Un’importante opera civile e culturale

A.B.
29-04-2010 | 15:53
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Un film duro, ma bello. Ieri sera ho visto,  “Napoli Napoli Napoli”, l’opera di Abel Ferrara, il noto regista  newyorkese d’origine italiana, stabilitosi da qualche tempo nella nostra città, che – mi dicono – batte metro per metro con il suo occhio indagatore e con curiosità intellettuale. Si tratta, per la verità, di un film-documentario che è il frutto del lavoro di una equipe di tanti giovani cineasti napoletani e coprodotto dalla Film Commission della Regione Campania, con la supervisione di Gaetano di Vaio, un ex detenuto che si è impegnato buttato anima e corpo.

Mi è davvero piaciuto questo film. L’ho visto in compagnia di un amico ed abbiamo subito condiviso opinioni positive sulla pellicola, mentre sullo schermo ancora passavano le immagini finali di una giovane detenuta del carcere di Pozzuoli. Esprimevano, con serenità e fermezza, la speranza e la voglia di tornare ad una vita normale. Anzi ad una vita migliore, come dice giustamente lei stessa, perché è proprio quella “normale” che l’ha portata in carcere. Attraverso le interviste alle detenute di questa struttura carceraria, che costituiscono il filo conduttore del film, attraverso il racconto delle loro tristi storie personali e familiari si delinea una sorta di racconto corale della città, dei suoi grandi e gravi problemi, ma anche delle sue speranze. Un racconto mai urlato o gridato, ma svolto con delicatezza e con un approccio rispettoso delle persone e dei problemi. Nel film le interviste si intrecciano,poi, con una storia di fantasia, che ruota attorno alle vicende di una famiglia che vive nei vicoli  di Napoli. Tra degrado abitativo e morale, prostituzione, camorra, droga, sale giochi. L’intreccio prosegue con i commenti di un giornalista, di un magistrato, di uno scrittore-operatore sociale, del sindaco Iervolino, dell’assessore alle politiche sociali, Riccio.

Mi sono venute spontanee alla fine due considerazioni.

 La prima: questa città, comunque, suscita sempre interesse e curiosità. Tanti e tanti giovani cineasti, scrittori, operatori sociali, teatranti, spinti da un forte senso civico e critico, la analizzano, la passano ad una sorta di microscopio sociale e culturale, ma hanno anche una positiva voglia di intervenire e cambiare. “I giovani, i giovani sono la nostra ricchezza, dobbiamo fare in modo che non vengano spente le loro coscienze”, più o meno così commenta una operatrice di un centro sociale.  È la conferma che in poche città italiane c’è un così vivace fervore culturale e civile, soprattutto giovanile: una risorsa fondamentale, da non sprecare.

Dall’altro lato, dalle interviste ad alcuni esperti risalenti, penso, ai primi anni ’60, si capisce bene la dimensione enorme dei problemi economici, di densità abitativa, di disoccupazione che esistevano già allora e che abbiamo ereditato. Si ha la conferma che, se il mezzogiorno non diventa una priorità nazionale, non si va da nessuna parte e che i primi ad avere questa consapevolezza dobbiamo essere proprio noi meridionali. Da qui si deve ricominciare a dare battaglia politica e culturale.

Bravo Ferrara, bravo Di Vaio e il mio apprezzamento va a tutti coloro che si sono impegnati in questa importante e civile opera cinematografica.

Lavoriamo per i quartieri a rischio

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17-12-2009 | 16:43
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di Stefano De Lisio

Siamo operatori del progetto nidi di mamme di San Giovanni a Teduccio (il progetto si svolge anche ai Quartieri Spagnoli e a Barra), zona a rischio di Napoli. Nel nostro progetto lavorano donne a rischio degli stessi quartieri, che a contatto con i bambini si sono trasformate come persone. Leggi tutto »

Arrevuoto al Mercadante

A.B.
08-04-2009 | 13:13
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Fino a stasera al Mercadante c’è una non stop con le cinque rappresentazioni di Arrevuoto. Chi volesse andare, trova questo spettacolo!

