Noi trattati come un paese da colonizzare

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07-07-2008 | 16:21
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di Aurelia del Vecchio

Sarà solo una mia impressione, ma non riesco a distogliere il pensiero dal fatto che, per effetto dell’emergenza rifiuti, sotto il governo della destra, si stia, in realtà, provvedendo ad una sistematica e non virtuale occupazione del nostro territorio. Leggi tutto »

Ecco il decalogo dello smaltimento compatibile

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02-07-2008 | 13:22
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di Paola Nugnes

Come risovere la situazione senza megadiscariche ed inceneritori? Facile: 1) mettere in funzione tutti gli impianti già presenti sul territorio; tra i 7 impianti di tmb con relative linee di compostaggio (pronti in un mese), discariche pronte (vedi Ganapini), tritovagliatori e compattatori, impianti di compostaggio inutilizzati (la provincia di Caserta, per esempio, ha fatto un censimento e ha riscontrato una capacità di smaltimento pari al 130% della sua produzione);

2) sbloccati i fondi per gli impianti di compostaggio (100.000.000) di euro, attivarli subito, in sei mesi;

3) isole ecologiche con laboratori del recupero ed annessi mercatini;

4) prevedere con provvedimenti opportuni la riduzione degli imballaggi;

5) superare la privativa dei Comuni per la raccolta differenziata; con la provincializzazione ciò accadrà e si potrà permettere ai Comuni di sottoscrivere convenzioni con le aziende di riciclo che a loro volta potranno servirsi di cooperative private per la raccolta, sul “modello torinese” (Cartesio);

6) provvedere subito alla raccolta differenziata domiciliare quanto più estesa possibile, con tutti gli sforzi e gli intendimenti possibili, di comunicazione, organizzazione, diffusione;

7) chiudere il ciclo, con tutto ciò che non si è riusciti a riciclare, con uno o più impianti a freddo tipo arrowbio, o similari, che a fronte di un impatto pari allo zero, con il tal quale, recuperano ancora un 70, 80% di materiale (materiale ferroso, plastica, vetro…), insieme ad un compost di qualità (nei modelli di ultima generazione), producono biogas, il più ecologico dei carburanti, in un rapporto significativo (con 0,07 kwt, si ottengono fino a 3,5kwt.). Il residuo è inertizato, può finire in discarica e non fa male a nessuno, può essere utilizzato in edilizia (fondi stradali, mattoni, panchine…); con costi pari ad 1/10 dei costi economici di un inceneritore e tempi di montaggio sotto l’anno solare!

Ecco la soluzione, vi invito alla replica motivata

Differenziata: ho visto come si fa a Treviso

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02-07-2008 | 12:35
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di Giuseppe Cristoforoni

La campagna trevigiana si presenta come la ricordavo: appena varcata la soglia provinciale un cartellone stradale dà il benvenuto, recitando, più o meno: “Treviso, se la vedi t’innamori”. Imboccando la famosa statale Postumia, già strada consolare romana, mi dirigo verso il Centro Riciclo Vedelago. Questa è la zona del Veneto, se non d’Italia, dove la raccolta differenziata funziona e bene. In certi comuni, i dati parlano di un 70% di raccolta, ma c’è chi punta al 90% e oltre. Leggi tutto »

Ora anche gli psicologi dei rifiuti?

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23-06-2008 | 15:32
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di Paola Nugnes e Sergio Fedele

Bertolaso arruola un esercito di psicologi del nord che “scenderanno” ad insegnarci la differenziata. La notizia ha dell’orrido. Come può una regione, che non vuole abdicare, lasciare che tutto questo passi sulla testa dei propri cittadini, quando sa, e non potrebbe non sapere, dove sono le responsabilità e gli inganni? Reputo che l’offesa profonda che ci viene da questa “nuova” gestione governativa, e in questo includo le iniziative dei diecimila angeli, il concerto di pino daniele dell’8 di luglio, a braccetto con la Prestigiacomo, siano degradanti e intollerabili. Leggi tutto »

Ho visto in funzione il dissociatore molecolare

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17-06-2008 | 18:09
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di Nino De Luca 

Finalmente cresce l’interesse verso la “dissociazione molecolare”. Ritengo sia tra le tecnologie piu’ idonee attualmente disponibili. Ho potuto visitare l’impianto della SenreQ di Morris in Illinois, con i tecnici abbiamo potuto assistere al processo monitorando le emissioni, semplicemente eccezionale. Leggi tutto »

Rifiuti, non stravolgere il decreto

A.B.
29-05-2008 | 17:42
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E’ cominciato oggi l’iter parlamentare per la conversione in legge del decreto rifiuti adottato dal Governo nel Consiglio dei Ministri di Napoli. E’ un passaggio delicato. E’ decisivo che l’impostazione del decreto non venga stravolta nel dibattito in Parlamento. Si potranno certamente apportare miglioramenti e affinare alcune misure, si potranno recepire indicazioni fornite dalle Camere e dai diversi organi dello Stato coinvolti nello sforzo di uscire dall’emergenza.

