Mezzogiorno e Padania

Redazione
22-06-2010 | 13:00
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Vi segnaliamo alcuni degli articoli di giornale (i link 12- 3) che riportano le affermazioni di ieri del presidente della Camera Gianfranco Fini. “La Padania? Non esiste. Non è mai esistita”. Si tratta, ha detto Fini, di “un’invenzione propagandistico-lessicale”.

Il rapporto Nord-Sud è uno dei temi fondamentali su cui si gioca il futuro e lo sviluppo dell’Italia. A questo proposito vi riportiamo un passaggio dell’intervento di Antonio Bassolino, il 19 dicembre scorso, all’inaugurazione della sede della Fondazione Sudd:

“La prima parola chiave è identità. In questo senso, con serietà e determinazione, poniamo di nuovo al centro della politica nazionale la differenza meridionale e cioè la nostra storia, la nostra tradizione, la nostra identità meridionale, la nostra specificità all’interno di un’Italia unita. In questo ultimo decennio abbiamo, invece, assistito ad un paradosso: il cuore del sistema politico italiano è stato occupato e ricattato da un movimento populista, ricco di motivazioni e di mezzi, ma privo di una vera identità (si sono dovuti inventare la cosiddetta Padania che non esiste né come

entità geografica, né come entità storico-politica ed istituzionale). Ci sono invece tanti e diversi Nord, ognuno con le sue specificità e peculiarità. La forza del Nord, la sua grande forza che amiamo e rispettiamo è consistita nel sapersi integrare ed omologare al resto dell’Europa, è stata ed è fare da traino economico a tutto il Paese. Il Sud invece è un luogo dello spazio storico e sociale chiaramente e immediatamente riconoscibile. È la peculiarità di questo spazio, la sua tradizione, la sua forza che noi cerchiamo di promuovere e rivendicare, senza avere però lo sguardo rivolto al passato. Al contrario, con la consapevolezza che proprio nel sud oggi risiedono le energie vitali del Paese e che dal sud può venire la nuova forza propulsiva di cui l’Italia ha bisogno”.

L’intervento completo lo puoi scaricare al link: (http://www.alfabetodemocratico.com/files/bassolino.pdf ) della rivista Alfabeto Democratico.

Fare rotta sul Sudd

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05-01-2010 | 17:59
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di Aurelia del Vecchio

“La Repubblica” di Napoli titola così un articolo di Pietro Soldi: “Il partito non c’è più, nascono le Fondazioni”. L’estensore ne parla come un fenomeno di moda, che comunque cela notevole ambiguità. Ciò sarebbe dovuto al fatto che a simile escamotage ricorrono soprattutto politici in declino, in evidente difficoltà all’interno dei propri partiti.  Leggi tutto »

Insegnanti che vanno al nord? Falso: vengono dal nord

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07-09-2009 | 15:45
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di Cesario Oliva

Caro Governatore, chi le scrive è un precario della scuola inserito nelle graduatorie della provincia di Caserta da più di dieci anni. In questo momento noi precari stiamo vivendo un dramma senza precedenti con decine di famiglie senza uno spiraglio di sopravvivenza. Leggi tutto »

Vivo in Trentino, che fatica spiegare…

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02-09-2009 | 11:50
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di Giuliana Albarella

Caro presidente, la pregherei di continuare il suo intervento “pulece…” (la rivedrei volentieri sindaco!). Vivo ormai in Trentino e sono una “fortunata” precaria della scuola secondaria superiore, che ha dovuto con dolore lasciare Napoli per lavorare qui. L’abbracciai emozionata quando a piazza Matteotti festeggiò la seconda elezione a sindaco; che speranze e che cambiamenti allora (abitavo a Chiaia). Poi, ritornando a Napoli, ho percepito e registrato gradualmente l’abbandono e il progressivo disfacimento morale ed urbano (qui ci vorrebbe la solerte e vigile riflessione del buon Gerardo Marotta) del mio luogo del cuore.

Le responsabilità sono state registrate da altri come Saviano e non spetta a me qui ripeterle. Credo fermamente che anche lei ne abbia avute; con quanta rabbia e self control ho spiegato qui a Trento ad allievi ignari, imbevuti in parte di cialtroneria leghista ed in grossa parte figli di televisione berlusconiana, che Napoli non era e non è mai stata soltanto quella Beirut di munnezza e falò maleodorante. Con questo, sfiorando ai loro occhi anche il ridicolo. Lei però con gli altri deve operare al meglio senza incertezze.

