Bassolino a Lunaset

Redazione
16-10-2009 | 19:37
137 commenti »

Di seguito vi proponiamo l’intervista (divisa in cinque parti) rilasciata dal presidente Bassolino al Circuito Lunaset, durante l’ Agorà condotta da Franco Genzale.

 PARTE 1
Columbus Day, Pd, inchiesta bonifiche, politica e magistratura

PARTE 2
Omicidio Tommasino, banca del Mezzogiorno, fondi europei

PARTE 3
Primarie del Pd

PARTE 4
Sanità, Saviano, bilancio legislatura

PARTE 5
Fondi Fas, piano-casa

Questi gli orari e i canali per vedere la trasmissione in tv:  

Lunasat (Canale Sky 852): Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 20.00 – Domenica 18 ottobre ore 21.00
Teleluna: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 19.00 – Domenica 18 ottobre ore 20.30
Telenostra: Venerdì 16 ottobre ore 22.30 – Sabato 17 ottobre ore 21.30 – Domenica 18 ottobre ore 17.50
Teleluna 2: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 22.00 – Domenica 18 ottobre ore 15.30
TeleBenevento: Venerdì 16 ottobre ore 21.00 – Sabato 17 ottobre ore 13.00 – Domenica 18 ottobre ore 13.00

19 marzo 1994

A.B.
03-08-2009 | 17:33
31 commenti »

L’esempio e la memoria di Don Diana sono un patrimonio collettivo della coscienza civile del nostro Paese che dobbiamo tutelare e difendere, sempre, in ogni momento. Non scorderò mai quel 19 marzo 1994. La notizia dell’omicidio di Don Diana mi colpì e mi addolorò profondamente. Ero stato tante volte a Casal di Principe e in alcune occasioni ero stato apertamente minacciato. Lasciai subito Palazzo San Giacomo per andare a Casal di Principe. Arrivai tra i primi, con la fascia tricolore. Insieme a me arrivarono tanti altri sindaci, rappresentanti di associazioni, forze politiche e sindacali, cittadini. Perché Don Diana era un simbolo di noi tutti, il segno tangibile della fede e della legalità che operava ogni giorno in mezzo a chi aveva bisogno. Quanta rabbia, quel 19 marzo. Rabbia e senso profondo di impotenza di fronte a una grande ingiustizia. Sono passati diversi anni, e nella zona di confine tra Napoli e Caserta la situazione è ancora molto difficile. Ci sono stati tanti passi in avanti e sempre più frequenti negli ultimi anni. Ma la strada è ancora lunga, perché qui si combatte una guerra quotidiana tra forze dello Stato e della criminalità organizzata.

Alcuni mesi fa, col ministro Maroni, abbiamo inaugurato nel centro di Casal di Principe un teatro della legalità. Un tempo era un bene di Sandokan, oggi è un luogo di aggregazione e cultura aperto a tutti. Proprio lì abbiamo firmato un importante protocollo, sempre con Maroni, per rendere più veloce la conversione dei beni confiscati alla camorra. E’ stato il primo provvedimento in Italia di questo tipo e l’abbiamo voluto intitolare proprio a Don Peppe. C’erano anche i suoi genitori in sala quel giorno. Quanta commozione quando ascoltammo alcuni passi di “Per amore del mio popolo non tacerò”, il manifesto anticamorra scritto da Don Diana nel 1991: “La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato”.

In questi giorni, Roberto Saviano ha ricordato a tutti la figura e il valore di Don Peppe Diana rispondendo a Gaetano Pecorella che metteva in discussione la matrice camorristica del suo omicidio. Io penso che Don Peppe Diana sia due volte un eroe, della Chiesa e dello Stato, così come attestano numerose sentenze. Oggi non c’è iniziativa per la legalità in quelle terre che non porti il nome di Don Diana. Che ricordiamo sempre con immenso affetto, e che è il simbolo più prezioso della lotta contro la camorra che tanti e tanti – Stato, forze dell’ordine, magistratura, istituzioni locali, forze politiche, associative e sindacali – portano avanti ogni giorno per il futuro della propria terra.

