Bentornata, Napoli

A.B.
30-05-2009 | 14:31
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In questi giorni, voglio dirlo con la necessaria sobrietà, la cultura si conferma come risorsa insostituibile per Napoli e la Campania. Ci ho sempre creduto, sin dai tempi del Comune, e ci credo sempre più. Soprattutto se ripenso alla strada che abbiamo compiuto dalla scorsa primavera, quando l’emergenza rifiuti offuscò tutto ciò che di positivo è stato fatto in Campania.

Basta scorrere il calendario degli eventi e delle manifestazioni di queste settimane per rendersi conto di quanto stia crescendo in qualità l’offerta culturale dei nostri territori. Un’offerta che può trasformarsi in un vero e proprio sistema produttivo. Tra pochi giorni, il 3 giugno, aprirà i battenti la seconda edizione del Festival Nazionale del Teatro. Arriveranno a Napoli attori, compagnie, operatori, spettatori, studenti da tutto il mondo. Perché il Festival si sta affermando sempre più come evento-simbolo della tradizione culturale della nostra città in tutto il mondo: Napoli capitale del teatro, dunque. Quest’anno ci sarà una forte sinergia col San Carlo che, grazie al restauro finanziato dalla Regione, sta vivendo una fase di forte rilancio. Non a caso, dopo il concerto del 1 maggio di Muti e dei Berliner, è stata la volta di Keith Jarret, che ha riservato al massimo napoletano la sua unica esibizione del 2009. Voglio ringraziare di cuore il Maestro Muti, che si è fatto ambasciatore del San Carlo e della musica napoletana in tutto il mondo. Proprio in queste ore infatti, nella prestigiosa Salisburgo, si ascoltano le melodie di storici musicisti come Jommelli e Paisiello.

Intanto il Madre mostra tutte le sue potenzialità di “contaminatore” di culture diverse. Nel cuore antico di Napoli, l’artista napoletano-newyorkese Francesco Clemente dialoga sul ruolo del Sud nel mondo con lo scrittore indiano Salman Rushdie. Alla stazione marittima invece è in corso una rinnovata edizione, la ventesima, di Galassia Gutenberg.
Sul versante del teatro, il Mercadante consolida il suo ruolo di stabile di qualità presentando una programmazione di grande livello e coinvolgendo lo storico teatro di Eduardo, il San Ferdinando. A fare rete con Scampia e Secondigliano c’è invece l’auditorium, dove proseguono iniziative importanti come Arrevuoto e Punta Corsara.
Per non parlare di Ravello, dove è già partito il Festival, e di tante altre iniziative di qualità che si svolgeranno a Ischia, Capri, in costiera amalfitana e sorrentina, e in tanti altri centri della regione.
Altro che “Addio Napoli” come titolò un settimanale un paio d’anni fa…

Questi eventi, questi luoghi pulsano di vita. Attirano turisti. Napoli e la Campania possono diventare così un intreccio unico e irripetibile di esperienze, incontri, energie.

Bentornata, Napoli.

Grazie, maestro

A.B.
30-04-2009 | 17:55
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Domani, 1 maggio, il maestro Muti dirigerà l’orchestra dei Berliner al Teatro San Carlo. Sarà un grande evento culturale, ripreso e diffuso da tante tv europee e giapponesi, che darà un contributo importante all’azione di rilancio di Napoli e della Campania. Voglio ringraziare con affetto Riccardo Muti, testimonial veramente globale della nostra cultura musicale, per questo ennesimo atto d’amore verso Napoli, la Campania e i suoi tanti cittadini e lavoratori. Un atto d’amore, per quanto mi riguarda, doppiamente straordinario perché dedicato a Napoli e ai milioni di uomini e donne dal cui lavoro di tutti i giorni dipende il futuro del nostro Paese. “Ho scelto Napoli – ha detto Muti mentre a Berlino era impegnato nelle ultime prove – per dare un segno forte sul prestigio della città, culla di una civiltà musicale diramatasi sulle scene europee tramite compositori e interpreti di straordinaria rilevanza; e per mostrare al mondo il teatro partenopeo, da poco rinnovato, in tutta la sua bellezza”.

Le parole del maestro spiegano con chiarezza quanto la cultura sia una risorsa indispensabile per lo sviluppo di Napoli. Nel corso di questi anni abbiamo fortemente investito su questo fronte, ottenendo importanti risultati: penso al Festival Nazionale del Teatro, manifestazione di livello internazionale di cui Napoli è ormai sede stabile, alla rete dei musei antichi e nuovi come il Madre e il Pan, ai 65 milioni di euro investiti per restaurare da cima a fondo il San Carlo, al Forum delle Culture che vedrà protagoniste Napoli e la Campania fino al 2013. Sempre in queste ore a Los Angeles si inaugura la mostra su Pompei che già l’anno scorso, a Washington, attirò decine di migliaia di visitatori. La Regione collabora attivamente con questa iniziativa, organizzando un concerto di Michele Campanella e una mostra di manoscritti di grandi artisti napoletani del 700. La cultura è uno dei volti più belli e positivi di Napoli e della Campania, capace di creare progresso ed occupazione, oltre che coscienza civile e sociale. L’omaggio di Muti arriva in un momento di grave crisi economica e contribuisce a dare nuova centralità al tema del lavoro e dello sviluppo economico e sociale. Questo primo maggio deve rendere tutti più consapevoli che un vecchio ordine economico è saltato, che le speculazioni finanziarie servono solo ad arricchire pochi potenti, e che solo un’economia basata sul lavoro produttivo e culturale può aprire una nuova stagione di ripresa. Su questa strada forze sociali, politiche e imprenditoriali devono stringere un patto per lo sviluppo che riguardi prima di tutto il Mezzogiorno.

