A.B.
10-06-2010 | 13:18
Nella rubrica L’Amaca su Repubblica di oggi, Michele Serra scrive: “I rifiuti che sommergono Palermo devono essere meno telegenici di quelli di Napoli. Nessuna comparazione possibile tra l’oceano di immagini e parole speso attorno allo scandalo della monnezza campana e lo scarso e intermittente rilievo mediatico che spetta al tracollo della nettezza urbana in Sicilia. Sorci e falò, liquami e puzza sono gli stessi, simile è il mix di inefficienza pubblica e inciviltà privata. Quello che è cambiato, evidentemente, è il fiuto mediatico specie quello dei telegiornali, che ebbero froge molto sensibili e dilatate, quando si trattò di percepire l’odore di decomposizione del Regno bassoliniano, e oggi si turano il naso di fronte al replay di quella stessa indecenza, però nella regione più berlusconiana d’Italia. Si tratta, in termini tecnici, di un imbroglio ai danni della pubblica opinione, e senza necessità alcuna di bavagli e leggine fetenti: diciamo un imbroglio spontaneo, una libera manipolazione della realtà da parte dei pretoriani di governo che controllano i media più importanti (compresi quelli pubblici) senza che nessuno ne chieda l’ostracismo o l’esilio, come per i quattro gatti che ancora disturbano il manovratore. Poi adesso viene l’estate, i palinsesti chiudono per ferie, l’immondizia di Palermo ha di fronte due o tre mesi di quieta superfetazione”.
Mi sembra un’interessante risposta al quesito posto dal signor Daniele Mosconi, il lettore di Fondi, e da noi ripreso su questo blog, riguardante il silenzio delle televisioni.
Sarebbe interessante, ora, leggere qualche altro contributo sulla seconda parte del quesito posto dal signor Daniele Mosconi, e da noi ripreso: “Non sento una sola voce dell’opposizione che dica: a Palermo c’è il caos rifiuti. Nulla di nulla! Come mai?”.
Tag: assordante silenzio, berlusconi, campania, centrodetsra, centrosinistra, la-repubblica, maggioranza, Michele Serra, monnezza, napoli, opposizione, palerno, rifiuti, sicilia
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A.B.
05-01-2010 | 18:38
Oggi, ricordando la bella e ancora molto attuale figura di Enrico De Nicola sono state dette parole importanti nell’aula di Castel Capuano.
Parole che devono costituire il cuore pulsante, i valori unificanti di un Paese come il nostro. Una sorta di decalogo da consegnare a chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di governo oppure di opposizione.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giustamente sviluppato la linea già espressa nel messaggio di fine anno, sottolineando il tema centrale della “coesione nazionale”, decisivo per affrontare i problemi più gravi nell’interesse generale. “La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione – ha aggiunto Napolitano – non esclude che si riproponga, in momenti di prove serie per il Paese, l’esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale” .
Di elevato profilo istituzionale è stato anche il monito lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “In un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide”.
È innanzitutto sul Mezzogiorno, vorrei sottolineare, che si deve esprimere il comune interesse nazionale e si deve mettere in primo piano ciò che unisce.
È tempo di aprire una nuova stagione politica e culturale. Sempre di più il Sud deve rappresentare il banco di prova di un nuovo clima istituzionale e tutti dobbiamo dare un contributo in questa direzione.
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07-09-2009 | 16:41
di Lino D’Antonio
Nella denuncia di Berlusconi contro “L’Unità” è chiaro, relativamente alla richiesta esorbitante di risarcimento, l’intento del presidente del Consiglio di colpire economicamente una testata giornalistica a lui avversa. Allo stesso modo di come egli ha proceduto nei confronti de “La Repubblica”, citata in giudizio per le ormai famose dieci domande rivoltegli ed a tutt’oggi inevase.
L’enorme gravità di una simile decisione, cioè quella di attaccare quotidiani, riconducibili all’area culturale vicina alle opposizioni, ha valenza politica, ma anche economica.
