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12-11-2009 | 11:50
di Gennaro Capasso
Perchè la Regione Campania non avvia la stabilizzazione come altre Regioni italiane? Perchè si sta creando una guerra tra precari? Perchè sono stati fatti due elenchi e non una graduatoria? Perchè non c’è qualcuno che ci riesca a spiegare tutti questi perchè? Grazie…
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08-09-2009 | 16:34
di Maria Mucci
Vi trasmetto la mozione approvata dal Collegio dei docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore di Telese Terme il 2 settembre 2009.
Il Collegio dei docenti dell’Istituto Superiore di Telese Terme esprime solidarietà e sostegno alle lavoratrici precarie di Benevento che da giorni stazionano sul tetto dell’USP, per protestare contro la perdita di centinaia di posti di lavoro nella scuola in provincia di Benevento, e a tutti i precari mobilitati in varie regioni d’Italia per difendere il loro diritto al lavoro. Leggi tutto »
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08-09-2009 | 16:14
di Giovanna Alfano
E’ encomiabile l’iniziativa che la sua Giunta ha intrapreso per i precari della scuola in Campania. Però esistono nel mondo della scuola campana anche altre realtà che Ella ignora completamente. L’ex Irre della Campania è da mesi in balia delle onde. E’ l’Istituto di Ricerca Educativa, ente strumentale del MIUR che potrebbe dare un grande contributo alla comprensione dei problemi dei gap negativi della scuola campana. Leggi tutto »
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07-09-2009 | 16:15
di Rosario Bruno
La scuola, in particolare la primaria, viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della Chiesa della sentenza del Tar Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l’ora di religione dalla valutazione globale degli studenti. Leggi tutto »
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07-09-2009 | 15:45
di Cesario Oliva
Caro Governatore, chi le scrive è un precario della scuola inserito nelle graduatorie della provincia di Caserta da più di dieci anni. In questo momento noi precari stiamo vivendo un dramma senza precedenti con decine di famiglie senza uno spiraglio di sopravvivenza. Leggi tutto »
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02-09-2009 | 11:50
di Giuliana Albarella
Caro presidente, la pregherei di continuare il suo intervento “pulece…” (la rivedrei volentieri sindaco!). Vivo ormai in Trentino e sono una “fortunata” precaria della scuola secondaria superiore, che ha dovuto con dolore lasciare Napoli per lavorare qui. L’abbracciai emozionata quando a piazza Matteotti festeggiò la seconda elezione a sindaco; che speranze e che cambiamenti allora (abitavo a Chiaia). Poi, ritornando a Napoli, ho percepito e registrato gradualmente l’abbandono e il progressivo disfacimento morale ed urbano (qui ci vorrebbe la solerte e vigile riflessione del buon Gerardo Marotta) del mio luogo del cuore.
Le responsabilità sono state registrate da altri come Saviano e non spetta a me qui ripeterle. Credo fermamente che anche lei ne abbia avute; con quanta rabbia e self control ho spiegato qui a Trento ad allievi ignari, imbevuti in parte di cialtroneria leghista ed in grossa parte figli di televisione berlusconiana, che Napoli non era e non è mai stata soltanto quella Beirut di munnezza e falò maleodorante. Con questo, sfiorando ai loro occhi anche il ridicolo. Lei però con gli altri deve operare al meglio senza incertezze.
Caro presidente, la vera realtà è che gente come me laureata a pieni voti in lettere con indirizzo artistico, ha dovuto migrare, cancellare altre aspettative e adeguarsi al nuovo contesto, sentendosi per questo anche privilegiata per la riconferma dell’incarico di docente, ma cacciata da un sistema che fa fuggire da Napoli, perché privi di scelte e amicizie particolari. Non legga tutto ciò come uno sfogo già sentito. Piuttosto è una denuncia di un malessere e un’accusa al suo gruppo politico che per troppi anni a Napoli e fuori ha solo “tossito” o “ragliato”. Non meravigliamoci di quel che ci tocca assistere oggi dall’altro (sic) schieramento.
