Gioco di squadra

A.B.
07-07-2011 | 16:57
49 commenti »

E’ un evidente errore politico l’astensione del Pd sull’abolizione delle province. E’ vero che non si sarebbe ottenuta in ogni caso la loro diretta eliminazione. Ma resta il significato politico – simbolico del voto. E’ stato ricordato che esiste una proposta del Pd per il riordino complessivo delle autonomie locali e delle Regioni. Proprio l’esistenza di questa proposta, però, doveva spingere, alla Camera dei Deputati, ad un chiaro voto per superare le province. Il voto poteva essere motivato come una spinta a far avanzare la proposta di riordino del sistema istituzionale. Sarebbe stato così più chiaro che sciogliere le province è importante non solo per ridurre i costi della politica ma anche per evitare che in Italia le riforme si facciano sempre aggiungendo e complicando e mai riducendo, semplificando, riordinando.

Questa vicenda delle province induce ad una più generale riflessione. Si è aperta, in questi mesi, una fase nuova e molto delicata. Il vento nuovo delle città prima, e il voto referendario dopo, segnalano la contemporanea difficoltà del Pdl e della Lega. E’ una novità importante. E’ possibile che la speranza di milioni di italiani possa trasformarsi in realtà. “Simul stabunt, simul cadent”.

Ma il processo non è né semplice né automatico. Per vincere anche nelle elezioni politiche generali è essenziale rendere concreta e credibile un’alternativa di governo. Nessuna nostalgia dell’Unione e nessun meccanismo elettorale che riporti a prima del ’92 – ’93. Il superamento del Porcellum comunque deve avvenire in una logica bipolare e maggioritaria. E’ su un programma di rinnovamento al quale vincolare una coalizione coesa ed unita, come sostiene giustamente Bersani, che bisogna lavorare con più forte intensità. Anche con il contributo delle amministrazioni locali e delle energie civili che si sono manifestate nel referendum. Servirà molto infine un nuovo spirito unitario, un gioco di squadra, una generosità d’animo. Altrimenti si rischia di disperdere il patrimonio civile che si è messo in moto e di far riprendere gli avversari dalle difficoltà.

Idee per Napoli

A.B.
22-09-2010 | 16:24
58 commenti »

Dal punto di vista politico, l’estate appena trascorsa è stata tra le più brutte degli ultimi anni. Sul piano nazionale ed anche su quello locale. Enorme è stato il rilievo dedicato alla lotta e alle beghe interne al Palazzo, mentre sono stati relegati nell’ombra i problemi più urgenti del Paese: la crisi economica, l’occupazione giovanile e il Mezzogiorno.

Le parole usate dalla politica si allontanano sempre di più dalle cose vere e dalla realtà. Il discorso pubblico, dunque, si fa molto difficile. Tanti parlano tante volte ogni giorno. Ma è come se nessuno parlasse più.

La linea tenuta in queste settimane da Pierluigi Bersani è stata, invece, corretta ed anche coraggiosa. Navigando contro questa pericolosa deriva, il segretario del Pd ha cercato di parlare dei temi che più guardano al futuro dell’Italia, senza l’ossessione di far clamore, ma con l’obiettivo concreto di produrre qualcosa di utile e di nuovo sul piano della proposta politica e programmatica. È questo l’atteggiamento più giusto da tenere, anche in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera.

Per tutte le forze politiche è il momento di  riaprire un dialogo profondo con la città. Rossi Doria ed altre personalità in queste ore stanno organizzando appuntamenti pubblici di discussione. Produrre confronti, ascoltare tutte le voci è un fatto utile e positivo. Dovrebbero farlo i partiti, in primo luogo. La Fondazione Sudd vuole dare il suo contributo promuovendo dibattiti, seminari e utilizzando questo blog e il sito sempre più come luoghi aperti. Sviluppo, welfare, sicurezza, cultura e ambiente sono gli argomenti di discussione. Vogliamo riflettere dando spazio a tutte le posizioni, ma sempre con un tono giusto e con un atteggiamento costruttivo . È necessario, infatti, produrre “idee per Napoli”. È questa la priorità.

