Restrizioni su Internet? Andiamoci piano

A.B.
15-12-2009 | 19:00
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La violenta aggressione a Berlusconi è stata un fatto di estrema gravità, che non può avere nessuna forma di giustificazione o comprensione. E’ da condannare con forza. Punto. Senza alcuna virgola. Le esaltazioni in rete del gesto di Tartaglia, poi, sono davvero preoccupanti. Naturalmente, al centro dell’attenzione e dei commenti è il ruolo e l’uso di Internet, un potente strumento di comunicazione dalle infinite variabili, i cui sviluppi non conosciamo fino in fondo.

Se, relativamente alla vicenda Berlusconi, sono stati commessi reati sulla rete, è giusto indagare, individuare i colpevoli e punirli secondo le leggi vigenti.  Dall’altro lato però, c’è chi, legittimamente, si interroga sulla necessità di introdurre una legislazione più restrittiva sull’uso della rete. Il ministro Maroni annuncia provvedimenti ad horas che vanno in questa direzione. Inviterei a una maggiore cautela.

Lo dico proprio io che, da sempre, invito ad abbassare i toni dello scontro politico e della demonizzazione dell’avversario. Come hanno riportato anche alcuni giornali, sono oggetto su Facebook delle odiose istigazioni del gruppo “Uccidiamo Bassolino”, che conta circa 250 membri. Proprio io ritengo che su una materia così delicata non si possa legiferare in fretta e furia.

In questi anni, mentre il nostro Parlamento si è concentrato su altre questioni e ha ignorato la centralità della rete, a livello globale si è discusso molto di quale sia la legislazione  più adatta per Internet. L’opinione prevalente è quella di adottare norme globali, condivise da grandi organismi internazionali, che sanciscano sia la neutralità e l’assoluta pubblicità della rete, sia il rispetto di diritti e doveri da parte di chi la utilizza. E’ un dato di fatto che normative nazionali, specie se restrittive della libertà d’espressione, non servono a nulla e rischiano anzi di essere controproducenti.

Internet è il più grande spazio pubblico di discussione mai creato dall’uomo. E’ una risorsa di tutti, che ha assunto un’importanza sempre maggiore anche nel “mondo reale”. In questo momento via web milioni di persone, in Italia e in tutto il mondo, stanno discutendo di quanto è accaduto a Berlusconi. E’ giusto che ciascuno possa dire la propria opinione, partecipando attivamente alla vita pubblica. Certo, su Internet sfocia anche il malessere sociale: è un bene che sia così, perché con questa parte della società bisogna dialogare e confrontarsi.

E’ quello che cerco di fare anch’io con questo blog, assolutamente libero, dove spesso appaiono commenti sprezzanti. Insomma, bisogna muoversi con cautela. Potenziando innanzitutto le forze dell’ordine come la polizia postale, che ha il difficile compito di individuare chi commette reati utilizzando internet. Tenendo presente quanto è importante educare le giovani generazioni a un uso consapevole e civile di uno strumento così potente.

FORTAPASC e la Napoli di Siani

A.B.
17-03-2009 | 17:41
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Stamattina sono arrivato a Santa Lucia con le immagini di FORTAPASC negli occhi. Il film racconta con intensità e intelligenza l’impegno di Giancarlo Siani, la sua serietà e scrupolosità di giornalista, insieme alla gioia di vivere di un giovane ragazzo napoletano. Racconta di Napoli, di Torre Annunziata, dell’impegno civile contro la criminalità organizzata e della violenza di cui questa è capace.
Sullo sfondo di tante scene ci sono le case e i vicoli del Quadrilatero delle Carceri, di quello che era, e in gran parte è ancora, il fortino dei Gionta.  Mi è venuto spontaneo chiamare il sindaco di Torre, Giosuè Starita. Abbiamo condiviso il senso di amarezza profonda di fronte alla violenza camorrista ma anche il messaggio forte di speranza che prevale nel film e nella testimonianza di Giancarlo Siani.
Il sindaco è venuto nel pomeriggio a Santa Lucia per fare il punto sul lavoro avviato assieme alcune settimane fa per la riqualificazione del Quadrilatero. Ci siamo dati l’obiettivo di aprire una fase nuova di recupero urbanistico e civile accompagnando il forte impegno che la Procura di Torre Annunziata sta mettendo in campo per riaffermare la presenza dello Stato in quei territori.

Lavoriamo pensando che tanti sacrifici non sono stati inutili. Che le cose cambiano, non restano ferme. Ad esempio con il ministro Amato prima e poi con Maroni, si sono moltiplicate le iniziative contro i fortini camorristi e le confische di patrimoni. E’ il risultato di una più forte consapevolezza costruita anche grazie alle voci di tanti giornalisti, grazie all’opera di registi come Risi e al lavoro quotidiano di tante associazioni. Penso ad esempio a Libera, che proprio in questi giorni sta promuovendo a Napoli e in Campania, con il sostegno delle istituzioni locali, iniziative e manifestazioni importanti per capire insieme a che punto siamo del cammino che deve portare alla sconfitta delle mafie in Italia. Con don Ciotti e gli amici di Libera sabato marceremo per le strade della nostra città, portando nel cuore la Napoli onesta e civile che si riconosce nel volto di Giancarlo Siani.