Sostengo Saviano, ma controcorrente

Utenti
29-12-2008 | 19:06
commenti assenti »

di Lino D’Antonio 

Vorrei iniziare il 2009 con l’auspicio che la politica possa dissuadere se stessa dalla continua suggestione mediatica e da dichiarazioni enfatiche e di effetto, di cui spesso non si valutano a fondo le contraddizioni, i limiti ed i pericoli. Confesso di non essere tra i sostenitori totali di Roberto Saviano. Ne ho rispetto. Seguo con trepidazione la sua vicenda umana, nell’attesa che possano cessare del tutto le minacce nei suoi confronti da parte delle organizzazioni malavitose. Cosa che gli permetterebbe alla fine, un vivere normale, consono ad un giovane della sua età. Leggi tutto »

Giorni importanti per la nostra cultura

A.B.
14-09-2008 | 17:52
94 commenti »

Le ultime settimane sono state ricche di momenti particolarmente significativi per la cultura napoletana e campana. Tanti riconoscimenti, tante occasioni di confronto, di dialogo col resto del Paese e del mondo, tante emozioni. A Venezia il nostro cinema ha giocato un ruolo importante, ha fatto discutere e si è meritato un’attenzione speciale, culminata con il premio a Silvio Orlando, che ancora una volta si conferma tra i grandi della nostra tradizione. Anche per il nostro teatro, dopo il successo del Teatro Festival Italia, sono giunte prove importanti di apprezzamento e attenzione da parte di pubblico e critica, come la premiazione di Roberto Saviano e Mario Gelardi per Gomorra agli Olimpici del Teatro 2008. Anche in un genere di importanza crescente come la fiction tv, il film in due puntate “O’ Professore” con Sergio Castellitto, dedicato all’impegno dei maestri di strada, si è ritagliato uno spazio particolare, trovando tanti consensi. Ancora, la straordinaria rinascita della Piedigrotta che ha coinvolto tanti artisti, tenendo insieme radici popolari e nuovi talenti, qualità e partecipazione. Questi successi sono il risultato dell’impegno di tanti artisti e dell’altissimo livello delle professionalità di cui si circondano.
Noi stiamo facendo la nostra parte, sforzandoci di valorizzare la produzione culturale campana in tanti modi: con il lavoro della Film Commission, che ha sostenuto e sostiene produzioni di qualità come quelle in gara a Venezia o come le fiction trasmesse da Rai e Mediaset; con il Mercadante, che rappresenta ormai un punto di riferimento tra gli stabili italiani; col rilancio prima del Trianon, affidato all’energia di Nino D’Angelo, e poi della Piedigrotta. E’ stato bellissimo ieri sera stare in piazza, anche sotto l’acqua, e sentirci uniti, tanti napoletani di diversi quartieri della città e di tanti ceti sociali. Il loro entusiasmo e la loro partecipazione sono stati la conferma sul campo che abbiamo fatto bene a rilanciare la Piedigrotta e hanno rafforzato la nostra volontà di farla ancora più grande e bella l’anno prossimo, per tanti napoletani e turisti. In tutti questi casi, abbiamo messo al centro la libertà creativa degli artisti e la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale che rende unica la nostra terra.
Anche da parte di privati e di fondazioni, in questi ultimi giorni, vi sono stati fatti culturali di primo piano. E’ il caso, per esempio, del museo-laboratorio dedicato ad Herman Nitsch, grande artista viennese, ad opera della fondazione Morra, in una ex centrale elettrica ristrutturata in vico Lungo Pontecorvo.
I risultati raggiunti ci dicono ancora una volta che Napoli può farcela e ci danno fiducia nel lavoro quotidiano sulle grandi questioni dello sviluppo e della vivibilità delle nostre città.

Ciao Fabrizia

A.B.
24-06-2008 | 16:37
114 commenti »

