L’importanza del referendum

A.B.
08-09-2011 | 15:36
59 commenti »

La vicenda politica italiana diventa sempre più incancrenita.

Alla gravità della situazione economica, volutamente sottovalutata dal centrodestra negli scorsi anni e mesi, si accompagna il tentativo del governo di restare comunque a galla. Costi quel che costi. In Spagna Zapatero anticipa la fine della legislatura e così pone comunque le condizioni per l’apertura di una fase politica nuova. In Francia e in Germania l’alternanza e  l’alternativa tra sinistra e conservatori hanno alle spalle una lunga tradizione e sono più che possibili, anche a breve scadenza, cambiamenti profondi negli assetti politici e di governo.

In Italia, invece, forte è il rischio della palude, del trascinarsi e dell’avvitarsi delle cose. Il centrodestra mette i suoi interessi davanti a quelli del Paese e per questo punta a prendere tempo, a cercare di arrivare fino all’ultimo giorno di questa orrenda legislatura.

Ecco perché è importante reagire e mobilitare forze e coscienze. Dal punto di vista sociale e politico lo sciopero è stato una giusta risposta alla folle ossessione del governo di dividere i sindacati e i lavoratori e di isolare la C.G.I.L.

Di grande importanza è la raccolta delle firme per il referendum contro il Porcellum. Il tempo è scarso e le firme da raccogliere molte. Diamoci tutti da fare. Se vuole interpretare la spinta del Paese il Parlamento può approvare una nuova legge elettorale. La scelta migliore sarebbe indubbiamente il doppio turno alla francese. Altrimenti c’è il referendum. Pur con tutti i suoi limiti il maggioritario di collegio (il mattarellum) è cento volte meglio della porcata del Porcellum, una legge elettorale inaudita che il centrodestra difenderà con le unghie e con i denti. Tanto che pur di impedire il referendum, è possibile che si possa andare nella prossima primavera alle elezioni politiche. Sarebbe una eterogenesi dei fini e le firme raccolte avrebbero comunque un valore.

Meglio infatti votare un anno prima che trascinare il Paese in un lento e pericoloso logoramento.

È allora evidente che raccogliere le firme e raggiungere la soglia per il referendum è un importante contributo a sbloccare la situazione politica.

Perché non fare il Comune unico di Ischia?

Utenti
26-02-2009 | 18:38
commenti assenti »

di Giovan Giuseppe Mazzella 

Sono un antico socialista riformista e vivo ad Ischia.  Ho sempre votato per lei. Che errore!
Faccio per hobby il polemista sul ‘Golfo’, quotidiano delle isole di Ischia e di Procida. Sono informato della sua azione, diciamo, politica.

Leggi tutto »