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09-07-2009 | 17:43
di Sebastiano Esposito
Ho seguito con interesse l’ ultima riunione del PD che si è svolta in un lussuoso albergo nella periferia della città. Forse si voleva mettere in risalto la modernità con il degrado. A me pare che non si è compresa abbastanza la grave crisi che attraversano le forze del centrosinistra sia in Campania sia a livello nazionale. Leggi tutto »
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10-03-2009 | 17:56
di Ivana Pierro
La vicenda del passaggio alle Regioni delle sedi regionali di Sviluppo Italia (ora Invitalia) presenta diversità di trattamento nei confronti dei lavoratori atipici, stridenti e paradossali. Leggi tutto »
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02-12-2008 | 15:06
di Gennaro Carbone
Vorrei sapere di chi è stata l’idea di firmare una delibera secondo cui chi ha un modello isee con reddito zero non può beneficiare né del buono libro né della borsa di studio. E’ colpa nostra se non abbiamo un lavoro fisso, con busta paga e tredicesime? Io, durante il mese, faccio qualche pianobar, mia moglie tre volte a settimana va da qualche signora a svolgere faccende domestiche; non sempre per la stessa persona, quindi non può chiedere di farsi mettere a posto per 6 ore che fa in un mese. Leggi tutto »
A.B.
29-11-2008 | 17:46
Sono tante le famiglie in difficoltà, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ un disagio che viene da lontano, da prima di questa crisi. In tutto il sud lo abbiamo percepito in modo più netto quando l’economia, tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000, ha ricominciato a rallentare la sua crescita, dopo una fase di sviluppo più intenso che al nord. Da quel momento si invertiva una tendenza e cambiava di segno anche la prospettiva di tanti genitori sulla vita dei loro figli. Si perdeva la convinzione che ogni generazione potesse spingersi più avanti di quella precedente sulla strada della crescita economica, culturale e sociale. Un sentimento che si è radicato negli ultimi anni anche in tanti giovani, come è emerso nella mobilitazione delle settimane scorse sulla scuola e sull’università.
E’ un quadro difficile, confermato oggi dalla Caritas regionale, che ha presentato il rapporto annuale sulla povertà. Una mappa ragionata delle situazioni di sofferenza rilevate attraverso le 4712 richieste di aiuto pervenute ai 28 Centri di Ascolto campani. Il disagio che ci descrive non è solo economico, ma è fatto di marginalità sociale e di fragilità dei legami e dei valori di riferimento. E’ la storia di tanti immigrati, ma anche di un numero ancora consistente di italiani.
A queste situazioni così difficili fa da sfondo una “normalità sociale” segnata da nuove tensioni e dai timori legati alla crisi economica in corso. Una crisi di fronte alla quale, fin dai mesi scorsi, ci siamo attivati lavorando col governo nazionale per concertare nuovi investimenti finanziati con il fondo per le aree sottoutilizzate e per far fronte al forte aumento delle richieste di cassa integrazione e mobilità nelle grandi e medie aziende meridionali. Sono fiducioso che su entrambi i fronti si possa intervenire efficacemente.
Al tempo stesso, però, non è possibile dimenticare l’incertezza di tanti lavoratori a termine che oggi non sanno se i loro contratti verranno rinnovati nei prossimi mesi. E’ una grande questione in tutta l’Europa e vede il nostro Paese in ritardo. Dopo anni di dibattiti accesi non si è ancora riusciti a varare una riforma degli ammortizzatori sociali che recepisca i cambiamenti profondi che hanno investito il mondo del lavoro. Di fronte alle minacce di questa crisi gli assegni per i lavoratori atipici varati dal Governo sono un primo passo. Come gli altri bonus introdotti ieri, assumono importanza soprattutto nelle situazioni più difficili. Ma la risposta nazionale alle difficoltà di oggi non può esaurirsi con iniziative una tantum incapaci di garantire equamente la dignità di tutti i lavoratori. E’ decisivo dunque riprendere l’iniziativa politica su questo fronte, mobilitando le migliori energie nei partiti, nelle università e nelle istituzioni per arrivare in fretta a misure che sono sempre più urgenti per tanti lavoratori e per le loro famiglie, che sono soprattutto nuove famiglie, con figli piccoli.
Infine, mentre si interviene per portare nuove forme di sostegno ai lavoratori regolarmente contrattualizzati, è fondamentale non arretrare nella battaglia contro lo sfruttamento, l’illegalità e il degrado delle condizioni di vita di tanti lavoratori migranti assorbiti dalla nostra economia, spesso in nero. Dobbiamo fare in modo che la crisi non si traduca per loro in un inasprimento delle condizioni già inaccettabili in cui spesso si trovano. In questo senso per prima cosa va garantito loro il diritto universale alla salute, che siano clandestini o no. Lo sottolineo perché sulla stampa e in parlamento circolano, a questo proposito, proposte restrittive a cui guardiamo con orrore e contro le quali siamo pronti a mobilitarci. E’ nostra volontà e nostro dovere impegnarci quanto più è possibile per evitare in tutti i modi che la crisi porti a nuove guerre tra poveri. Questa, assieme alle misure per l’innovazione e per il rilancio del nostro sistema produttivo, è oggi la nostra priorità.