Non eravamo pronti a salutare Fabrizia Ramondino. Dovremo raccogliere idee, sentimenti, ricordi che ci consentano nel prossimo futuro di ripensare il ruolo importante che questa grande figura di donna, di intellettuale, di testimone e di militante della cultura e della vita napoletana e nazionale ha interpretato in un modo tutto suo. Con una gentilezza e un’ostinazione impareggiabili.
Siamo stati colti di sorpresa alla notizia della sua morte improvvisa, avvenuta come in una scena da romanzo o come in un film di Mario Martone, con il quale stabilì un sodalizio creativo molto proficuo per il cinema italiano. Ciò che ho letto dalle ricostruzioni giornalistiche mi ha riportato alla mente l’immagine del tuffo in mare di Angela Luce in “L’amore molesto”.
Fabrizia ora non c’è più, ma restano le sue opere letterarie, l’incanto della sua Napoli vista con gli occhi antichi delle donne, il senso fortemente morale del suo impegno intellettuale messo alla prova nelle realtà più difficili e dolenti della società italiana e napoletana. Non si dovrà mai sottovalutare il senso fortemente pedagogico, l’autentica passione educativa che la spingeva nelle sue iniziative sociali, l’idea profondamente femminile che la cultura e il lavoro intellettuale sono anche un modo dell’accudimento degli altri, dei soggetti più deboli, degli svantaggiati.
Dal suo primo, straordinario libro  (Althenopis) fino alle ultime prove narrative, Fabrizia ha aperto una strada al rinnovamento della letteratura napoletana e su Napoli, segnando uno spartiacque tra la stagione dei grandi cantori della napoletanità quali furono Domenico Rea e Luigi Compagnone e quella dei giovani narratori di successo oggi, da Valeria Parrella fino a Roberto Saviano. Non aveva cercato l’armonia perduta di Raffaele La Capria, nè aveva il piglio duro, quasi giornalistico, di Anna Maria Ortese ma, filtrando a modo suo i mondi di queste figure esemplari, Fabrizia – e con lei Erri De Luca – ha contribuito a liberare Napoli dai suoi stereotipi provinciali e autoindulgenti con la forza della sua formazione di matrice europea. La Napoli di Fabrizia era un città oscura, complessa, difficilissima, ma era anche una città internazionale la cui storia non si chiudeva in se stessa, scenario universale del disagio contemporaneo. Torniamo a leggere i suoi libri, riguardiamo il suo mondo. Fabrizia Ramondino ha ancora tanto da raccontarci di ciò che siamo e di ciò che potremo essere.

Pulizia by-partisan

Utenti
30-04-2008 | 13:27
commenti assenti »

di Giacomo Della Guardia

E rieccoci alle prese con il tormentone “Bassolino via subito o un po’ più in là”. Ci vorrebbe una prescrizione per noia o quanto meno una … moratoria. Sarebbe bello che l’ex sindaco di Napoli riuscisse a gestire la “faccenda Regione” in modo che malgoverno, malcostume, malaffare e malavita fossero trattati e portati allo scoperto insieme alla città ed ai cittadini, coinvolgendoli senza demagogia, né populismo. Leggi tutto »

Una questione nazionale

Utenti
03-03-2008 | 19:16
commenti assenti »

di C L

Vivo in toscana, le immagini di Napoli e della Campania le vediamo solo attraverso la tv.

Leggi tutto »

La tela di ragno e la “politica di cuore”

Utenti
27-02-2008 | 18:44
2 commenti »

di Lino D’antonio

C’è stato su “Il Mattino” del 22 febbraio un articolo a firma di Marco Salvia, “Se l’industria dei libri sfrutta Napoli”, che dovrebbe essere letto un po’ da tutti, perché per la prima volta un intellettuale legge la situazione napoletana attraverso il modo di come essa si rispecchia nei molti libri, che ne traggono spunto. E si evince in questo intervento, oltre la critica per una mancanza di originalità e per impianti creativi di dubbia valenza e credibilità, l’implicita condanna verso la strumentalizzazione, che l’editoria, con sede ovviamente al Nord, esplica, a fine di lucro, intorno alle emergenze della nostra città. Leggi tutto »

Ha fallito la politica nazionale per il Mezzogiorno

Utenti
09-01-2008 | 19:44
commenti assenti »

di Lino D’Antonio

Fabio Mussi, leader di Sinistra Democratica ha pubblicamente parlato, di fallimento dell’azione del centro-sinistra in Campania. L’atto conseguenziale più coerente sarebbe che SD e tutta la Federazione di forze, sorte alla sinistra del Partito Democratico, uscissero dalle coalizioni amministrative di questa Regione.

Leggi tutto »

Lettera aperta a Eugenio Scalfari

Utenti
06-01-2008 | 18:38
commenti assenti »

di Lino D’Antonio

Gentile Dott. Scalfari,
dopo tanti anni, per la prima volta in assoluto, non mi trovo d’accordo con alcune Sue considerazioni, contenute nell’articolo di fondo su “La Repubblica”, di oggi 6 gennaio, sul fatto che Lei consideri opportuno che il Governatore della Campania rassegni le dimissioni, dopo la tragica evenienza della crisi dei rifiuti.
Leggi tutto »

successivi »