Il diritto al futuro

A.B.
18-12-2010 | 15:51
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Erano davvero tanti i ragazzi napoletani andati a Roma il 14 dicembre. È stata una giornata lunga e drammatica, che abbiamo seguito con partecipazione e apprensione. Diverse persone che quella mattina e quel pomeriggio ho incontrato oppure sentito, quando gli chiedevo se sapevano cosa stesse succedendo a Roma, mi rispondevano: <<c’è anche mia figlia>>, <<c’è anche mio figlio>>.

Prendere le distanze dalle forme di violenza che abbiamo visto nelle immagini televisive è indispensabile. Ma resta ed è enorme il problema che è davanti a noi. È infatti doveroso cercare di capire cosa di profondo si muove dentro la società e nei pensieri, nei sentimenti di questa nuova generazione. Per la prima volta siamo in presenza di una generazione che si sente priva di futuro. Altre volte le crisi sono state dure. Ma erano crisi del presente. Stavolta in crisi è il futuro e dunque si tratta di qualcosa di molto più delicato e vitale.

I giovani sono la parte più sensibile del paese e avvertono più e meglio delle altre generazioni questa incertezza e perfino oscurità del domani. L’attuale crisi italiana è soprattutto crisi di prospettiva e di avvenire e per questo è più preoccupante.

La stessa grave crisi di Napoli, che è sbagliato rinchiudere in una dimensione provinciale, è la punta più acuta di questa crisi italiana. Discutere con i giovani, aprire un dialogo ed un confronto con le loro inquietudini significa fare i conti con la natura più vera, con la portata più grande della crisi di Napoli e dell’Italia.

Grecia a chi?

A.B.
26-04-2010 | 17:29
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La campagna elettorale è finita il 26 marzo scorso, esattamente un mese fa. Ma Caldoro, che pure ha vinto le elezioni, sembra non accorgersene. È come se continuasse a fare opposizione. A chi? A se stesso, dato che ora governa?

Paragonare la situazione finanziaria della Campania a quella della Grecia, come Caldoro fa in queste ore, non solo è semplicemente fuori da ogni realtà, ma denota anche uno scarso senso delle istituzioni.

Nei conti della Regione Campania non c’è nessun buco. Il nostro bilancio è in ordine. Altra cosa è il patto di stabilità. Nei mesi scorsi abbiamo deciso un’accelerazione dei pagamenti nei confronti delle imprese che vantavano crediti nei confronti della Regione Campania. Si è trattato di una misura, peraltro ampiamente anticipata nelle relazioni di accompagnamento alla legge Finanziaria del 2010, necessaria a sostenere la nostra economia reale in un momento di grave crisi. Occorreva più liquidità per tante imprese nel momento in cui le banche avevano più difficoltà a concedere mutui. Il rischio era il fallimento di tante attività con la conseguente perdita di tanti altri posti di lavoro.

Di questo ci siamo occupati nei mesi scorsi. Fare adesso allarmismo, diffondere paure e incertezze mentre si dovrebbero trasmettere segnali di altro tipo, contribuisce soltanto a creare sfiducia e incertezza.                                              

Chi ha avuto dai cittadini il mandato di governare deve assumersene fino in fondo la responsabilità, rimboccarsi le maniche e affrontare i problemi per quelli che sono, con la giusta consapevolezza.

Quando siamo arrivati noi in Regione Campania, nel 2000, l’ultimo bilancio approvato nei tempi giusti risaliva a 5 anni prima. Avevamo consuntivi di quattro anni prima ancora da approvare…Eppure non ci siamo messi a recriminare con chi ci aveva preceduto, ma ci siamo messi subito al lavoro. Grazie all’impegno e alla tenacia di assessori come Anzalone, Valiante e, negli ultimi due anni, di un economista come D’Antonio, siamo riusciti ad allineare i consuntivi con i preventivi ed a raddrizzare i conti. Oggi abbiamo bilanci regionali trasparenti, in ordine e approvati nei tempi giusti.