Caro presidente, la vera realtà è che gente come me laureata a pieni voti in lettere con indirizzo artistico, ha dovuto migrare, cancellare altre aspettative e adeguarsi al nuovo contesto, sentendosi per questo anche privilegiata per la riconferma dell’incarico di docente, ma cacciata da un sistema che fa fuggire da Napoli, perché privi di scelte e amicizie particolari. Non legga tutto ciò come uno sfogo già sentito. Piuttosto è una denuncia di un malessere e un’accusa al suo gruppo politico che per troppi anni a Napoli e fuori ha solo “tossito” o “ragliato”. Non meravigliamoci di quel che ci tocca assistere oggi dall’altro (sic) schieramento.

Per una parte del Pd c’è solo il Nord, tutto il resto è noia

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02-09-2009 | 11:24
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di Lino D’Antonio

Sono sconcertato dal fuoco di sbarramento delle continue dichiarazioni di Fassino e dal loro contenuto “innovativo”. Tale da poterlo definire, senza incorrere in alcuna iperbole, “svenditore di valori imprescindibili”. Prima Craxi nel suo Pantheon e giù Berlinguer. Poi, “l’alleanza” con l’UdC di Casini come unica panacea ed approdo per il Partito Democratico, l’anatema ingiustificato contro le sacrosante ragioni della CGIL, scagliato come un Brunetta od un Sacconi qualsiasi. Ed in ultimo la possibilità, ventilata da parte sua, di una alleanza del tutto spuria con il PdL, al Nord contro la Lega. A riprova del completo disinteresse di parti consistenti del PD nei confronti del destino del Mezzogiorno d’Italia sotto il tallone berlusconiano.
Prendo atto che la preoccupazione precipua del partito sia il Nord, al momento precluso ad un significativo insediamento democratico. Tutto il resto è noia, nel senso che ci si limita, per il Sud, a semplice enunciazione.
Una simile proposta di alleanza prefigura una sintonia di Fassino con tutto ciò che esprime il “berlusconismo” e che intorbida l’aria del Paese. Tra l’altro mi spiega la tiepida opposizione di questi anni e l’assoluta mancanza di un progetto politico, culturale ed economico alternativo a quello della destra.
Si pensa ad una alleanza con Berlusconi, invece di riempire le piazze e chiederne immantinentemente le dimissioni, per indegnità e per l’incapacità governativa di risolvere le gravi emergenze economiche dell’Italia.
Un consiglio a Fassino: faccia finalmente il salto della quaglia e metta la sua “lungimiranza” politica a disposizione del cavaliere. Evitando in tal modo di rendere ancora più confuso e nebuloso il precario contesto da questa parte. Auspico per il Partito Democratico, che il Congresso ponga davvero fine a questa babele politica a più voci, contrastanti tra loro e funzionale solo agli opportunismi di singoli esponenti politici e mai nel verso del bene comune.
Una vera svolta per un Paese in condizioni drammatiche.

Le fabbriche che chiudono al Sud non fanno notizia

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02-09-2009 | 11:09
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di Vincenzo Donzelli

Anche oggi Gianni Rinaldini, segretario nazionale della FIOM, è stato dal prefetto di Milano per la vertenza INNSE, e la notizia compare su tutti i media nazionali. Io questo fatto non lo sopporto.
Non per i 49 operai della INNSE, per carità, per i quali è sacrosanto, ripeto sacrosanto, battersi ad ogni costo. Ma perchè per noi, 900 (novecento) dipendenti della Ixfin di Marcianise (ex Olivetti ed ex Texas Instruments di Aversa), non si è mai smosso nessuno dei segretari nazionali di categoria, per non parlare dei media nazionali.

Perché? E’ una domanda affatto banale perché nasconde una storia lunga e intricata, tanto per usare due grossi eufemismi. Abbiamo denunciato tutto e tutti ai tribunali civili e penali di Napoli e Santa Maria C.V. Ma non c’è stata ancora alcuna risposta, dopo 7 anni e mezzo di “indagini” di innumerevoli PM che le hanno “condotte”. Tutti abbiamo perso il posto di lavoro. Nel silenzio impenetrabile di tutte le segreterie dei sindacati nazionali di categoria e, ancor di più, dei mezzi nazionali di comunicazione. Che dire?

