A.B.
23-10-2009 | 20:38
Dopo 4 mesi di difficili rapporti, che erano stati perfino formalmente interrotti, tra Regioni e Governo è ripreso un giusto percorso di collaborazione istituzionale.
Nell’incontro di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi si è firmato un importante accordo, il nuovo patto per la salute. È un buon accordo e ci consentirà di andare avanti sulla strada del necessario equilibrio tra riforme nella spesa e miglioramento nella qualità dei servizi. A maggior ragione, adesso, è il tempo che il Governo sblocchi subito le risorse che ci spettano, quelle già dovute e che da tempo attendiamo.
Anche sul fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, si è fatto un importante passo in avanti. Per quanto ci riguarda, l’accordo con i Ministeri per lo Sviluppo e dell’Economia è raggiunto e dunque è ora possibile che il nostro Piano regionale venga approvato dal Cipe in tempi rapidi. Potremo così utilizzare uno strumento indispensabile per reagire alla crisi mobilitando nuove risorse per la crescita e lo sviluppo.
A.B.
28-01-2009 | 18:08
Mi sembra giusto sostenere l’appello di Medici Senza Frontiere e di altre associazioni contro l’emendamento che obbligherebbe le strutture sanitarie a segnalare alle autorità gli immigrati irregolari che a loro si rivolgono. E’ una scelta che non possiamo condividere né sul piano etico, né sul piano dell’interesse generale.
In Campania in questi anni abbiamo lavorato con le ASL – in particolare a Castelvolturno e in altri altri comuni del casertano e dell’area a nord di Napoli – per garantire, come è doveroso, le cure a tutti coloro che ne hanno bisogno, indipendentemente dal colore della pelle, dai documenti che hanno in tasca e dalle possibilità economiche. E’ questo l’unico modo per affermare il diritto alla salute di tutti. Dei lavoratori e delle famiglie migranti così come di tutta la comunità, che altrimenti si troverebbe esposta al rischio di patologie non curate.
A.B.
29-11-2008 | 17:46
Sono tante le famiglie in difficoltà, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ un disagio che viene da lontano, da prima di questa crisi. In tutto il sud lo abbiamo percepito in modo più netto quando l’economia, tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000, ha ricominciato a rallentare la sua crescita, dopo una fase di sviluppo più intenso che al nord. Da quel momento si invertiva una tendenza e cambiava di segno anche la prospettiva di tanti genitori sulla vita dei loro figli. Si perdeva la convinzione che ogni generazione potesse spingersi più avanti di quella precedente sulla strada della crescita economica, culturale e sociale. Un sentimento che si è radicato negli ultimi anni anche in tanti giovani, come è emerso nella mobilitazione delle settimane scorse sulla scuola e sull’università.
E’ un quadro difficile, confermato oggi dalla Caritas regionale, che ha presentato il rapporto annuale sulla povertà. Una mappa ragionata delle situazioni di sofferenza rilevate attraverso le 4712 richieste di aiuto pervenute ai 28 Centri di Ascolto campani. Il disagio che ci descrive non è solo economico, ma è fatto di marginalità sociale e di fragilità dei legami e dei valori di riferimento. E’ la storia di tanti immigrati, ma anche di un numero ancora consistente di italiani.
A queste situazioni così difficili fa da sfondo una “normalità sociale” segnata da nuove tensioni e dai timori legati alla crisi economica in corso. Una crisi di fronte alla quale, fin dai mesi scorsi, ci siamo attivati lavorando col governo nazionale per concertare nuovi investimenti finanziati con il fondo per le aree sottoutilizzate e per far fronte al forte aumento delle richieste di cassa integrazione e mobilità nelle grandi e medie aziende meridionali. Sono fiducioso che su entrambi i fronti si possa intervenire efficacemente.
Al tempo stesso, però, non è possibile dimenticare l’incertezza di tanti lavoratori a termine che oggi non sanno se i loro contratti verranno rinnovati nei prossimi mesi. E’ una grande questione in tutta l’Europa e vede il nostro Paese in ritardo. Dopo anni di dibattiti accesi non si è ancora riusciti a varare una riforma degli ammortizzatori sociali che recepisca i cambiamenti profondi che hanno investito il mondo del lavoro. Di fronte alle minacce di questa crisi gli assegni per i lavoratori atipici varati dal Governo sono un primo passo. Come gli altri bonus introdotti ieri, assumono importanza soprattutto nelle situazioni più difficili. Ma la risposta nazionale alle difficoltà di oggi non può esaurirsi con iniziative una tantum incapaci di garantire equamente la dignità di tutti i lavoratori. E’ decisivo dunque riprendere l’iniziativa politica su questo fronte, mobilitando le migliori energie nei partiti, nelle università e nelle istituzioni per arrivare in fretta a misure che sono sempre più urgenti per tanti lavoratori e per le loro famiglie, che sono soprattutto nuove famiglie, con figli piccoli.
