L’onda dei sindaci del Sud

Redazione
22-05-2010 | 17:57
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Vi segnaliamo il nostro commento di oggi sul portale della Fondazione Sudd a proposito della manifestazione dell’Anci Sud che si è tenuta ieri a Bari.

Grecia a chi?/2

Redazione
27-04-2010 | 13:08
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Sui conti della Regione Campania e sul patto di stabilità, vi segnaliamo gli articoli principali usciti sulla stampa napoletana.  

Corriere del Mezzogiorno, Il Mattino 1-2, Roma, Repubblica

Inoltre, vi segnalo, sempre sullo stesso tema, un intervento su Mezzogiorno Economia di ieri (ripreso anche su Napolionline.org) e un’intervista odierna al Mattino all’economista Mariano D’Antonio. Come si vede, Caldoro avrebbe fatto meglio a leggere con più attenzione l’intervento di D’Antonio. Spero che ora, dopo aver letto l’intervista al Mattino, sia almeno più cauto.  Capisco, infatti, che tutto questo infondato allarmismo aiuta a coprire le difficoltà politiche dentro il centrodestra, a Napoli come a Roma, e i problemi legati alla composizione della nuova Giunta, ma insomma…

è ora di cominciare ad essere più istituzionali.

A.B.

Grecia a chi?

A.B.
26-04-2010 | 17:29
13 commenti »

La campagna elettorale è finita il 26 marzo scorso, esattamente un mese fa. Ma Caldoro, che pure ha vinto le elezioni, sembra non accorgersene. È come se continuasse a fare opposizione. A chi? A se stesso, dato che ora governa?

Paragonare la situazione finanziaria della Campania a quella della Grecia, come Caldoro fa in queste ore, non solo è semplicemente fuori da ogni realtà, ma denota anche uno scarso senso delle istituzioni.

Nei conti della Regione Campania non c’è nessun buco. Il nostro bilancio è in ordine. Altra cosa è il patto di stabilità. Nei mesi scorsi abbiamo deciso un’accelerazione dei pagamenti nei confronti delle imprese che vantavano crediti nei confronti della Regione Campania. Si è trattato di una misura, peraltro ampiamente anticipata nelle relazioni di accompagnamento alla legge Finanziaria del 2010, necessaria a sostenere la nostra economia reale in un momento di grave crisi. Occorreva più liquidità per tante imprese nel momento in cui le banche avevano più difficoltà a concedere mutui. Il rischio era il fallimento di tante attività con la conseguente perdita di tanti altri posti di lavoro.

Di questo ci siamo occupati nei mesi scorsi. Fare adesso allarmismo, diffondere paure e incertezze mentre si dovrebbero trasmettere segnali di altro tipo, contribuisce soltanto a creare sfiducia e incertezza.                                              

Chi ha avuto dai cittadini il mandato di governare deve assumersene fino in fondo la responsabilità, rimboccarsi le maniche e affrontare i problemi per quelli che sono, con la giusta consapevolezza.

Quando siamo arrivati noi in Regione Campania, nel 2000, l’ultimo bilancio approvato nei tempi giusti risaliva a 5 anni prima. Avevamo consuntivi di quattro anni prima ancora da approvare…Eppure non ci siamo messi a recriminare con chi ci aveva preceduto, ma ci siamo messi subito al lavoro. Grazie all’impegno e alla tenacia di assessori come Anzalone, Valiante e, negli ultimi due anni, di un economista come D’Antonio, siamo riusciti ad allineare i consuntivi con i preventivi ed a raddrizzare i conti. Oggi abbiamo bilanci regionali trasparenti, in ordine e approvati nei tempi giusti.

L’avessimo trovata noi una situazione così…

A proposito di eredità

A.B.
15-04-2010 | 15:31
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In questi ultimi giorni, diversi esponenti del centrodestra si sono prodigati nell’alimentare consistenti polveroni mediatici a proposito di presunti buchi di bilancio e della “pesante” eredità amministrativa di dieci anni di governo del centrosinistra in Campania.

