Il caso della “casa” (abusiva)

Utenti
17-02-2010 | 15:24
commenti assenti »

di Carlo Giordano

Ho sempre più le idee confuse, più parlo con i colleghi e con i cittadini di Ischia, dove vivo da 9 anni, e più non comprendo, non come siamo arrivati a questo, l’ho capito purtroppo, ma come uscirne. Mi sono fatto un’idea naturalmente, che sinteticamente proverò a riassumere. Leggi tutto »

Se chiude la radio, si chiude una speranza

Utenti
06-10-2009 | 11:32
commenti assenti »

di Luca Coppola

Ho l’impressione che a Napoli e dintorni, invece di andare avanti, di immaginare un futuro e un presente all’altezza dei sogni e dei desideri che un giovane legittimamente coltiva, si rischi seriamente di andare indietro. Ho l’impressione che le sane battaglie per la civiltà, la legalità e l’amore per la propria terra rischino di trasformarsi in battaglie contro i mulini a vento. Leggi tutto »

Una nuova coscienza pubblica

A.B.
27-08-2009 | 15:42
48 commenti »

 Una sequenza di vicende negative ha interessato nel corso delle ultime settimane due nostri gioielli turistici come Capri e Ischia. Sono del tutto evidenti i difficili problemi di gestione, sviluppo e tutela di queste splendide isole, come dell’inestimabile patrimonio artistico e ambientale dell’Italia: si tratta senza dubbio, come questi episodi lasciano trasparire, di priorità dell’azione del governo a vari livelli, da quello centrale a quelli locali. Questi beni, che sono la nostra principale ricchezza, vanno considerati un vero proprio simbolo unitario del nostro paese e dovrebbero essere protetti da un sistema istituzionale e civile al di fuori da ogni logica di parte.

Poche aree dell’Italia possono, infatti, dirsi immuni da seri problemi di doverosa tutela: basta ricordare le mucillagini dell’Adriatico, rocce delle Dolomiti che si staccano (a dispetto di quello che dice il razzista Borghezio), il disboscamento pauroso, il Po ridotto in molti tratti a fogna a cielo aperto e sottoposto a continua rapina di sabbia dei fondali. Ma, poi, è soprattutto il Sud a fare clamore: in parte giustamente, perché i problemi si presentano in modo più serio e più grave, ma per altri aspetti in modi forzati, strumentali e spesso superficiali.

Ecco, le notizie sono notizie, vanno date, analizzate e commentate. I pregiudizi, invece, sono pregiudizi, ne vediamo tanti nei confronti del Sud. Quando, infatti, parlo, a proposito di Mezzogiorno, di un nuovo movimento, che è tutt’altra cosa rispetto ad un Partito del Sud, non mi riferisco soltanto ad azioni e iniziative politiche culturali che restituiscano l’orgoglio di essere meridionali e valorizzino le ricchezze del Mezzogiorno. Ma sono convinto che occorra recuperare la capacità di guardare in faccia ai problemi del Sud, così come sono, e dunque ai suoi vizi interni. È così giusto mettere l’accento sui doveri oltre che sui diritti del Mezzogiorno e lavorare per radicare sempre di più una nuova coscienza pubblica, sociale e civile che abbia nel rispetto e nella tutela della legalità il suo valore fondativo e unificante.

Arrevuoto al Mercadante

A.B.
08-04-2009 | 13:13
4 commenti »

Fino a stasera al Mercadante c’è una non stop con le cinque rappresentazioni di Arrevuoto. Chi volesse andare, trova questo spettacolo!

 

Al fianco di Radio Onda Pazza

A.B.
22-01-2009 | 18:58
51 commenti »

Oggi la stampa napoletana ha dato spazio alle difficoltà di Radio Onda Pazza, la webradio anticamorra di San Giovanni a Teduccio, che corre seriamente il rischio di chiudere i battenti. E’ un’iniziativa che seguo con attenzione fin dall’inizio. L’ultimo incontro con Michele, presidente dell’Arci di San Giovanni, risale a pochi giorni fa. Avevamo parlato delle difficoltà del progetto e individuato prime soluzioni per aiutarlo a decollare. Dopo aver saputo della situazione critica, mi sono attivato per trovare un percorso che dia respiro al progetto. Per prima cosa abbiamo verificato che il finanziamento di 7000 euro assegnato dalla Regione potrà essere sbloccato entro la fine del mese (come nel caso di tante altre associazioni, imprese ed enti le difficoltà nascono dai vincoli del patto di stabilità e dalla necessità di attendere la formazione del bilancio).

Oltre a questo, per dare una prospettiva più ampia al progetto, abbiamo individuato due importanti fronti di collaborazione: in sinergia con la Regione e con Libera, Radio Onda Pazza sarà la “radio ufficiale” della prossima Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si svolgerà il prossimo marzo in Campania, con due manifestazioni a Casal di Principe e a Napoli, che accoglieranno partecipanti da tutta Italia. Questo significa che sosterremo la radio nell’ambito della mobilitazione per questo momento così importante. Con la Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia i ragazzi di Radio Onda Pazza contribuiranno alla realizzazione di corsi di informatica e multimedialità dedicati dalla Fondazione ai bambini di San Giovanni. Questo impegno consentirà loro di ricevere ulteriore sostegno finanziario per le loro attività. Radio Onda Pazza non deve chiudere, ma crescere, diventare sempre di più la voce di San Giovanni a Teduccio, la vera San Giovanni, onesta e concreta, che testimonia ogni giorno il suo impegno per la legalità, per la solidarietà e la convivenza civile.

