La “doppiezza” inquietante dell’Udc

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17-02-2010 | 15:55
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di Lino D’Antonio

Reputo l’azione e le scelte dell’UdC la peggiore espressione politica del nostro Paese, negli ultimi tempi. Cosa che raggiunge il suo acme nel sistema di alleanze strette da questo partito, in vista delle elezioni regionali.

Negli anni addietro, il partito di Casini è stato completamente appiattito su Berlusconi e sugli interessi particolari di quest’ultimo, in posizione codina e condiscendente. Nel momento che è apparso chiaro all’UdC (colpevolmente dopo un quindicennio) che non c’era nemmeno un brandello, nel “berlusconismo”, riconducibile ad una “politica centrista”, trattandosi di destra pura, Casini ha deciso di mettersi in proprio, con la velleità di aver conquistato in tal modo, una smagliante verginità politica. Nonché la patente, o meglio la ricetta, tra il magico ed il miracoloso, di poter scompigliare i due poli in campo e porsi, come forza attrattiva e propulsiva di un centro, che rimane, nei fatti, del tutto virtuale.

Gli ex democristiani, che stanno con Berlusconi, rimangono attaccati al Capo come patelle sugli scogli e qualche transfuga del PD raggiunge l’UdC soprattutto per effetto di pulsioni personalistiche e senza seguito elettorale di rilievo. I quali “fuggiaschi” dovrebbero dar conto a tutti quegli elettori democratici, che hanno reso possibile la loro elezione e rimettere il mandato parlamentare. Ma sono queste mie, considerazioni etiche “assurde” e superate, se applicate a questi disinvolti “onorevoli”. Almeno in questo bailamme, spacciato per laboratorio politico, si è concretizzato l’auspicio di tantissimi elettori progressisti: “Vade retro Binetti!”

L’atto politico più inquietante dell’Udc, senza ombra di dubbio, è l’alleanza stretta in Campania per le regionali e le amministrative in genere, con il PdL, di cui sono note le ombre di non poco conto, stando i responsabili locali del suddetto partito, in odor di “casalesi”.

La mia Regione, più che mai, ha necessità di rifuggire da compromissioni malavitose, dal fuoco fatuo di vane promesse di mirabilia, dal solito maneggio dei soliti De Mita e Mastella, mercanti di voti e consapevoli rabdomanti di consenso in favore di Berlusconi.

Ignoro al momento, quanti siano all’interno del Partito Democratico coloro che inneggiano ancora all’alleanza con l’UdC, eludendo la anomalia di questo partito, consistente nella capacità di schierarsi indifferentemente a destra, come a sinistra. Come se i due schieramenti potessero equivalersi nei valori e nella proposta politica. L’ultima dichiarazione pubblica di Berlusconi definisce le elezioni regionali test di valenza nazionale. E’ quindi chiaro che Casini & soci son ben consapevoli di contribuire, in molti casi, all’eventuale rafforzamento del capo della destra. La qual cosa, di fatto rende ridicola tutta la posizione politica dei “centristi”, mentre sarebbe più percorribile e credibile il ritorno “alla casa madre”. E sì che gli verrebbe offerto “il vitello grasso”, così come è accaduto per la designazione del candidato per la Provincia di Caserta.

Per quel che riguarda la Campania e per evitare il drammatico passaggio di essa ad un vero e proprio governo reazionario ed affaristico, è necessario appoggiare con convinzione e vigore il candidato De Luca. Sia da parte dei partiti campani dell’alleanza progressista, ma anche con forte impulso e partecipazione da parte degli organismi nazionali. Allo stesso modo nel Lazio con la Bonino, visto che il conservatorismo cattolico apertamente condanna, tramite i suoi giornali, la candidata radicale. Riservando indulgenze ed appoggi allo schieramento molto composito di destra (compreso conclamati fascisti) in nome di una doppia morale veramente intollerabile, eppure con insistenza perseguita da vasti settori della Chiesa Cattolica.

L’Udc e l’equivoco del voto al candidato

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10-01-2010 | 16:35
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di Lino D’Antonio

Gentile Onorevole Casini,

confesso il mio limite, che è quello di non riuscire a cogliere, in alcun modo, il senso della sua azione politica di questi giorni, in vista delle imminenti elezioni regionali. Anche perché, da una rapida e superficiale lettura di questa scelta o percorso dell’UdC, ne viene una percezione assolutamente negativa.

