Mi è stato chiesto di fare un nuovo post e di dire cosa penso dell’operato di Caldoro. Penso che sia davvero singolare il suo comportamento. Quando incontra qualche interlocutore di sinistra sembra che sia disponibile, come sarebbe del tutto naturale e necessario, ad una linea di dialogo e di confronto. Poi, invece, succede sempre il contrario.
La principale anzi l’unica attività finora espressa è la cancellazione del passato. Di tutto il passato, delle scelte positive e di quelle che possono essere legittimamente ritenute sbagliate. A me sembra una politica fondamentalmente negativa e tesa a nascondere (ma quanto può durare?) le contraddizioni interne alla maggioranza e a coprire la volontà di tornare ai “bei tempi” del pentapartito, agli anni ’80. Finora lo sguardo è tutto rivolto indietro e non si intravede ancora nessuna selezione di obiettivi capaci di costruire un futuro.
Nei prossimi tempi si scioglieranno gli interrogativi tuttora aperti e si vedrà meglio la natura più vera di Caldoro che per ora è politicamente “doppia”. Come se fosse assieme dottor Jekyll e mister Hyde. Confronto aperto oppure chiusura cieca, subordinazione a Roma (con appendice casertana) oppure autonomia della Campania e del Mezzogiorno?
Ps Nei prossimi giorni comincio, con un mio amico bolognese, il viaggio di cui ho parlato in un forum al Mattino prima delle elezioni. La prima tappa riguarderà montagne europee. Poi, nelle altre tappe, mete più lontane. Sarà la redazione ad assicurare la continuità del blog.
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