Sanremo: spot Campania con Muti

Redazione
19-02-2009 | 19:41
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Di seguito vi proponiamo lo spot della Regione Campania andato in onda in occasione del Festival di Sanremo.


San Carlo, Scampia, Napoli

A.B.
10-02-2009 | 18:09
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Da stasera si riparte, ha detto Riccardo Muti sabato scorso al San Carlo. Voleva dire, giustamente, che si riparte dalla cultura, la risorsa più preziosa per un paese come l’Italia e soprattutto per una città come Napoli.
E’ stata una serata davvero indimenticabile e ognuno di noi avvertiva un’atmosfera particolare, dal Presidente della Repubblica al melomane più appassionato. Ma Muti stesso era pervaso da un sentimento nuovo. E’ stato tante volte al San Carlo ma il teatro restaurato e ritornato unico al mondo, bellissimo e finalmente anche più moderno ed attrezzato, gli ha ispirato un’emozione più forte del solito.

Me ne sono accorto quando sono stato a trovarlo nel camerino, durante l’intervallo. Erano davvero felici, lui e la moglie, e sembravano come ringiovaniti, quasi coetanei della loro bellissima figlia Chiara. Per tre lunghe giornate Muti ha spronato la città, ha valorizzato le sue risorse, ha invitato a rimboccarsi le maniche e ad andare avanti.
Stamattina, prima che partisse, sono stato a trovarlo per ringraziarlo e parlare dei  prossimi appuntamenti. Innanzitutto del concerto del primo Maggio, con i Berliner. E’ Muti che ha scelto Napoli. Il mio augurio è che poi si possa trovare modo di stabilire un rapporto più frequente e più stretto tra Muti e il San Carlo. Ne abbiamo parlato. Si vedrà.
Per intanto, grazie Maestro. Per quanto mi riguarda l’ingente e giusto finanziamento che la Regione ha messo a disposizione e che ha consentito di restaurare il San Carlo è stato una scelta sacrosanta. Subito dopo aver salutato Muti, sono stato a Scampia per partecipare, assieme a Marco Martinelli e a tanti giovani, alla presentazione di Punta Corsara, che porterà nell’Auditorium finanziato dalla Regione una stagione teatrale di rilievo nazionale e attività formative e borse di studio per tante ragazze e ragazzi del quartiere.
San Carlo e Scampia. Il San Carlo è Napoli, e Napoli è il San Carlo. Scampia è Napoli e Napoli è Scampia. Facce della stessa realtà come tante altre ancora che vivono e si esprimono in questa nostra città così difficile e così straordinaria.

Ripartire dalla cultura, dal San Carlo e da Scampia. Sappiamo bene che è essenziale una crescita economica e la creazione di tante opportunità di lavoro. Ma il San Carlo e Scampia, gli orchestrali e i ragazzi di Arrevuoto e di Punta Corsara indicano una strada giusta, una delle più importanti per il rilancio di Napoli e del Mezzogiorno.

Col Maestro Muti al San Carlo

A.B.
10-05-2008 | 15:16
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Anche quest’anno il Maestro Riccardo Muti ha voluto dedicare il Festival di Pentecoste di Salisburgo alla Scuola Napoletana, a “Napoli, capitale della memoria”.
Nel modo più semplice, vorrei esprimere la mia affettuosa gratitudine a Muti, per il lavoro che sta portando avanti valorizzando, con una giovane orchestra, una delle pagine più vivaci e interessanti della nostra storia artistica, presentando alla platea mondiale di Salisburgo il volto di una città affascinante di storie e di cultura. 

E’ un intento nobile e prezioso, che condividiamo pienamente e che vogliamo portare avanti sempre di più. In queste settimane, per esempio, stiamo lavorando per portare a Washington, alla National Gallery, diverse opere del Settecento napoletano, tra cui preziosi spartiti di Pergolesi e Cimarosa. Successivamente, la collaborazione con la National Gallery si trasferirà a Napoli con nuovi eventi artistici e musicali.

In questo senso, credo che l’inizio del 2009 sarà per Napoli e per la sua cultura un momento davvero importante. Saranno ultimati i lavori di rinnovamento del San Carlo, sostenuti dalla Regione con l’investimento più rilevante nella storia del nostro Massimo, 50 milioni di euro. Il San Carlo, oltre ad essere uno dei più bei teatri del mondo, sarà così anche tra i più attrezzati e competitivi. A febbraio il Massimo riaprirà alla città e al mondo e sul podio ci sarà Riccardo Muti.
Grazie di tutto, Maestro.