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21-05-2009 | 10:30
di Lino D’Antonio
E’ giunta l’ora di porre fine alla leggenda metropolitana della cessazione di ogni emergenza rifiuti in Campania. Cosa vantata in maniera precipitosa già nell’estate dello scorso anno dal Presidente del Consiglio Berlusconi e amplificata oltremodo dai media, tramite un abile e suadente campagna. Ma non del tutto veritiera e piuttosto da ritenersi operazione di facciata e di belletto superficiale per Napoli. Di certo essa non risulta essere risolutiva ed esaustiva, visti i risultati nell’oggi, nonostante il clamore e la lunga lista di soluzioni approntate, tra discariche ed inceneritori “messi in moto” dal premier. Leggi tutto »
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16-04-2009 | 10:51
di Lino D’Antonio
In queste ore umanamente mi sento molto vicino alle popolazioni d’Abruzzo, essendo io napoletano e ben ricordando il dramma del terremoto del 23 novembre 1980, che provocò molte vittime anche nella mia città. In quella occasione usufruimmo della solidarietà nazionale e risalimmo dal baratro. Dico questo perché trovo nobile la scelta politica dell’opposizione di pensare in primis ai bisogni ed alla disperazione di coloro che così tragicamente sono stati colpiti da questo sisma, lasciando da parte ogni opportunismo politico. Leggi tutto »
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11-09-2008 | 15:29
di Lino d’Antonio
E’ un dato acquisito che la politica d’estate, nonostante le molte distrazioni, è protagonista. Nelle dichiarazioni a raffica dei suoi maggiori esponenti e negli innumerevoli dibattiti all’interno delle feste di partito. Ma essa divaga, in questo particolare periodo dell’anno, dal nocciolo vero dei problemi e li affronta, per paradosso, aggirandoli, pur accendendo il fuoco fatuo di quelle che agli occhi nostri appaiono dirompenti polemiche. Tutto, in attesa delle inevitabili verifiche autunnali.
Un dato però, sopra le molte parole profuse in questi ultimi tempi, si staglia inconfutabile ed in una certa misura drammatico: la difficoltà del PD, che stenta a farsi finalmente partito.
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10-09-2008 | 13:04
di Lino d’Antonio
Se si rimane prigionieri nella strettoia del significato etimologico, essenziale delle parole, c’è la possibilità concreta di non percepire, nella giusta misura, la realtà intorno a noi.
Vorrei riferirmi in particolare ad un sostantivo quale “regime” ed un attributo quale “moderato”. Ma di termini e di aggettivi ce ne sono innumerevoli, soprattutto relativamente alle cose della politica, il cui senso insito si è trasformato. Per cui essi vengono spesso usati impropriamente, come si usa fare nel linguaggio corrente, senza troppi sofismi ed introspezioni. Con un risultato però, fallace.
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03-01-2008 | 17:46
di Lino d’Antonio
Pur con tante iniziative valide dell’ente regionale, sotto il peso immane dell’emergenza rifiuti, per il governatore sono iniziati i giorni dell’amarezza, caratterizzati da violenti attacchi personali e politici, al di là di quale saranno gli esiti giudiziari. In questo momento registro: avversari politici evanescenti, con l’appoggio di sigle ed associazioni nate per incanto come funghi, si pongono alla testa del peggior conservatorismo e corporativismo di Napoli e dintorni. Affaristi e mestatori di lungo corso di una “politica”, che credevamo sconfitta per sempre, escono allo scoperto più rabbiosi e affamati che mai. Vecchie faide politiche assumono le fattezze di novelle proposte, formulate per il bene della città, mentre si aspetta di regolare i vecchi conti. Il valore della lealtà, nella vita come in politica, sacrificato sull’altare dell’opportunismo e del trasformismo.
Da cittadino leggo tutto ciò a chiare lettere nel sillabario apparentemente scritto in cinese della politica locale e nazionale.
Eppure io sono convinto che Bassolino non sia oggi molto diverso da quel giovane, che sperdeva le sue speranze in quelle di tanti altri. Sento dire in giro, con malcelata soddisfazione, anche da suoi ex sodali che “sparare” sul governatore è come “sparare” sulla Croce Rossa. Ma bisognerebbe operare un distinguo tra la doverosa critica politica e la gogna di piazza e mediatica, che, nel caso specifico, non è altro che la semplificazione spregiudicata, rispetto ad un corretto confronto. Per cui sembra quasi trovarsi alle prese con un ben definito piano, che attraversa destra e sinistra e punta a fare di Bassolino il capro espiatorio di quanto di negativo accade in città ed in regione.
E se chiedessimo a tutti questi attori e comparse che cosa mai in concreto hanno fatto per Napoli in tutti questi anni, oltre la disperata ricerca di una propria visibilità personale? E non meno deludenti, per tutto il tempo di Bassolino, sono stati gli intellettuali, incapaci di elaborare un novello disegno culturale e di non riuscire a guardare oltre “Gomorra”, in preda solo ad un ininterrotto querulare e come pervasi da un incomprensibile senso paralizzante di inferiorità rispetto all’intellettualità nazionale.
Per le cose enunciate mi sento di chiedere ad Antonio Bassolino uno scatto in più. Verso la gente. Soprattutto in idealità, perché molto egli ha dato e può ancora dare e molto ha ricevuto in consenso e fiducia.
Dunque, grinta ed autorevolezza, per confermare tale consenso, dato per disperso da un dibattito cittadino per tanti versi miserevole per contenuti e contumelie.
Colgo l’occasione per augurare al governatore un ottimo 2008. Come se lo auspicassi per me stesso, perché mai nessuna generazione come la nostra è stata animata da tale e sana passione politica. La qual cosa ha fatto argine contro il terrorismo negli anni di piombo e tutt’oggi riesce a fermare la deriva di una destra populista ed avventurista.