In questo momento, tutti i movimenti e le forze politiche, di centrosinistra innanzitutto e pure di centrodestra, dovrebbero lavorare intensamente proprio sul terreno delle idee. Su programmi condivisi possono infatti essere costruite quelle alleanze ampie in grado di far vincere le elezioni e, poi, di governare il Comune e la città.

È dentro questo quadro di idee, di programmi e di alleanze che acquista più senso e più forza la stessa scelta dei candidati alla responsabilità di Sindaco. Ai cittadini e agli elettori bisogna dare l’opportunità di giudicare sia il passato ed il presente, sia le proposte e le idee per il futuro della città.

La partita è aperta

A.B.
17-06-2009 | 16:57
110 commenti »

BERLUSCONI , PROSSIMO ANNO MANDEREMO A CASA BASSOLINO (ANSA) – ROMA, 17 GIU – “Siamo entusiasti delle vittorie ottenute nelle province di Avellino, Napoli e Salerno”. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell’anticipazione, fornita dall’emittente, di una intervista registrata ieri sera con il direttore di Telenostra che gli ha chiesto quale può essere il risvolto politico del voto di domenica, in particolare in Campania. “Sono felice – sottolinea – per il successo di Cosimo Sibilia, che in Irpinia ha sbaragliato l’avversario con il 58% dei voti. Ora è logico attendersi che anche al Comune di Avellino, Massimo Preziosi superi il suo avversario con un vasto consenso dell’elettorato. E’’una grande occasione per gli avellinesi, che si libereranno così del malgoverno della sinistra ed usciranno da un passato che ha portato soltanto negatività mettendosi in sintonia con il Governo nazionale”. “Non bisogna poi trascurare il fatto – conclude Berlusconi – che l’anno prossimo cambierà anche la guida della Regione Campania. Manderemo a casa, infatti, Bassolino. Sono perciò sicuro che il popolo avellinese si lascerà sfuggire quest’opportunità”.(ANSA).

Mi dispiace per Berlusconi, ma è uno sfizio che non si può più prendere. Essendo stato eletto già per due volte Presidente della Regione (dopo aver fatto per due volte il Sindaco di Napoli) da tempo penso di non ricandidarmi. Mi sono, invece, tolto io lo sfizio di contribuire a mandarlo a casa due volte. La prima, nel 1996, quando l’Ulivo vinse in tutti i collegi della città di Napoli. La seconda, nel 2006, quando Prodi rivinse con quei 24.000 voti in più che vennero dalla Provincia di Caserta. In ogni caso cercherò di fare il possibile perché non vinca neppure l’anno prossimo contro il candidato di una nuova alleanza democratica e meridionalista.

La partita è aperta.

Il governo si fa pubblicità. E l’opposizione?

Utenti
16-04-2009 | 10:51
1 commento »

di Lino D’Antonio

In queste ore umanamente mi sento molto vicino alle popolazioni d’Abruzzo, essendo io napoletano e ben ricordando il dramma del terremoto del 23 novembre 1980, che provocò molte vittime anche nella mia città. In quella occasione usufruimmo della solidarietà nazionale e risalimmo dal baratro. Dico questo perché trovo nobile la scelta politica dell’opposizione di pensare in primis ai bisogni ed alla disperazione di coloro che così tragicamente sono stati colpiti da questo sisma, lasciando da parte ogni opportunismo politico. Leggi tutto »

Intervista a l’Unità

Redazione
08-04-2009 | 12:01
23 commenti »

Vi segnaliamo l’intervista rilasciata oggi dal presidente Bassolino a Concita De Gregorio, direttore de l’Unità.

