Dalla Campania un contributo alle riforme

A.B.
07-04-2010 | 16:18
84 commenti »

Voglio fare ancora qualche considerazione sulle ultime elezioni regionali. La nuova legge elettorale della Campania mi pare che abbia funzionato molto bene, raggiungendo il fondamentale obiettivo di incrementare in modo consistente la rappresentanza femminile in Consiglio Regionale. È davvero una svolta. Sono ben 14 le donne elette, tutte indicate direttamente dai cittadini. È un risultato di gran lunga migliore delle altre regioni (dove si vota con altre leggi), ed è stato ottenuto, per di più, abolendo il listino e senza aumentare il numero di poltrone e seggi. La nuova assemblea ha, infatti, mantenuto il numero di 60 consiglieri, posizionando la Campania tra le regioni più virtuose nel rapporto tra elettori ed eletti. In altre regioni, sono, invece, pochissime le donne elette ed è stato aumentato, a volte di molto, il numero dei consiglieri.

Con la nuova legge elettorale abbiamo dimostrato che si possono fare riforme buone ed utili, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. È un fatto molto importante, proprio ora che a livello nazionale si torna a discutere di riforme istituzionali. Certamente, ai primi posti in agenda, deve esserci una nuova legge elettorale che ridia ai cittadini più potere nell’eleggere i propri rappresentanti in Parlamento, diminuendo il potere centralistico dei partiti e incentivando allo stesso tempo la rappresentanza femminile. Le norme che abbiamo sperimentato con successo in Campania possono essere un riferimento utile per modificare la legge elettorale nazionale esattamente in questa direzione.

Un’architettura dello Stato più moderna e funzionante può essere uno strumento essenziale anche per fare le riforme economiche e sociali che sono la vera priorità per l’Italia, in particolare per il Mezzogiorno. Abbiamo bisogno di un Paese socialmente ed economicamente più mobile e più aperto rispetto all’Italia degli ultimi quindici anni, ma anche di istituzioni che funzionino e di una presenza forte dello Stato, in particolare nella lotta alla criminalità e nella tutela dei più deboli. Un welfare moderno, una riforma degli incentivi e della giustizia civile e penale: si sente il bisogno di una svolta che, per impatto, sia paragonabile a quella fatta negli Usa da Obama nella sanità.  Per questo è importante che, attraverso le sue migliori energie, il Sud faccia sentire la propria voce. La classe dirigente del Mezzogiorno non può essere spettatrice di questa partita, ma deve porsi in maniera propositiva sul terreno delle riforme, valorizzando quanto di buono è stato fatto in questi anni. In primo luogo, a partire dalle tante esperienze nei governi locali, spesso poco considerati e ascoltati a Roma, ma che, invece, sono ricchi di buone pratiche e di iniziative molto innovative, come la legge elettorale della Campania.

In questo modo, reclamando diritti, ma assumendosi anche le sue responsabilità, il Sud può riconquistare centralità a livello nazionale e ritornare ad essere la priorità per l’intero Paese.

Una legge in “rosa”

A.B.
16-12-2009 | 17:47
57 commenti »

Sono davvero soddisfatto per la decisione della Consulta che conferma la piena legittimità della nuova legge  elettorale regionale (scarica il pdf). È infatti davvero una bella legge, chiaramente a favore delle donne.

Ho molto spinto perché questa innovativa legge fosse approvata in Consiglio e perché potesse essere applicata alla prossima scadenza elettorale regionale. Dietro questa forte convinzione non c’è solo un giusto dato culturale e civile, ma anche l’esperienza vissuta sul campo da sindaco e da presidente di Regione.

Infatti, ho vissuto per diversi anni una forte contraddizione. Eletto direttamente dai cittadini ho sempre cercato di avere nelle giunte, prima al Comune e poi alla Regione, una presenza significativa di donne. Ma poi, invece, nel Consiglio Comunale e Regionale la presenza femminile era minoritaria o del tutto assente.

In questo modo, si avvertiva la mancanza di tutto un mondo con le sue legittime esigenze e i giusti problemi da discutere e affrontare. Con la legge approvata tutto ciò è superato e le donne hanno ora la concreta possibilità di diventare protagoniste della vita politica regionale.

La nuova legge elettorale

A.B.
13-03-2009 | 16:39
103 commenti »

Ieri sera ad Annozero è emerso chiaramente che il Pd deve smetterla di guardarsi l’ombelico – candidature, correnti, procedure interne – e deve invece concentrarsi sui problemi dei cittadini. Viviamo una crisi economica grave, che ha cambiato l’agenda politica. Fa bene Franceschini a occuparsi di sussidi di disoccupazione e di welfare, così come stiamo facendo noi con le misure messe in atto per supportare le famiglie dei lavoratori cassintegrati. E’ questo il modo giusto di fare politica, di ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini. Sempre ad Annozero, Matteo Renzi, candidato del Pd al comune di Firenze, ha criticato la legge elettorale toscana, che ha liste bloccate senza preferenze. Si tratta di una decisione legittimamente adottata dall’assemblea toscana nella sua autonomia.
Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto una scelta diversa. In queste ore è stata approvata dal consiglio regionale una innovativa legge elettorale. Viene giustamente abolito il listino, e dunque tutti i consiglieri saranno eletti direttamente dai cittadini. Si potrà votare poi con due preferenze, una delle quali dovrà andare a una donna. C’è stata dunque una risposta concreta alla necessità che le donne, la maggioranza degli italiani, siano più rappresentate nelle istituzioni. In un paese con una legge elettorale nazionale che consente alle segreterie dei partiti di nominare dall’alto il Parlamento della Repubblica, è un passo in avanti importantissimo. In politica, come in diversi altri campi, le donne sono una sparuta minoranza. Per questo siamo fermamente convinti che il nuovo consiglio regionale dovrà essere molto più rosa dei precedenti. In questi giorni ho ricevuto tantissime telefonate e ho parlato con tante donne che ci chiedevano di poter partecipare di più alla politica, di mettere a disposizione le loro competenze a tutta la comunità. Molte di loro hanno “presidiato” il consiglio regionale e hanno svolto una continua e positiva opera di sensibilizzazione verso i gruppi e i singoli consiglieri. Il loro desiderio, che era anche il nostro, oggi è diventato realtà.
Alcuni rappresentanti dell’opposizione di centrodestra sostengono invece che questa legge sia illegittima e sperano che il governo faccia ricorso. Si sbagliano, si schierano contro una novità positiva e contro una bella e giusta riforma che compie un passo in avanti sulla strada di pari opportunità tra donne e uomini. Farebbero invece meglio ad ascoltare la voce delle donne, ed innanzitutto delle donne dei  loro partiti.

Il salotto politico non abita in Campania

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12-02-2009 | 14:07
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di E. L.

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D’accordo col governatore sulla legge elettorale

Utenti
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