 

Il rione Berlingieri e il Pd che non c’è

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27-10-2008 | 18:28
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di Rosario Simeone

Sono di Secondigliano, un quartiere un po’ difficile che sta crescendo grazie a voi. Oggi la mia periferia non è piu periferia, ma sta diventanto città. In questi giorni ho visto che nel rione Kennedy sta nascendo la nuova villa comunale. Sono anche nate delle scuole e ne sono fiero. Dove abito magari c’è da migliorare ancora qualcosa. Credo che con il tempo si migliorerà. Leggi tutto »

Scuola, tanti tagli e nessuna speranza

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03-09-2008 | 16:54
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di Mario Rosario Bruno

Egregio Presidente, l’istituzione da Lei presieduta non può tacere di fronte ai ciechi tagli nell’organico del personale scolastico che, dietro il presunto intento di dare un futuro alla scuola, mirano a spegnere la speranza sul presente. La politica dei tagli perpetrata dall’attuale governo, ma attivata inizialmente dal centrosinistra, lancia nella più cupa disperazione migliaia di famiglie e vite umane. Leggi tutto »

Io vivo a Marano e me ne vergogno

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30-05-2008 | 20:47
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di Paolo Russo

Io abito a Marano. E me ne vergogno. Vivo a Napoli, lavoro quando posso, studio comunicazione digitale e sociologia. Ogni sera torno a casa, ma mi vergogno di dirlo. Io vivo tra tre discariche: quella di Villaricca, da anni sversatoio a cielo aperto i cui miasmi arrivano fino a casa mia, in collina a dieci km di distanza. Figurarsi le migliaia di cittadini che passando sulla circumvallazione esterna o sull’asse mediano si scontrano con i fumi e i miasmi. Io mi vergogno per questo. Io vivo a Marano. Dall’altra parte della collina c’è Pianura, un’altra grande discarica. Da lì non arrivano puzze o fumi. Forse perchè non scavalcano la collina. Ma cartelle cliniche, dati, foto di giovani morti di malattie incurabili. Io mi vergogno ancora. Per non aver mai voluto sapere niente. E per non aver fatto nulla per evitarlo. Leggi tutto »

Una domanda sui Rom

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19-05-2008 | 18:45
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di Salvo Benincasa

Ho una curiosità da quando ho letto la notizia di una ragazzina di sedici anni che aveva tentato di rapire un neonato: perchè mai i Rom (dovremmo dire poveri) dovrebbero rapire una piccola di pochi mesi? Se c’è una cosa che non manca ai Rom e a tutti i poveri del mondo è la capacità di procreare. Perchè quella ragazza di sedici anni avrebbe tentato il rapimento? E poi all’interno di un quartiere fortemente controllato dalla camorra? Continuo a farmi questa domanda e la faccio a voi.

Si chiudono i campi Rom. E i fortini della camorra?

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19-05-2008 | 16:30
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di Vincenzo Molisso

Caro Governatore, mi vergogno per quanto è successo il 13 maggio a Ponticelli (un quartiere della ormai ex zona industriale est di Napoli ed ex roccaforte rossa). Come è possibile che una zona tradizionalmente “solidale”, dove una santa alleanza tra laici (tradizionalmente di sinistra ) e cattolici aveva permesso l’accettazione senza troppi drammi di insediamenti di comunità ivoriane, senegalesi e finanche Rom, ha invece dimostrato una rabbia ancestrale che per poco, ma davvero per poco, non è sfociata in una tragedia con uomini, donne, bambini che hanno rischiato di morire bruciati? Leggi tutto »

La politica si passi una mano sulla coscienza

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07-05-2008 | 09:56
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di Francesca Pazzi

Da qualche giorno in città è sorta una battaglia che ormai comprende varie periferie di Napoli, contro la costruzione delle discariche. Questa è fatta da tante persone, capaci di contrapporsi alla volontà di molti mafiosi, politici e truffatori che per salvaguardare, i propri interessi personali ed economici sono pronti a far tutto, anche sterminare e mandare allo sfascio una popolazione. Leggi tutto »