Che cosa significa stipulare patti con i candidati fuori dalle coalizioni? La sua lodevole decisione di dividere il destino di una parte dei moderati italiani, che lei rappresenta, da quello di Berlusconi ed i suoi, i quali moderati non sono, è sicuramente una scelta di maggior chiarezza nel panorama politico italiano. Ma volendo trovare il “famoso pelo” nell’uovo, c’è da dire che lei ha impiegato lunghi anni, fino ad arrivare alla drastica decisione di non appoggiare più le criticabili scelte della destra nostrana e della Lega Nord. L’Italia (e lo affermo senza ironia) è un Paese comunque dalle mille risorse, indulgente e spesso con la memoria attutita. Per cui non è difficile rifarsi una verginità politica. Purché, nell’oggi, gli intenti siano lucidi e netti, tesi finalmente verso il bene comune e non del singolo individuo.

Data quindi, per scontata una presa d’atto diversa rispetto al passato e ad un presente confuso e preoccupante, sono convinto che la lotta a Berlusconi ed al “berlusconismo” dovrebbe svolgersi a tutto campo, nel tentativo di evitare una deriva mortale per l’Italia. Sicuramente il Presidente del Consiglio, in caso di una sua vittoria alle Regionali, caricherà queste elezioni amministrative di grande significato politico. E, se tale vittoria ci sarà, sarà anche per il suo apporto. Tra l’altro, Berlusconi non ha accantonato l’idea di candidarsi nel 2013 alla Presidenza della Repubblica e ben sappiamo come il voto delle Regioni sia importante a riguardo e come sia del tutto devastante pensare a questa carica nelle mani di un personaggio, che divide laddove si deve unificare e sprovvisto di ogni senso dello Stato.

A me sembra impossibile, e mi scusi anche velleitario, estrapolare un candidato da uno schieramento, considerarlo fine a se stesso e non parte integrante di una coalizione e di ben individuabili obiettivi. Nel caso del Lazio, limitarsi a dire che la Polverini è una brava sindacalista, per motivare la scelta di appoggiarla, appare ben poca cosa, di fronte alle grandi ambizioni di un progetto di cambiamento. Trarla fuori dalla destra, forse induce a non guardare il resto della compagnia, voluta da Berlusconi e dichiaratamente fascista.

Sentirsi le mani libere ed agire per tornaconto politico di parte è solo una furbata, con un che di ricattatorio nei confronti dei contendenti in campo di entrambi gli schieramenti. Anzi proprio all’eventuale alleato PD viene chiesta discontinuità, che invece l’UdC mostra di non avere in molte realtà del Paese.

Mi astengo da ogni valutazione approfondita sul PD, trovandolo un raggruppamento privo di sostanza politica, perso nelle secche del potere personale dei singoli leader e disposto a svendere ogni suo residuo bene ideale in cambio della “santa alleanza” con lei. Eppure, sorprendentemente esso funzionale al PdL. Come la stessa UdC. Immagino la rovina dell’intera impalcatura politica italiana, in caso di caduta di Berlusconi.

Regionali, la Campania può essere un laboratorio politico

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30-12-2009 | 15:41
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di Rosario Pesce

L’approssimarsi delle elezioni, previste per la primavera, non può non spingere la classe dirigente del Pd ad interrogarsi, seriamente, sulla questione delle alleanze, non solo in vista della tornata elettorale del 2010, ma soprattutto in prospettiva del futuro test politico, che reputiamo essere più vicino di quanto, ad oggi, non si possa credere. Leggi tutto »

Io, abbonato Rai, n. 20220906, chiedo rispetto

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24-06-2009 | 17:10
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di Lino D’Antonio

Vi invio per conoscenza una mia e-mail ai responsabili del “Televideo Rai” ed alla “Commissione di Vigilanza della Rai”. Sono infatti convinto che se non si interviene in maniera drastica, anche manifestando nelle piazze, contro la cattiva qualità democratica della comunicazione della nostra TV pubblica, in appannaggio alla destra, tutte le proposizioni, gli sforzi ed i progetti di cambiamento risulteranno vani. Leggi tutto »