Infine, mentre si interviene per portare nuove forme di sostegno ai lavoratori regolarmente contrattualizzati, è fondamentale non arretrare nella battaglia contro lo sfruttamento, l’illegalità e il degrado delle condizioni di vita di tanti lavoratori migranti assorbiti dalla nostra economia, spesso in nero. Dobbiamo fare in modo che la crisi non si traduca per loro in un inasprimento delle condizioni già inaccettabili in cui spesso si trovano. In questo senso per prima cosa va garantito loro il diritto universale alla salute, che siano clandestini o no. Lo sottolineo perché sulla stampa e in parlamento circolano, a questo proposito, proposte restrittive a cui guardiamo con orrore e contro le quali siamo pronti a mobilitarci. E’ nostra volontà e nostro dovere impegnarci quanto più è possibile per evitare in tutti i modi che la crisi porti a nuove guerre tra poveri. Questa, assieme alle misure per l’innovazione e per il rilancio del nostro sistema produttivo, è oggi la nostra priorità.
A.B.
01-11-2008 | 18:34
Il lavoro per risanare e rilanciare la sanità campana è cominciato negli anni scorsi. Si pensi al solo disavanzo: 8 miliardi di euro, via via riassorbiti. Abbiamo fatto tanta strada. Incontrando ostacoli e difficoltà. Questo percorso è giunto, negli ultimi mesi, a un passaggio delicato. Il piano di rientro concordato e siglato col Governo ha rappresentato una sfida cruciale e ogni nuova fase del piano ci ha dato l’opportunità di analizzare e affrontare questioni irrisolte da tanto tempo. L’obiettivo fondamentale è di razionalizzare l’uso delle risorse finanziarie rilanciando, al contempo, la qualità dei servizi. Un lavoro impegnativo per il quale abbiamo chiesto un contributo importante anche agli utenti dei servizi sanitari, i cittadini, che abbiamo provato ad ascoltare meglio e di più attraverso il numero verde lanciato due anni fa. Uno strumento utile che ci consente di intervenire su tanti problemi, piccoli e grandi, della nostra sanità.
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Il nuovo piano varato dalla giunta rilancia questa sfida. Rigore e qualità dei servizi. Il sistema sanitario non arretra e nessuno intende ridimensionare il suo ruolo. Vogliamo ridimensionarne invece l’apparato burocratico ed eliminare gli sprechi dovuti a modelli organizzativi che non rispondono alle esigenze reali dei territori e cambiare tante cose che non vanno. Una parte dei posti letto sarà riorganizzata. Le specializzazioni saranno valorizzate in modo da garantire a tutti i campani, ovunque vivano, l’accesso alle migliori prestazioni possibili, soprattutto nelle situazioni di emergenza e nei casi che richiedono alta specializzazione.
Il nuovo piano è una strada obbligata da cui non si torna indietro. Una sfida che riguarda un diritto fondamentale di cittadinanza come quello alla salute e che si vince solo mobilitando tutte le migliori energie. E’ un cambiamento che chiama in causa tutti, istituzioni, operatori del settore, comunità locali. Lavoreremo per fare in modo che la realizzazione del nuovo piano avvenga nel modo più efficace, non solo garantendo la continuità dei servizi, ma portando miglioramenti tangibili nei tempi giusti. In questa fase è fondamentale lavorare assieme con disponibilità al cambiamento, senza ansie e battaglie di retroguardia, ed evitando di difendere anche l’indifendibile. Per questo andremo avanti tenendo sempre aperto il confronto con gli operatori della sanità regionale e con la cittadinanza.
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29-03-2008 | 13:19
di Rosario Cuomo
Dal momento che che per diversi giorni abbiamo un po’ tutti invocato l’antico canto di Jesce Sole , ritengo che introdurre integralmente il testo del canto, sia la migliore risposta alla tua stessa invocazione di runner man del giorno di Pasqua.
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10-02-2008 | 19:11
di Roberto Diiorio
Mi chiamo Roberto Diiorio, sono nato 44 anni fa a Orbetello (GR). Fino a qualche anno addietro ero una persona “normale”: vivevo una vita fatta di tanto sport, amici, lavoro, amore, insomma niente di speciale,ma ero sereno.
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24-01-2008 | 12:05
di Paolo Pantani
I rifiuti nella città di Napoli, per morfologia, densità abitativa e arretratezza culturale sono un eterno problema.
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17-01-2008 | 17:25
di Vincenzo Di Nuzzo
Per chi vive con giusitizia e senso civico è difficile accettare tutto ciò ed è doloroso. La foto che invio, l’ho scattata all’alba del 1 gennaio 2008, calcolando luogo ed orario. Leggi tutto »
Tag: ambiente, bassolino, camorra, giovani, giustizia, informazione, legalità, pianura, politica, Regione Campania, rifiuti, salute
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11-01-2008 | 12:22
di Topo Gigio
Con tutti questi sacchetti non penso di andarmene più. In effetti ho trovato il mio habitat.
Sia p”a munezz che p”e zoccole.
TopoGigio
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08-01-2008 | 12:29
di Angelo Del Vecchio
Carissimo presidente,
sono un docente di liceo! I miei alunni mi chiedono da cosa dipende questo caos dei cassonetti!
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