di E.L.
Ho letto con piacere il libro di Romano Prodi “La mia versione dei fatti” e l’ho fatto con immenso piacere per diversi motivi. In questo brevissimo periodo di riposo dal lavoro e dal terrazzino di una pensioncina familiare accanto a Casa Marconi a Cattolica, posto incantevole per la gradevole brezza, con una birretta fresca sul tavolino nelle ore quando non batte il sole, mi immergo nel piacere della lettura. Cinque anni di governo in Europa, Prodi racconta la sua avventura ricordandoci appunto che l’Europa esiste, è viva e progredisce anche oggi, nonostante tutte le incertezze e le difficoltà che deve affrontare, nessuno dubiti che c’è fermento, così sulla quarta di copertina Romano chiude il suo racconto.
In questi giorni soprattutto, dove grande è la preoccupazione dell’Unione Europea di fronte all’incalzare della iniziativa russa, una riflessione seria su quella che dovrebbe essere la nostra posizione o meglio quella che dovrebbe essere la posizione della Europa Unita si impone e il libro di Romano Prodi come sempre contiene alcune significative risposte. Già durante la campagna ultima elettorale vi erano stati da parte della attuale maggioranza degli svarioni eclatanti, evidenziati giustamente da Massimo D’Alema, che ricordiamo essere stato invece, insieme a Nessuno Tocchi Caino, il traghettatore che ha condotto il nostro paese all’ottenimento su scala mondiale del successo insperato della moratoria internazionale sulla pena di morte. Ci provò, se ricordate, l’ex ministro Martino, che, dopo aver accusato il Governo Prodi di irresponsabilità per aver coinvolto il nostro paese in un’azione militare in territorio libanese, dichiarò l’urgenza di apportare modifiche alle regole di ingaggio in modo molto più restrittivo.
Il capitolo Georgia trascina inevitabilmente il nostro paese in una visione dei fatti alquanto oscura e per certi versi pericolosa ed ancora una volta a sinistra ci si comporta da benevoli convitati senza chiedere conto di quanto stia accadendo. Ieri ad esempio è toccato a Casini il compito di fare la vera opposizione, focalizzando il suo intervento sull’ esproprio del Parlamento da telefonate private di Silvio Berlusconi, nessun chiarimento sui contenuti ritenuti riservati (?). Un fatto inquietante per un qualsiasi Stato che ama definirsi democratico. La posizione Europea non appare ancora del tutto chiara ed univoca, ma se qualcuno in Europa pensa di poter fare il mediatore tra Stati Uniti e Russia non è solo un atto di presunzione ma un errore politico. Ci vuole saggezza e lungimiranza politica nell’affrontare tematiche delicate come queste, bisogna continuare a ricercare la pace con la Russia nonostante la spinta nazionalistica di quel paese che lo porta ad avere atteggiamenti aggressivi tipici di una democrazia autoritaria, l’unico regalo che l’Europa potrebbe fare alla Russa in questo momento è dividersi sulla politica estera.
La politica estera di un paese è l’abc, nessuno può ergersi a garanzia di qualcosa o di qualcuno. L’Europa dia un segnale di unità con una dichiarazione chiara e univoca e acceleri la Costituzione politica oltre che economica del suo territorio. Mi piace La conclusione del paragrafo del libro di Prodi quando descrive l’Orso Russo: ”Così concludo, con una nota positiva, per non lasciare l’ impressione che non ci sia rimedio alle condizioni attuali delle relazioni tra Unione Europea e Russia… Durante i miei cinque anni alla Commissione ho visto da vicino quali sono le possibilità di cooperazione e collaborazione concreta con un paese che serve e ha bisogno della comunità Internazionale. La Russia è un partner indispensabile dell’Europa: penso al ruolo costruttivo da essa svolto sul dossier relativo al programma nucleare Iraniano o alla centralità della Russia nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Europa e, in particolare dell’Italia.” Grazie Romano.