L’avessimo trovata noi una situazione così…

Grazie Marco, grazie Massimo

A.B.
19-03-2010 | 17:12
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Nel frastuono della campagna elettorale non va fatto passare sotto silenzio un giorno come questo. Oggi, infatti, ricorre l’ottavo anniversario del barbaro assassinio da parte delle BR di Marco Biagi, giusvalorista di grande qualita’.

Abbiamo lavorato assieme al Ministero del Lavoro e Marco Biagi seguiva con grande competenza le relazioni europee ed internazionali. Tre anni prima sempre le BR avevano ammazzato, con la loro nota brutalità, Massimo D’Antona, altro grande esperto del diritto del lavoro.

Marco e Massimo erano due veri riformisti, impegnati sul campo. Due seri, valenti e appassionati studiosi che lavoravano e approfondivano il diritto e le norme con un solo obiettivo: assicurare ai lavoratori, nelle mutate condizioni storiche ed economiche, le migliori condizioni di vita possibili, sia in termini di diritto al lavoro, che di welfare.

Si tratta di due eroi civili. Di fronte al degrado della vita pubblica ed ai tempi difficili che viviamo sento forte il bisogno di mantenere viva la memoria di uomini come loro. Grazie Marco, grazie Massimo.

Anche nelle Comunità montane si licenzia

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19-01-2010 | 18:26
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di Giuseppe Cerrone

Caro presidente, da 31 anni sono dipendente della Comunità montana Terminio Cervialto di Montella (AV), assunto con la legge 285/77. Attualmente, a causa dei tagli imposti dal governo con l’ultima finanziaria, ci troviamo in grave disagio economico.

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No alle sanatorie

Utenti
17-01-2010 | 12:04
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di Rosalba D’Arienzo 

Con viva preoccupazione il Comitato degli Idonei Dirigenti sta seguendo le notizie relative al disegno di legge avente ad oggetto “Norme in materia di personale regionale” – in discussione prossimamente in Consiglio Regionale – che potrebbe determinare la stabilizzazione di circa 200 comandati, di cui 66 provenienti da società miste, dipendenti che non hanno mai affrontato la prova dura di un pubblico concorso! Leggi tutto »

Presidente, ci rassicuri che la sinistra non sia uguale alla destra

Utenti
14-01-2010 | 17:16
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di Lillo t. F.

Caro Presidente, rassicuri me e tutto il personale dipendente della Regione, ancora in attesa di una possibilità, che nulla sarà compiuto sulla pelle di tutti noi che, dignitosamente, mettiamo a disposizione le nostre professionalità e capacità in cambio di alcun riconoscimento. Leggi tutto »

Non dobbiamo aver paura del confronto politico

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03-01-2010 | 15:54
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di Elio Brusco

I valori su cui si fonda il nostro paese sono trascritti e sanciti nella prima parte della Costituzione. Ciò che dice il presidente Bassolino è vero: non dobbiamo aver paura del confronto anche aspro e impopolare. Leggi tutto »

Ben tornato Presidente

A.B.
01-01-2010 | 12:07
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Subito dopo il suo discorso agli italiani, ho fatto al presidente Napolitano i più forti complimenti e ringraziamenti per la carica civile e morale che ha saputo trasmettere a tutti. Lavoratori, giovani e Mezzogiorno sono stati il cuore del messaggio. Un giusto ancoraggio alla realtà, ai problemi veri dell’Italia reale evitando così quel rischio politicista che è, di questi tempi, così forte.

Migliori opportunità di lavoro e nuove tutele per i precari, maggiori spazi per i nostri giovani, una più alta quantità e qualità dello sviluppo e della crescita del Mezzogiorno sono le basi su cui bisogna costruire un’Italia più giusta e più coesa. La crisi, ancora seria e preoccupante soprattutto sul versante dell’occupazione, dev’essere l’occasione per rimettere in moto e far crescere nella maniera giusta il nostro paese, troppo fermo e bloccato negli ultimi quindici anni.

