Tenere viva la memoria

A.B.
27-01-2010 | 19:14
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Resterà sempre nella mia mente la visita fatta il Natale scorso allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme.
È stata un’esperienza dalla straordinaria intensità emotiva e culturale. Lo Yad Vashem è uno di quei luoghi dove è possibile capire, vedere e sentire che cosa è stata la Shoah, la più grande tragedia della storia frutto del fanatismo e della follia umana.
Il museo di Gerusalemme è un luogo della memoria per tutte le donne e per tutti gli uomini, di tutte le razze, le fedi e le religioni. La parte dedicata ai bambini è la più dura e coinvolgente. Non dimenticare è l’atto più importante per evitare il ripetersi di simili tragedie. Le istituzioni, il mondo della scuola, dell’università, della cultura, del volontariato, le forze politiche e civili debbono dare il loro contributo a tenere viva la memoria dell’Olocausto.
Per questo motivo, in collaborazione con Libera e le altre associazioni di volontariato, abbiamo organizzato e sostenuto il treno della memoria da Napoli ad Auschwitz con a bordo 100 studenti campani. Nel corso della visita al campo di sterminio, ognuno dei giovani campani adotterà la foto di uno dei milioni e milioni vittime della barbarie nazista e successivamente potrà continuare ad interessarsi dell’argomento grazie a seminari e ad altre iniziative specifiche. È una straordinaria esperienza formativa e di crescita per questi giovani. Un grande investimento di civiltà per una società più aperta, che rifiuta ogni forma di intolleranza e di violenza.

FORTAPASC e la Napoli di Siani

A.B.
17-03-2009 | 17:41
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Stamattina sono arrivato a Santa Lucia con le immagini di FORTAPASC negli occhi. Il film racconta con intensità e intelligenza l’impegno di Giancarlo Siani, la sua serietà e scrupolosità di giornalista, insieme alla gioia di vivere di un giovane ragazzo napoletano. Racconta di Napoli, di Torre Annunziata, dell’impegno civile contro la criminalità organizzata e della violenza di cui questa è capace.
Sullo sfondo di tante scene ci sono le case e i vicoli del Quadrilatero delle Carceri, di quello che era, e in gran parte è ancora, il fortino dei Gionta.  Mi è venuto spontaneo chiamare il sindaco di Torre, Giosuè Starita. Abbiamo condiviso il senso di amarezza profonda di fronte alla violenza camorrista ma anche il messaggio forte di speranza che prevale nel film e nella testimonianza di Giancarlo Siani.
Il sindaco è venuto nel pomeriggio a Santa Lucia per fare il punto sul lavoro avviato assieme alcune settimane fa per la riqualificazione del Quadrilatero. Ci siamo dati l’obiettivo di aprire una fase nuova di recupero urbanistico e civile accompagnando il forte impegno che la Procura di Torre Annunziata sta mettendo in campo per riaffermare la presenza dello Stato in quei territori.

Lavoriamo pensando che tanti sacrifici non sono stati inutili. Che le cose cambiano, non restano ferme. Ad esempio con il ministro Amato prima e poi con Maroni, si sono moltiplicate le iniziative contro i fortini camorristi e le confische di patrimoni. E’ il risultato di una più forte consapevolezza costruita anche grazie alle voci di tanti giornalisti, grazie all’opera di registi come Risi e al lavoro quotidiano di tante associazioni. Penso ad esempio a Libera, che proprio in questi giorni sta promuovendo a Napoli e in Campania, con il sostegno delle istituzioni locali, iniziative e manifestazioni importanti per capire insieme a che punto siamo del cammino che deve portare alla sconfitta delle mafie in Italia. Con don Ciotti e gli amici di Libera sabato marceremo per le strade della nostra città, portando nel cuore la Napoli onesta e civile che si riconosce nel volto di Giancarlo Siani.

Tam tam

A.B.
26-04-2008 | 18:40
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Il tam tam lanciato ieri su questo blog e ripreso dai giornali napoletani comincia a funzionare. Arrivano messaggi di diversi cittadini che hanno invitato a Napoli e in Campania amici, parenti, colleghi, da ogni parte d’Italia e del mondo. Io, per il momento, ho invitato Romano e Flavia Prodi a venire a Napoli per un week-end e lo stesso ho fatto con il fratello di Annamaria, che vive a Reggio Emilia, con la moglie e i due figli. 

Mariano Anniciello dell’Arci di Napoli ci ha fatto sapere che al prossimo Consiglio Nazionale presenterà d’intesa col presidente nazionale, una serie di convenzioni, promozioni e iniziative culturali dedicate alla “riscoperta” di Napoli, che saranno proposte dalla rete dei 5000 circoli Arci  diffusa in tutto il Paese.

Geppino Fiorenza ci ha scritto che, oltre ad aver invitato qui tanti amici di Libera, sta lavorando per portare a Napoli e in Campania, prima dell’estate, alcune iniziative nazionali e internazionali dedicate all’associazionismo antimafia.

Insieme a loro, tra i primi messaggi che ci sono arrivati:

Fabio Tirelli, che ha invitato i suoi familiari che vivono in Veneto, Lello Esposito, che ha invitato amici dall’Inghilterra, Franco Porzio, che ha invitato parenti dalla Liguria, la cantante Gloriana, che accoglierà amici da Torino, Antonio Nappi, che ha invitato amici tedeschi, Alberto Patruno, che ha invitato amici da Grosseto, Carmine Attanasio, che ha invitato amici francesi, Genni, che ha 13 anni e ha invitato i suoi cugini di Firenze, Amedeo Cortese, che invita i suoi amici che non conoscono Napoli, Lorenzo Crea che ha invitato amiche piemontesi, Anna Altieri, che  ha invitato il fratello e la sorella che stanno a Bologna…

Forza, diamoci tutti da fare.