Ma bisogna evitare di cancellare o di sminuire la novità più forte introdotta dal decreto: creare le condizioni necessarie per realizzare concretamente le decisioni prese dal Commissariato e dal Governo.

Sappiamo bene, infatti, che in tutti questi anni le decisioni non sono mancate. La linea da seguire è stata ribadita, anche sul piano legislativo, più volte. Discariche a norma, raccolta differenziata, termovalorizzatori. Così come non è mancata l’indicazione formale di siti adatti ad accogliere impianti e di criteri per la loro selezione e gestione. Il problema è sempre stato quello di dare attuazione operativa alle decisioni. Alla luce delle difficoltà di questi anni, il Governo è intervenuto con nuove misure, sia sul piano dell’ordine pubblico e del presidio degli impianti, sia sul piano normativo.

E’ fondamentale che non si ripeta quanto accaduto in passato, l’ultima volta con il decreto varato dal Governo Prodi nel maggio scorso, che uscì dalla conversione in legge fortemente modificato e depotenziato. Abbiamo invece bisogno di uno Stato capace di far prevalere l’interesse generale.

In questo senso l’editoriale – critico e intelligente – di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere di oggi, pone due questione cruciali, che sono state alla base del mio impegno personale. La prima è che per il Mezzogiorno il problema non è tanto – o non solo – di risorse, ma che “contano forse anche di più la correttezza e la capacità amministrativa, la cultura civica, il senso della legalità e dello Stato, lo spirito d’iniziativa”. Questa consapevolezza è stata la molla fondamentale della mia esperienza da sindaco di Napoli prima e da presidente della Regione poi. Il problema serio, a mio avviso, è che il nuovo spirito civico che a Napoli si è fatto sentire negli anni ‘90 non si è incontrato con un nuovo sviluppo economico.

Il secondo passaggio è quello in cui si torna sulla “richiesta, non di più soldi, ma di più Stato: non lo Stato keynesiano bensì quello del monopolio della forza da invocare, magari, contro la propria stessa società”, per far prevalere su tutto – aggiungo io – gli interessi della collettività. E’ giusto.

Riaffermare la presenza dello Stato, rilanciare lo spirito civico e dare una nuova prospettiva economica al Mezzogiorno è la grande sfida che tutti abbiamo di fronte, a Napoli e a Roma.

Meglio consumare prodotti alla spina

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14-05-2008 | 13:17
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di Michele Melchiorre

Non si può continuare ad affrontare il problema dei rifiuti come se la quantità di spazzatura da smaltire fosse un dato immutabile. I rifiuti vanno ridotti e pensare solo in termini di discariche, inceneritori, raccolta differenziata e riciclaggio è stupido. Bisogna agire alla fonte. Leggi tutto »

Ritrovarci su differenziata e idrogeno

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30-04-2008 | 13:46
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di Luigi D’Amato

Le vicende degli ultimi tempi in merito alla questione dei rifiuti hanno gettato una luce cattiva sulla politica regionale perseguita da lei e dalla sua giunta, che pure ha avuto innegabili meriti; tra tanti mi piace citare la politica regionale dei trasporti che ha nell’assessore Ennio Cascetta il suo mentore. Leggi tutto »

Ok il piano Ganapini, non mollate

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30-04-2008 | 11:37
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di Francesco Balestrieri

Caro Antonio in piazza Plebiscito hai preso in braccio mio figlio, ho rivisto la speranza per il futuro. Non lasciare, insisti. Mi occupo di raccolta differenziata; dei 140 Comuni virtuosi, 12 sono stati curati da me. Ho visto il piano Ganapini, sembra la strada giusta, deve essere la strada giusta. Meritiamo di più, la nostra e la tua esperienza meritano di più. Governatore non mollare.

Differenziata sì, ma vuoti a rendere

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29-04-2008 | 03:24
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di Salvatore Picardi

Io credo che sia impensabile nell’era in cui viviamo chiedere al cittadino napoletano di contribuire alla raccolta differenziata senza mettergli alcuni paletti obbligatori. Le famiglie napoletane operaie (specialmente le giovani coppie) vivono in condomini e le loro case si aggirano sui 50/60 metri quadri; essi dispongono per la cucina appena 7/8 metri quadri da arredare con mobili e utensili, vi immaginate la problematica di avere più secchi per i rifiuti?

Questo piccolo problema diventa una scusa giustificata per il napoletano. Tale impedimento è presto superato se nella nostra regione vengono proibiti i vuoti in plastica e sostituiti con i vuoti a rendere con cauzione, se sono incentivate le lavastoviglie con sconti all’acquisto, evitando l’uso dei piatti e posate in plastica, che tra l’altro dovrebbero essere tassati maggiormente per evitare inutili sprechi.

Inoltre norme piu severe per la ristorazione e le attività commerciali, sopportate da incentivi come buste e contenitori adatti, altrattanti incentivi alle società che pubblicizzino il loro prodotto offerto in vetro a rendere.

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