“A tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare”, dice il presidente Napolitano, facendo riferimento alla riforma degli ammortizzatori sociali, alla riforma fiscale e, poi, alle riforme istituzionali per avere uno stato più moderno e più giusto che sia anzitutto dalla parte dei giovani, dei precari, delle famiglie e dei lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi. Le istituzioni, le forze sociali, civili e politiche devono raccogliere il forte appello del presidente Napolitano. Il 2010 dev’essere l’anno di riforme condivise. Quelle riforme sociali, economiche ed istituzionali di cui l’Italia ha bisogno. Questo è anche il nostro auspicio e il nostro impegno.

Ben tornato a Napoli, signor Presidente, e buon soggiorno nella sua e nella nostra città che in questi giorni è ricca di iniziative culturali e richiama tanti visitatori italiani e stranieri.

Quale dirigenza per il futuro della Regione Campania?

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30-12-2009 | 15:13
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di Alessandra Sacerdoti 

Lettera aperta al Presidente Bassolino, agli Assessori della Giunta, ai Capigruppo consiliari. Sei anni di progetto politico hanno investito l’apparato amministrativo della Regione Campania. Dotazioni organiche rideterminate, politica del personale innovativa, un grande concorso pubblico nel nome della trasparenza, della modernizzazione, della qualificazione, del merito. Siamo alla fine del 2009, l’attuale Giunta si avvia a chiudere il proprio percorso e nessun segnale di chiarezza si profila per la dirigenza. Leggi tutto »

L’anno del lavoro

A.B.
30-12-2009 | 15:07
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Il lavoro, la difesa del posto di lavoro – di fronte ad una crisi economica così lunga e difficile – è la nostra più grande preoccupazione e rappresenta il nostro principale obiettivo. Nei giorni scorsi è stato raggiunto un primo risultato importante su Pomigliano con la concreta prospettiva che quegli stabilimenti producano la nuova Panda, un’auto innovativa che saprà reggere alle esigenze di un mercato nazionale e internazionale sempre più improntato alla riduzione dei consumi e dell’inquinamento. Questa novità è di grande rilievo per le migliaia e migliaia di lavoratori di Pomigliano e dell’indotto auto. Ma la nostra attenzione è giustamente rivolta anche alla sorte dei 38 giovani lavoratori Fiat a cui domani scadrà il contratto e ai problemi dei circa 2000 lavoratori in mobilità da anni e anni. Oggi in Prefettura si è tenuto un incontro tra tutte le parti coinvolte, ma mancava la Fiat. Per quanto ci riguarda, la Regione stanzierà i fondi per il sostegno al reddito dei 38 lavoratori senz’altro fino al 22 gennaio, data prevista per un ulteriore incontro nazionale a Roma su tutta la vertenza. Siamo, inoltre, disponibili a continuare fare la nostra parte con i diversi e innovativi strumenti che la nuova legge regionale sul lavoro da noi approvata ci mette a disposizione: dall’integrazione al reddito attraverso i tirocini formativi agli incentivi per l’occupazione. Si tratta di opportunità importanti e lavoreremo affinché Fiat le faccia sue assicurando a questi 38 giovani il posto di lavoro. Per quanto riguarda i 2000 lavoratori in mobilità, stiamo in stretto contatto con il ministero del Lavoro che deve autorizzare l’Inps a consentire il versamento dei contributi mancanti per periodi variabili da 18 a 24 mesi. Le risorse ci sono e fanno parte del Fondo Sociale europeo. Si tratta di risorse nazionali per il 70% e per il 30% regionali. Questo iter permetterebbe a tanti e tanti di questi lavoratori da anni e anni in cassa integrazione di andare finalmente in pensione. Un obiettivo giusto che darebbe serenità a loro e alle loro famiglie. Su tutte e due le vicende il governo deve, a mio avviso, dare il suo contributo per una positiva soluzione delle vertenze. È davvero compito e dovere di tutti, delle istituzioni e delle forze sociali, fare in modo che il 2010 possa essere l’anno del lavoro, l’anno di uno straordinario impegno e di un patto per il lavoro.

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