Una nuova coscienza pubblica

A.B.
27-08-2009 | 15:42
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 Una sequenza di vicende negative ha interessato nel corso delle ultime settimane due nostri gioielli turistici come Capri e Ischia. Sono del tutto evidenti i difficili problemi di gestione, sviluppo e tutela di queste splendide isole, come dell’inestimabile patrimonio artistico e ambientale dell’Italia: si tratta senza dubbio, come questi episodi lasciano trasparire, di priorità dell’azione del governo a vari livelli, da quello centrale a quelli locali. Questi beni, che sono la nostra principale ricchezza, vanno considerati un vero proprio simbolo unitario del nostro paese e dovrebbero essere protetti da un sistema istituzionale e civile al di fuori da ogni logica di parte.

Poche aree dell’Italia possono, infatti, dirsi immuni da seri problemi di doverosa tutela: basta ricordare le mucillagini dell’Adriatico, rocce delle Dolomiti che si staccano (a dispetto di quello che dice il razzista Borghezio), il disboscamento pauroso, il Po ridotto in molti tratti a fogna a cielo aperto e sottoposto a continua rapina di sabbia dei fondali. Ma, poi, è soprattutto il Sud a fare clamore: in parte giustamente, perché i problemi si presentano in modo più serio e più grave, ma per altri aspetti in modi forzati, strumentali e spesso superficiali.

Ecco, le notizie sono notizie, vanno date, analizzate e commentate. I pregiudizi, invece, sono pregiudizi, ne vediamo tanti nei confronti del Sud. Quando, infatti, parlo, a proposito di Mezzogiorno, di un nuovo movimento, che è tutt’altra cosa rispetto ad un Partito del Sud, non mi riferisco soltanto ad azioni e iniziative politiche culturali che restituiscano l’orgoglio di essere meridionali e valorizzino le ricchezze del Mezzogiorno. Ma sono convinto che occorra recuperare la capacità di guardare in faccia ai problemi del Sud, così come sono, e dunque ai suoi vizi interni. È così giusto mettere l’accento sui doveri oltre che sui diritti del Mezzogiorno e lavorare per radicare sempre di più una nuova coscienza pubblica, sociale e civile che abbia nel rispetto e nella tutela della legalità il suo valore fondativo e unificante.

L’anti-meridionalismo c’è e narra che al Sud…

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03-08-2009 | 15:22
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di Francesco Donzelli*

Se volessimo sgombrare la mente da tutto il “ciarpame senza pudore” degli ultimi tempi, se intendessimo portare a compimento una seria riflessione politica scartando gli elementi di distrazione, se il nostro intento fosse quello di focalizzare una questione (andando al di là delle sterili polemiche), dovremmo usare con forza e preoccupazione una sola, drammatica parola: antimeridionalismo. Leggi tutto »

Disunità d’italia

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03-08-2009 | 14:54
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di Lino D’Antonio

“I professori, per poter lavorare, devono affrontare un test sul dialetto in uso nel luogo dove intendono insegnare”. L’antifona è chiaramente rivolta ai docenti meridionali, migranti il più delle volte, per necessità. E’ questa la boutade della Lega Nord, la quale in Commissione Cultura ha proposto il suddetto emendamento. Poi, puntuale come sempre è arrivata la smentita del capo – gruppo leghista alla Camera, Cota, che appare peggiore della iniziale enunciazione. Leggi tutto »

Povertà, orgoglio meridionale e il coraggio delle nuove idee

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27-07-2009 | 12:39
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di Tommaso Fonzo

Se dovessimo accostare un volto, un’immagine alla decadenza economica di Napoli e, per certi versi, dell’intero Mezzogiorno d’Italia, ci verrebbe da pensare a Vincenzo Buonocore, l’operaio protagonista de “La dismissione” dell’ Ilva nel noto romanzo di Ermanno Rea. L’ immagine è quella della fabbrica come identità, solidarietà, forza e sicurezza, la cui demolizione non è solo la distruzione di una struttura e della sua attività, ma è anche il disfacimento degli uomini che vi lavorano. Leggi tutto »

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