Sinistra sparpagliata, regalo a Berlusconi

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25-05-2009 | 12:42
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di Vincenzo del Giudice 

Il centro sinistra finchè sarà formato da tanti partiti sparpagliati che si criticano tra di loro farà sempre vincere Berlusconi. Niki Vendola, che a parer mio è una persona intelligente, ha fatto l’ errore di formare un nuovo partito, che servirà solamente a disperdere voti. Così vale per i Diliberto, Giordano, Ferrero, Di Pietro, Bertinotti e altri. Vorrei dire a questi signori che, per battere Berlusconi, bisogna formare un solo grande partito con un leader carismatico, rispettato da tutti, convincendo anche Casini, che sta facendo una politica adatta al suo cognome e che a volte si allea con la sinistra e a volte con la destra.

Casini e De Mita, “campioni” di coerenza

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22-05-2009 | 16:32
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di Aurelia del Vecchio

Dalle pagine napoletane de “La Repubblica” del 21 maggio si apprende che in Campania l’UdC di Casini è alleato con il PdL per cacciare Bassolino. Viene spontaneo pensare che la politica italiana è una strana cosa (a parte l’anomalia berlusconiana), con un che di schizofrenico. Il che la rende ancora più indecifrabile per i cittadini. O forse no! In quanto proprio per effetto delle contraddizioni evidenti di partiti ed esponenti politici risulta più che mai facile leggere nell’intrigato gioco di alleanze, ex alleanze e sopraggiunte inimicizie politiche.

E’ bene ricordare che Casini proviene da quasi un quindicennio di fedele alleanza con Berlusconi, AN, la Lega Nord e destra estrema, dalla quale compagine si è discostato da poco, dopo che il dolo per il Paese si è compiuto in toto. E l’esponente centrista in tutto questo tempo ha assecondato le peggiori pulsioni di Berlusconi, le sue leggi ad personam, la presente e nefanda legge elettorale, per disciplina di schieramento non ha votato per l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tra l’altro nell’UdC fa spicco la presenza di Ciriaco De Mita, transfuga in tal partito dopo l’esclusione dalle liste del PD alle ultime elezioni politiche, scelta effettuata per permettere un reale ricambio della classe politica. Ma vissuta dal leader di Nusco con stizza bizzosa, che ne ha ridimensionato di molto la presunta grandezza politica. Egli per lunghi anni è stato convinto alleato e sostenitore di Bassolino, contro la destra e contro lo stesso UdC. A pieno titolo dunque, corresponsabile della “cattiva politica del centro-sinistra”, così come sostiene il segretario dell’UdC.

Se Casini e De Mita sono alla ricerca per se stessi di una verginità politica e di credibilità, dopo tante ineffabili giravolte, credo modestamente che abbiano scelto la strada sbagliata. In quanto alleandosi con l’inespressivo ed inquietante PdL campano solo per cacciare il governatore ed il sindaco di Napoli Iervolino, senza che nessuno dei due soggetti, PdL e UdC abbiano un credibile ed alternativo progetto amministrativo, non porterà alcunché di buono e di costruttivo per le nostre plaghe. O si condividerà, in caso di una non auspicabile vittoria della destra, solo una grossa bolla speculativa, a Napoli ed in Campania, a favore di soliti noti e contro il bene comune, fino ad adesso tenuta lontano proprio dai “deprecabili” governi di centro-sinistra.

Soldi per le forze di polizia? Aveva fatto meglio Prodi

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26-11-2008 | 13:27
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di E. L.

Presidente Bassolino, avrà sicuramente notato che in queste ultime settimane si sono riaccesi i riflettori sulla sua persona e sul suo operato politico di questi 15 anni. C’è qualcosa che sfugge e che non torna. Lei, Signor Presidente, ha già dovuto ingoiare quel boccone amaro di una accusa di truffa ai danni dello Stato, con la sua storia politica istituzionale e umana riconosciuta da tanti e mai messa in discussione da nessuno, e ha dovuto sentirsi tutti i giorni oggetto di chi sa quale particolare interesse. Tutto questo è qualcosa di veramente insopportabile. Leggi tutto »