Il “vero” della sanità

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09-02-2010 | 14:37
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di Geva Carro

Sono attualmente una iscritta dello s.p.i. data la mia tarda età e in un passato ormai lontano militante della Cgil scuola. Ma, bando alle nostalgie, veniamo all’oggi. Poiché apparteniamo alla medesima generazione, potrai certamente capire il disincanto o meglio il profondo disagio del vivere in questo contesto storico e sociale. Per gran parte (ma non in toto) intriso di “berlusconismo”spesso inconsapevole, sia etico che comportamentale. Leggi tutto »

La cortina di ferro del ministro Brunetta

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25-11-2009 | 13:27
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di Aurelia del Vecchio

Il ministro Brunetta ci ha abituato all’impetuosità dei suoi convincimenti, di continuo esternati. La qual cosa sarebbe altamente positiva, dal punto di vista della sincerità e genuinità. Ma il ministro, nella frettolosità delle sue affermazioni, si pone spesso fuori dal normale andamento di quello che dovrebbe essere il sereno confronto democratico. Fino a scivolare nell’offesa verso chi gli obietta anche la più piccola critica. Leggi tutto »

Ritornare all’etica della politica

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29-12-2008 | 18:51
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di Saro Como

Essere iscritti al Pci una volta significava essere diversi, sia nel pensiero che nell’azione concreta, rappresentava un bagliore di speranza per un mondo migliore, gestito da uomini che privilegiavano la “cosa comune” invece degli aspetti particolari e dei benefici personali.
Oggi più che mai la questione morale deve essere al centro del rilancio della sinistra, affinché altre Waterloo elettorali non distruggano un patrimonio di idee e di speranze, affinché non prevalga il pensiero unico consumistico ed edonistico, di un ‘thacherberlusconismo’ da commedia all’italiana.
Ma la cosa che fa più’ rabbia è rappresentata dal modo scadente di far politica di una sinistra riformista e antagonista, che ha tradito gli ideali di giustizia e speranza, per per decenni iscritti nella la nostra storia italiana ed europea.
Bisogna ritornare ai valori etici del fare politica, sia a destra che a sinistra del pensiero politico, diversamente le differenze culturali e politiche saranno uniformate al pensiero unico e al personalismo, col risultato di sopraffare l’idea del bene comune.
Qualcuno obietterà che gli ideali ottocenteschi sono fuori moda, ma meglio credere in un pensiero idealistico propositivo che in una massificazione del pensiero unico, del benessere personale e dell’arricchimento tout court a discapito della cosa pubblica .
La questione morale è il punto di ripartenza per una politica che dia fiducia al cittadino; senza di essa nulla potrà fermare questa valanga populistica, consumistica ed edonistica, che ci sta travolgendo tutti e togliendo la speranza nel futuro nostro e dei nostri figli.

Le uniche certezze? Sindaco e governatore

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09-12-2008 | 12:40
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di Lino D’Antonio

Affermare, come fa l’ex parlamentare dei DS Umberto Ranieri, che sia la Giunta comunale di Napoli, presieduta dal Sindaco Iervolino, che quella regionale con a capo Antonio Bassolino, sono da sciogliere “a prescindere”, non giova e non porta lustro alla lunga militanza PCI, PDS, DS e PD del suddetto Ranieri. Leggi tutto »

Piena solidarietà

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06-03-2008 | 19:06
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di Franco Persiano

Esprimo piena solidarieta’ da questi attacchi vergognosi provenienti non della destra ma dal Pd e soci, come dipietro e quel fassino che si dovrebbe vergognare.

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I piccoli partiti e la scelta giusta del Pd

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06-02-2008 | 18:05
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di Ignazio Galluccio

L’ Italia, purtroppo, è diventata la barzelletta d’ Europa. Solo in Italia, mentre noi cittadini viviamo enormi disagi, alcuni rappresentanti del nostro parlamento festeggiano la caduta del governo, in un periodo alquanto difficile per il nostro paese, con champagne e mortadella.
Riprendo le parole del Cardinale Bertone, che elogia senza riserve i leader storici del partito comunista italiano: Gramsci, Togliatti e Berlinguer.

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Autoassoluzione? Io non ci sto

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28-01-2008 | 12:24
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di Giuseppe Di Cintio

Io non ci sto! Il modello di interpretazione che ci propone il presidente Bassolino è: “noi di meglio non potevamo. E’ un problema sociale e di ordine pubblico. Se le forze dell’ordine e la magistratura non fanno il loro dovere, noi amministratori non siamo colpevoli”.

