscò tutto ciò che di positivo è stato fatto in Campania.
Basta scorrere il calendario degli eventi e delle manifestazioni di queste settimane per rendersi conto di quanto stia crescendo in qualità l’offerta culturale dei nostri territori. Un’offerta che può trasformarsi in un vero e proprio sistema produttivo. Tra pochi giorni, il 3 giugno, aprirà i battenti la seconda edizione del Festival Nazionale del Teatro. Arriveranno a Napoli attori, compagnie, operatori, spettatori, studenti da tutto il mondo. Perché il Festival si sta affermando sempre più come evento-simbolo della tradizione culturale della nostra città in tutto il mondo: Napoli capitale del teatro, dunque. Quest’anno ci sarà una forte sinergia col San Carlo che, grazie al restauro finanziato dalla Regione, sta vivendo una fase di forte rilancio. Non a caso, dopo il concerto del 1 maggio di Muti e dei Berliner, è stata la volta di Keith Jarret, che ha riservato al massimo napoletano la sua unica esibizione del 2009. Voglio ringraziare di cuore il Maestro Muti, che si è fatto ambasciatore del San Carlo e della musica napoletana in tutto il mondo. Proprio in queste ore infatti, nella prestigiosa Salisburgo, si ascoltano le melodie di storici musicisti come Jommelli e Paisiello.
Intanto il Madre mostra tutte le sue potenzialità di “contaminatore” di culture diverse. Nel cuore antico di Napoli, l’artista napoletano-newyorkese Francesco Clemente dialoga sul ruolo del Sud nel mondo con lo scrittore indiano Salman Rushdie. Alla stazione marittima invece è in corso una rinnovata edizione, la ventesima, di Galassia Gutenberg.
Sul versante del teatro, il Mercadante consolida il suo ruolo di stabile di qualità presentando una programmazione di grande livello e coinvolgendo lo storico teatro di Eduardo, il San Ferdinando. A fare rete con Scampia e Secondigliano c’è invece l’auditorium, dove proseguono iniziative importanti come Arrevuoto e Punta Corsara.
Per non parlare di Ravello, dove è già partito il Festival, e di tante altre iniziative di qualità che si svolgeranno a Ischia, Capri, in costiera amalfitana e sorrentina, e in tanti altri centri della regione.
Altro che “Addio Napoli” come titolò un settimanale un paio d’anni fa…
Questi eventi, questi luoghi pulsano di vita. Attirano turisti. Napoli e la Campania possono diventare così un intreccio unico e irripetibile di esperienze, incontri, energie.
Bentornata, Napoli.