Clicca qui per leggere l'intervista (.pdf) ]

La nuova legge elettorale

A.B.
13-03-2009 | 16:39
103 commenti »

Ieri sera ad Annozero è emerso chiaramente che il Pd deve smetterla di guardarsi l’ombelico – candidature, correnti, procedure interne – e deve invece concentrarsi sui problemi dei cittadini. Viviamo una crisi economica grave, che ha cambiato l’agenda politica. Fa bene Franceschini a occuparsi di sussidi di disoccupazione e di welfare, così come stiamo facendo noi con le misure messe in atto per supportare le famiglie dei lavoratori cassintegrati. E’ questo il modo giusto di fare politica, di ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini. Sempre ad Annozero, Matteo Renzi, candidato del Pd al comune di Firenze, ha criticato la legge elettorale toscana, che ha liste bloccate senza preferenze. Si tratta di una decisione legittimamente adottata dall’assemblea toscana nella sua autonomia.
Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto una scelta diversa. In queste ore è stata approvata dal consiglio regionale una innovativa legge elettorale. Viene giustamente abolito il listino, e dunque tutti i consiglieri saranno eletti direttamente dai cittadini. Si potrà votare poi con due preferenze, una delle quali dovrà andare a una donna. C’è stata dunque una risposta concreta alla necessità che le donne, la maggioranza degli italiani, siano più rappresentate nelle istituzioni. In un paese con una legge elettorale nazionale che consente alle segreterie dei partiti di nominare dall’alto il Parlamento della Repubblica, è un passo in avanti importantissimo. In politica, come in diversi altri campi, le donne sono una sparuta minoranza. Per questo siamo fermamente convinti che il nuovo consiglio regionale dovrà essere molto più rosa dei precedenti. In questi giorni ho ricevuto tantissime telefonate e ho parlato con tante donne che ci chiedevano di poter partecipare di più alla politica, di mettere a disposizione le loro competenze a tutta la comunità. Molte di loro hanno “presidiato” il consiglio regionale e hanno svolto una continua e positiva opera di sensibilizzazione verso i gruppi e i singoli consiglieri. Il loro desiderio, che era anche il nostro, oggi è diventato realtà.
Alcuni rappresentanti dell’opposizione di centrodestra sostengono invece che questa legge sia illegittima e sperano che il governo faccia ricorso. Si sbagliano, si schierano contro una novità positiva e contro una bella e giusta riforma che compie un passo in avanti sulla strada di pari opportunità tra donne e uomini. Farebbero invece meglio ad ascoltare la voce delle donne, ed innanzitutto delle donne dei  loro partiti.

Per un partito unito

A.B.
24-02-2009 | 18:53
57 commenti »

Viene e parla da Monza – su Repubblica - Giuseppe Civati. Sembra mosso dalla fretta di consegnare anche Napoli e la Campania a Berlusconi, dopo l’Italia, Roma, il Friuli, l’Abruzzo, la Sicilia e la Sardegna…Per quanto ci riguarda, faremo di tutto per non accontentarlo.

Dietro certi toni arroganti c’è anche una sana voglia di fare, di cambiare in meglio la politica.

C’è però anche l’adesione ad un pregiudizio, un guardare alla politica nel Mezzogiorno con malcelato disprezzo, l’idea che a prevalere qui siano rapporti personali e una gestione opaca della cosa pubblica.

E’ il giudizio sbrigativo di chi ignora la battaglia che ogni giorno si combatte – nel Sud come e più che nel resto del Paese – per affermare l’interesse generale contro mille deviazioni, trappole e assalti disseminati sul percorso.

E’ uno sbaglio colossale pensare che il Mezzogiorno sia privo di una vera società civile, che sia incapace di scegliere liberamente.

In Campania e nel Mezzogiorno una società civile c’è, magari non ha la forza di quella settentrionale, ma – quando è libera dalle paure – sa mettere in campo risorse fondamentali, a cominciare dal senso dello Stato e della solidarietà e del dialogo tra culture.

A proposito: se nel nord la società civile è – come lo è – più forte che nel Sud, com’è che in intere aree settentrionali il Pd sembra ridotto alla clandestinità? Com’è che sono così forti Berlusconi e il centrodestra? E com’è che questo succede quando ci sono i rifiuti per strada a Napoli e quando non ci sono, quando le amministrazioni locali meridionali sono in difficoltà e quando sono un punto di riferimento per il Paese?

