È davvero sbagliato l’atteggiamento del governo sulla vicenda Fiat. Diversi ministri dicono di essere d’accordo con l’invito di Napolitano a un dialogo più costruttivo. Ma i fatti smentiscono le parole. In nome della neutralità non si esercita un ruolo di mediazione. Non si lavora per una legge sulla rappresentanza che può camminare di pari passo con un autonomo accordo tra le parti sociali. Ma così non si è neutrali. Si sta in modo unilaterale da una parte. Dalla parte dei più forti.
Sono a Roma e la manifestazione è davvero straordinaria. Tanti lavoratori, famiglie intere, giovani, migranti. E’ una giornata bella e importante per la nostra democrazia.
Penso a quanto sta succedendo in altri Paesi europei, dove la crisi sfocia a volte in tensioni gravi. Da noi, invece, una grande manifestazione di popolo. Viene da dire: Meno male che c’è la Cgil, che c’è il sindacato…

Con gli operai della Fiat di Pomigliano

Con Epifani e Annamaria
Domani sarò in piazza a Roma alla manifestazione della Cgil, al fianco degli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano e di tanti altri lavoratori. Per me è un dovere istituzionale esserci. Perché la gravissima crisi che stiamo vivendo richiede il forte impegno e la massima unità di tutte le forze politiche, sociali e culturali. Giovani, donne, lavoratori. Solo con una spinta forte e vasta è possibile guardare avanti in modo positivo e aprire una nuova fase di sviluppo e di occupazione.
di Aurelia Del Vecchio
In questi giorni ricorrono i trent’anni dell’uccisione, a Genova, da parte delle “BR”, di Guido Rossa, un uomo semplice e forte, operaio siderurgico nello stabilimento Italsider del capoluogo ligure. Un comunista ed un sindacalista, che, rapportato al guasto presente, mi piace istantaneamente individuare come “pio”. Questo attributo infatti, diventa calzante e laico, allorché in una persona convergono, come nel caso di Guido Rossa, le più significative virtù civili ed un senso alto della collettività. Tale da travalicare ogni forma di opportunismo ed egoismo individuali. Leggi tutto »
Lettera firmata
Non riusciamo più a vivere. Siamo alla frutta in un territorio quale quello di Pignataro Maggiore, dove su dieci fabbriche nove sono chiuse e la nostra sta per chiudere. E’ arrivato anche Caraffini Gabrio, patron della Gepafim, a metterci il carico a coppe. Sono ormai otto i mesi senza anticipo di cassa, i debiti ci stanno ammazzando e il signore di cui sopra continua a giocare con gli operai.
Chiedo attenzione su questo problema che non solo attanaglia noi, ma anche i fratelli del gruppo di Bassano Ticineto e Occimiano. Lì regione e province stanno aiutando in ogni modo. Noi ormai non sappiamo più a chi santo votarci. L’unica speranza è Lei. Ho sempre creduto e continuo a credere in Lei. Lei ha sollevato Napoli una volta e può farlo ancora, ma la prego non ci dimentichi.
Abbiamo veramente bisogno della vicinanza delle istituzioni. Visitate il nostro blog: http://siltal.blogspot.com/. Non fateci fare la fine di tante fabbriche della Campania, che sono scomparse da un giorno all’altro. Noi siamo tutti ragazzi giovani, che hanno voglia di fare. Ormai la vertenza Siltal è divenuta una barzelletta che non fa ridere: rimandi, ritardi, sospensioni e a pagare sempre noi e le nostre famiglie.
di Aurelia Del Vecchio
Emanuele Macaluso ha scritto, in data 18 gennaio, l’articolo di fondo de “Il Mattino”, dal titolo “Il pantano di Napoli” e che in alcuni punti appare accorato, scritto proprio con l’inusitato linguaggio del cuore.