Questo dibattito mi ha fatto venire alla mente la situazione amministrativa che trovammo noi, quando nel 2000 arrivammo a Santa Lucia. Le delibere di Giunta venivano scritte a macchina, l’iter amministrativo era ancora completamente cartaceo, si correva da un piano all’altro, di palazzo in palazzo, di assessorato in assessorato, per far firmare gli atti. Le procedure amministrative erano lentissime, nonostante fossero in servizio oltre 8mila dipendenti (8181 per l’esattezza), tra cui 689 dirigenti. Era anche personale poco motivato in quanto prossimo alla pensione (l’età media era di 57 anni) e soltanto il 30% dei dirigenti in servizio aveva una laurea.

E il bilancio? La Regione Campania era nel caos contabile più completo. Era dal ’95 che non si approvava un bilancio nei tempi giusti. Ci siamo ritrovati con bilanci consuntivi da approvare risalenti a più di 4 anni prima…Quella sì che era un’eredità pesante!

Non credevamo ai nostri occhi, noi che venivano dall’esperienza amministrativa del Comune di Napoli, dove avevamo completamente informatizzato l’anagrafe e gli archivi, rimettendo in sesto i conti dopo che nel ’93, anche lì, avevamo trovato il dissesto.

Per la seconda volta, siamo partiti daccapo.  Dopo averlo fatto al Comune, abbiamo informatizzato anche l’amministrazione della Regione Campania. Oggi tutto l’iter delle delibere è completamente digitalizzato. Inoltre, viene pubblicato on line il Burc. Questo ci ha permesso di accelerare ulteriormente l’entrata in vigore degli atti, nella massima trasparenza, risparmiando ogni anno oltre 2 milioni di euro necessari per la pubblicazione cartacea del bollettino. Nel 2002 abbiamo fatto il primo grande concorso pubblico nella storia della Regione Campania e, grazie agli esiti incentivati, il personale attualmente in servizio della Giunta è notevolmente diminuito ed è più giovane e più competente: 6525 dipendenti (età media 47 anni), di cui 312 dirigenti (il 95% è laureato).

Dopo anni di correzioni e di aggiustamenti, nel 2005 abbiamo rimesso in sesto anche il bilancio regionale riallineando il bilancio consuntivo col bilancio preventivo. Oggi, i conti della Regione Campania sono in ordine e non c’è nessun buco di bilancio.

Altra cosa è invece il Patto di Stabilità che riguarda, anno per anno, l’andamento della spesa. Nel 2009, rispetto all’anno precedente, abbiamo oltrepassato i limiti imposti dal Patto di Stabilità per stanziare più risorse contro la crisi. Aumentando i pagamenti della spesa regionale, abbiamo infatti finanziato gli incentivi alle imprese, in particolar modo il credito d’imposta. Abbiamo poi sostenuto il reddito dei lavoratori cassintegrati, degli insegnanti precari, delle famiglie in difficoltà e delle fasce sociali più disagiate attraverso la conferma di iniziative come il progetto chance, scuole aperte e chiese parte. La nostra è stata, infatti, una politica di bilancio calata nella realtà economica e sociale della Campania e dell’intero Paese.  

Quello del Patto di stabilità è un tema che stanno affrontando tutte le Regioni e tutti gli enti locali del nostro Paese. Noi il Patto di stabilità l’abbiamo sforato quest’anno, altre importanti Regioni, come Puglia e Sicilia, l’hanno sforato lo scorso anno, ottenendo però una sanatoria sulle sanzioni amministrative. Caldoro può stare sicuro che per la Campania sarà adottato lo stesso trattamento…

Nei prossimi mesi, bisognerà comunque lavorare per trovare un equilibrio tra la pur giusta esigenza di contenere la spesa e la necessità di mettere in campo ulteriori risorse per fronteggiare la crisi, che è ancora molto forte, e per fare ripartire l’economia e l’occupazione.

Questa è la sfida che ha davanti a sé non solo la Campania, ma tutto il Paese.

Buone notizie in pillole

A.B.
01-12-2007 | 16:35
44 commenti »

Assieme a tanti problemi, ci sono anche buone notizie per la Campania e il Mezzogiorno.
1)   Nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria approvato dal Senato, è stata accolta la nostra richiesta di non inserire i fondi europei all’interno dei limiti posti dal patto di stabilità.

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