La legalità è la prima condizione per lo sviluppo

A.B.
21-06-2008 | 18:46
95 commenti »

In queste ore sono iniziate le attività della Casa don Diana a Casal di Principe. La dimora blindata di un boss del clan dei Casalesi, dove la giunta regionale si è riunita circa un mese fa, è diventata un centro di accoglienza e recupero per minori che vivono situazioni di disagio sociale. La casa ospita già i primi bambini, e tutti i posti disponibili saranno occupati nel giro di un mese. La settimana prossima invece, a San Cipriano D’Aversa, saranno ultimati i lavori di un altro bene confiscato ai Casalesi, e precisamente al boss Antonio Basco, condannato nell’appello del processo Spartacus a oltre vent’anni di reclusione. Grazie al supporto della Regione, la ex proprietà di Basco diventerà presto un centro sociale e un laboratorio per persone che soffrono di problematiche mentali. Infine, nei prossimi giorni, torneremo a Casal di Principe per inaugurare il Teatro della Legalità, una struttura appartenuta proprio al temibile Sandokan che vogliamo far diventare un centro di formazione culturale e teatrale per i tanti giovani della zona. Si tratta di un evento importante, dal grande valore simbolico, un segno tangibile dei risultati che lo Stato sta ottenendo nella sua battaglia per la legalità. Il processo Spartacus, nei scorsi giorni, ha riportato ancora una volta l’attenzione nazionale sugli sporchi affari dei camorristi. Adesso bisogna andare avanti, e combattere su tutti i fronti la criminalità organizzata, colpendo le sue attività  criminali e portando alla luce i suoi lucrosi e smisurati interessi economici. Avere a cuore il Mezzogiorno oggi significa creare le condizioni affinché ci sia vero sviluppo, e la prima di queste condizioni si chiama legalità. E noi siamo impegnati giorno per giorno su questo fronte, insieme a tanti cittadini e a tutte le forze sane della nostra regione.

Quella testimonianza al processo Spartacus

A.B.
19-06-2008 | 17:52
85 commenti »

Appena ho saputo la notizia della conferma degli ergastoli ai boss del clan dei Casalesi, mi è tornata alla mente una fredda giornata di 7 anni fa. Era il 10 dicembre 2001, quando i pm del processo Spartacus mi convocarono come teste davanti ai giudici della corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere per raccontare un episodio che era accaduto dieci anni prima. Il 25 aprile 1992 infatti ero andato nella sezione del Pci di Casal di Principe per intervenire ad un’assemblea. A un certo punto, irruppe nella stanza il capostipite del potente clan Zagaria, che iniziò a lanciare invettive e minacce contro di me e noi del Pci, colpevoli di “disonorare il paese” solo perché denunciavamo i loschi interessi dei clan. Proprio questo raccontai ai giudici in aula. Ricordo che, mentre parlavo, mi colpirono la protervia e l’arroganza degli imputati, del tutto simile a quella mostrata da Zagaria. Oggi provo una grande soddisfazione nel vedere che, con la conferma di ben 16 ergastoli, lo Stato ha inflitto la giusta punizione a un clan che, insieme a tanti altri affari sporchi, ha giocato un ruolo chiave nel favorire lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e pericolosi dal nord verso la Campania. E’ davvero una bella giornata per la giustizia e la legalità. Certo, la strada è ancora lunga, ma risultati come questo ci confermano che in Campania esiste un tessuto sociale, culturale e politico fatto di giovani, associazioni, magistrati, giornalisti, registi, uomini delle istituzioni, che può infierire tanti altri colpi decisivi alla criminalità per far avanzare sempre più la legalità e la democrazia.

Non dare tregua ai Casalesi

A.B.
03-06-2008 | 17:44
420 commenti »

- 2 maggio: ucciso a Castelvolturno Umberto Bidognetti, padre del pentito Domenico.
- 14 maggio: bruciata a Santa Maria Capua Vetere la fabbrica di Pietro Russo, imprenditore antiracket della zona.
- 16 maggio: Domenico Naddeo, collaboratore di giustizia, ucciso a Baia Verde di Castelvolturno. Nello stesso giorno e sempre a Castelvolturno, viene ucciso Domenico Noviello, imprenditore che aveva denunciato il racket.
- 30 maggio tentata esecuzione di Francesca Carrino, nipote di una collaboratrice di giustizia legata al boss Francesco Bidognetti.

E’ un bollettino di guerra, a cui si aggiungono – negli stessi giorni – nuove minacce nei confronti di magistrati come Raffaele Cantone, giornalisti come Rosaria Capacchione, scrittori come Roberto Saviano e le devastazioni di alcuni beni confiscati, a Casal Di Principe e a Pignataro Maggiore. Domenica, infine, l’omicidio Orsi.