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Riprendi in mano il timone della nave

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03-01-2008 | 18:21
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di Dina Serino*

Mi è capitato di avere tra le mani un articolo di Panorama del 18/03/04 in cui raccontavi di quando, bambino di appena sei anni, rimanesti impressionato dalle mogli dei braccianti di Afragola che, vestite a lutto, piangevano la morte di Stalin nella locale sezione del Pci, nei pressi della tua abitazione.
Mi ha colpito la tua straordinaria passione politica, che ti ha visto sempre presente ai cortei, alle manifestazioni o ai congressi di partito, quanto assente nei momenti più importanti della tua vita familiare. Non si diventa leader per caso di una città complessa come Napoli o di una Regione come la Campania. Occorrono le competenze e le qualità politiche dimostrate fino a ieri e che oggi sembrano d’un tratto svanire! Sono dell’avviso che in questo mare tempestoso in cui parte dei tuoi collaboratori già sono alla ricerca di scialuppe di salvataggio per approdare in altri lidi, il timone della nave non può che essere tenuto solo da te, nella speranza che la parte migliore di quel bambino di Afragola incantato davanti alla sezione del Pci sia ancora viva ed affiori al più presto. Con la stima di sempre.

Consigliere comunale di Aquilonia

La memoria corta di U. Ranieri

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19-12-2007 | 14:00
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di Lino D’Antonio

Per usare un termine caro al direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco De Marco, che sul suo giornale ospita per lo più interventi contro i responsabili del governo regionale, rimango lo stesso “basito” per l’intervento dell’Onorevole Umberto Ranieri, in data 14.12.2007 e dal titolo: “E’ ora di aprire la questione Napoli”, soprattutto in merito alle sue considerazioni sulla salute dell’apparato industriale campano.

Con scioltezza di linguaggio, egli, a proposito dell’annuncio della FIAT sulla chiusura temporanea dell’ALFA di Pomigliano, ci spiega che tale evento è dovuto alla presa d’atto della storica incapacità di un cardine dell’apparato industriale di Napoli degli anni settanta di stare dietro ai vincoli di qualità e produttività. E sembra di capire, senza ombra di dubbio, che ciò abbia una ricaduta negativa nel presente produttivo della nostra regione.
Peccato che Ranieri, negli anni ottanta responsabile della Federazione del PCI di Napoli, abbia cattiva memoria. O cattiva coscienza?
Credo che sia giunto sul serio il momento di porre fine ad ogni omissione e rimozione relativamente all’ILVA – ITALSIDER di Bagnoli, stabilimento siderurgico, che sulla spinta delle epiche lotte dei lavoratori, partite proprio dagli anni ‘70, risultava essere, nel decennio successivo, il più moderno d’Europa e all’epoca della chiusura dell’area a caldo, non furono pochi a dichiarare che si andava a compiere un “delitto industriale”.

Il perché lo stabilimento fu dismesso è da ricercare non in motivazioni tecniche ed economiche. A conferma di ciò basta esaminare i resoconti aziendali, le ragioni dei lavoratori e le decisioni comunitarie. La scelta della chiusura fu del tutto politica ed ascrivibile ai governi presieduti da Bettino Craxi, di cui la corrente migliorista del PCI, della quale faceva parte Ranieri, era sodale e ne condivideva le scelte economiche.
Vale la pena ricordare, a parte il psicodramma, che coinvolse migliaia di lavoratori e le loro famiglie, il danno prodotto alla città di Napoli in termini di nessun indennizzo occupazionale e diminuita vigilanza democratica.
Se non si fa, anche a distanza di anni, una seria autocritica a riguardo, nessun discorso su Napoli, diventa credibile, compreso l’intervento dell’Onorevole Ranieri, solo un’esposizione di buone intenzioni, magari anche un po’ false, usate come strumento di lotta politica all’interno del Partito Democratico proprio contro “l’operaista” Bassolino e nulla più.
Certo è che si rimane con l’amaro in bocca in presenza di rappresentanti del popolo, che attraversano le varie stagioni politiche con tale leggerezza come fa Umberto Ranieri, convinti di riuscire a riappropriarsi ogni volta di nuova verginità e certi che l’uomo della strada sia sempre propenso a dimenticare, più che a ricordare.