E’ di una grande discussione di fondo sull’Italia che abbiamo bisogno, di un congresso vero, per confrontarci e capire tutti meglio la realtà che è davanti a noi.

Per costruire un partito unito è infatti fondamentale conoscere e conoscersi. Fare in modo che un dirigente lombardo possa parlare del suo partito in Campania sapendo ciò che dice.

Per questo sarebbe interessante e utile – per un dirigente serio del Pd – venire e vedere con i propri occhi cosa significa lavorare per cambiare a fondo le cose, spingersi oltre le semplificazioni. C’è molto da imparare guardando con un po’ di lucidità alle conquiste e alle sconfitte di una grande e lunga esperienza di governo come la nostra.

La giusta autonomia

A.B.
09-01-2009 | 17:33
193 commenti »

L’attuale giunta del Comune di Napoli, rispetto a sette mesi fa, conta su 10 nuovi assessori.  Dopo molte discussioni su azzeramento, rinnovamento e discontinuità, credo sia giusto riconoscere che la città ha ora un nuovo governo. In sostanza una nuova giunta. Così come avvenne un anno fa alla Regione quando, nel pieno dell’emergenza rifiuti, formammo un nuovo esecutivo.  Ora, a Palazzo San Giacomo, è importante essere subito operativi e affrontare i problemi di questa fase difficile. Una sfida impegnativa di fronte alla quale, come amministrazione regionale, vogliamo garantire il massimo sostegno. Proprio in queste ore gli assessori regionali stanno avviando il lavoro comune con la nuova giunta cittadina, entrando nel merito delle questioni più urgenti, a cominciare dalle misure per lo sviluppo economico, per la differenziata, per la qualità dei servizi e per migliorare la vita quotidiana della città.Mentre le istituzioni mettono in campo uno sforzo congiunto, è giusto che il Pd, così come gli altri partiti del centrosinistra, lavori per crescere e radicarsi. E’ importante infatti che partiti e istituzioni si muovano con la dovuta autonomia. Al tempo stesso è necessario e urgente cercare e ricreare canali, strumenti e sedi di confronto, di condivisione e collaborazione tra istituzioni e partiti. Altrimenti autonomie che non dialogano corrono il rischio di essere mondi separati.

Da villa del boss a simbolo del riscatto

Redazione
09-06-2008 | 13:41
111 commenti »

Nell’ex villa di Walter Schiavone, ora confiscata e simbolo del potere criminale, il presidente Bassolino ha incontrato Walter Veltroni, venuto a Casal di Principe per una manifestazione anti-camorra, organizzata dal Partito democratico. E’ stata l’occasione per inaugurare una mostra delle opere d’arte che entro settembre segneranno gli spazi pubblici delle città più esposte alla criminalità organizzata e per rafforzare la risposta civile delle comunità locali. Prima dell’incontro con il leader del Pd il presidente Bassolino si è soffermato lungamente sulla situazione di Casal di Principe, sui fenomeni malavitosi e sulle strategie di contrasto che occorre adottare.
Di seguito le dichiarazioni integrali del presidente.


Nelle pagine interne di www.presidente.campania.it le foto, i video dell’incontro e della mostra, le immagini dell’ex villa di Walter Schiavone.                              

Bassolino a Telenapoli

Redazione
12-05-2008 | 14:58
199 commenti »

Vi proponiamo l’intervista rilasciata mercoledì 7 maggio da Antonio Bassolino durante la trasmissione “Napoli Italia“, andata in onda su Telenapoli. In essa si sono affrontati diversi argomenti di attualità di cui stiamo discutendo anche su questo blog.

  PARTE 1
I rifiuti, Berlusconi, la mozione al Senato

PARTE 2
La famiglia, il processo, la politica

PARTE 3
Il Pd, le alleanze, il futuro

successivi »