Una settimana fa, su questo blog, avevo invitato a non abbassare la guardia di fronte ai clan dei Casalesi che reagiscono contro il tentativo dello Stato di espugnare roccaforti prima ritenute inattaccabili. Qualcuno, qui sul blog, ci aveva accusato di andare fuori tema, di usare pretesti per non parlare di rifiuti… Purtroppo, invece, il tema è anche e soprattutto questo. Bisogna parlare, discutere, riflettere, anche in modo critico, su come contrastare la criminalità organizzata. Da fine 2006, la camorra, nelle province di Caserta e di Napoli, ha ricevuto colpi, talvolta anche molto duri. Arresti, sequestri, confische di beni, smantellamento di piazze di spaccio, nuove indagini sugli intrecci tra criminalità e politica. La recrudescenza di questi giorni ci spiega chiaramente che, se da un lato l’azione di magistratura e forze dell’ordine sta facendo saltare i nervi ai clan, dall’altro il potere camorristico  è ancora molto forte e gli strumenti per contrastarlo, spesso, inadeguati. Penso all’incertezza della pena, ai programmi di protezione per i collaboratori di giustizia, alla lentezza dei processi, alle lungaggini per il riutilizzo dei beni confiscati – un tema, questo, a cui il nuovo Guardasigilli ha dedicato uno dei suoi primi provvedimenti. In questo senso l’attivazione immediata di una task force della polizia a Casal di Principe è un segnale positivo. Contro i clan dei Casalesi è decisivo fare un salto di qualità e mettere in campo – come nei momenti migliori di lotta alla mafia e ai suoi capi – tutte le energie dello Stato.

Non abbassiamo la guardia

A.B.
26-05-2008 | 18:50
123 commenti »

La villa confiscata a Walter SchiavoneDieci giorni fa Domenico Noviello moriva per mano dei casalesi. E’ la prima cosa che ho pensato leggendo dell’operazione portata avanti oggi dai carabinieri di Caserta e dalla Dda di Napoli contro questo sanguinario clan. Nel corso degli ultimi mesi, intorno ai fortini della camorra lo scontro è diventato sempre più duro. L’iniziativa dello Stato sta diventando più incisiva e determinata e, al tempo stesso, la reazione dei clan si fa sentire con omicidi feroci come quello di Novello e diversi episodi di intimidazione, che hanno colpito soprattutto beni confiscati.In questa situazione la protezione degli imprenditori che denunciano e di tutti coloro che decidono di dire basta al racket e ai soprusi dei clan è un problema drammatico e urgente. Noviello era nel mirino dei casalesi, eppure da diversi anni non aveva più la scorta. I clan, che hanno la memoria lunga, ne hanno approfittato. Ora l’augurio è che anche i colpevoli di questo delitto vengano individuati al più presto e assicurati alla giustizia.

Per proteggere le persone come Noviello è necessario rendere più oculato, rapido ed efficiente l’utilizzo delle scorte. Dà i brividi pensare a quanti imprenditori e professionisti rischiano di ritrovarsi soli di fronte alle minacce. Attenzione però. Per proteggerli davvero, assieme alle scorte, è indispensabile costruire reti sociali, imprenditoriali, civiche e istituzionali in grado di accogliere e sostenere chi è coinvolto in questa guerra. Anche per questo, nei prossimi giorni a Castelvolturno ci sarà una manifestazione dedicata a Noviello e a chi decide di dire no al racket e alla violenza della camorra. I clan devono saperlo. Non abbassiamo la guardia.

Contursi, qui la camorra ha perso

A.B.
14-05-2008 | 18:50
111 commenti »

Voglio ringraziare di cuore i tanti ragazzi di Contursi che oggi, durante l’arrivo del Giro d’Italia, hanno organizzato una bella manifestazione per la legalità. Quando la carovana del giro è arrivata di fronte al “Parco delle Querce” – un bene confiscato al clan camorristico dei Marandino che Regione e Comune stanno ristrutturando per farne un importante insediamento produttivo – i ciclisti sono stati accolti da tanti bambini e ragazzi che indossavano una maglietta con la scritta: “Contursi. Qui la camorra ha perso!

La manifestazione è stata raccontata con grande attenzione dalla Rai ed è stato così possibile condividere con i tanti telespettatori del giro l’importante esperienza di legalità e di contrasto alla criminalità organizzata che la Regione Campania sta portando avanti a Contursi, così come in diversi altri comuni campani. Proprio alcuni giorni fa la giunta regionale si è riunita a Casal di Principe per approvare importanti misure per il recupero dei beni confiscati e per il sostegno alle famiglie delle vittime della camorra.

Si stanno moltiplicando le iniziative con cui tante associazioni, amministrazioni e comunità locali dicono il loro no alle mafie. E’ un no costruttivo, che produce beni e servizi per il territorio. Il nostro obbiettivo è sostenere e mettere insieme tutti questi no coraggiosi. La strada è ancora lunga e ci sono tante difficoltà da superare, ma siamo convinti che un giorno potremo dire tutti insieme: “Campania, qui la camorra ha perso“.

successivi »