Quando Valenzi si mise alla testa del corteo Italsider

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24-06-2009 | 17:01
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di Aurelia del Vecchio e Lino D’Antonio*

Stavamo tutti, semplici cittadini ed istituzioni, preparandoci con fervore per il prossimo 16 novembre, data di un compleanno molto speciale: i cento anni di Maurizio Valenzi, primo sindaco di sinistra della città. Soprattutto sindaco della speranza e assurto a simbolo, dopo i guasti del laurismo, seguiti essi da più di un quindicennio di opache amministrazioni prevalentemente a guida democristiana. Leggi tutto »

La verità sull’Italsider? Non era un ferro vecchio

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19-03-2009 | 13:18
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di Aurelia del Vecchio

La stampa cittadina ha riportato notizia di un convegno presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, a margine della presentazione in anteprima del documentario su Bagnoli “Il cuore e l’acciaio” di Aldo Zappalà, nell’ambito della trasmissione televisiva “La storia siamo noi”. Con interventi del ministro Rotondi, dell’ex ministro De Michelis e dei professori De Masi, Niola, D’Alessandro ed altri addetti ai lavori. Moderatore il rresponsabile del TG3 regionale Massimo Milone. Molte sedie vuote tra il pubblico nel filmato trasmesso a riguardo proprio dal TG3 regionale. Sarebbe stato meglio farle occupare dagli ex lavoratori di Bagnoli, testimoni fortunatamente ancora vivi e vegeti e dotati di formidabile memoria a fronte degli accadimenti relativi allo stabilimento di Bagnoli, non lontani, anzi contigui al tempo presente. Nonché essi direttamente parte in causa. Leggi tutto »

Perché non sfruttare la colmata?

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26-02-2009 | 17:42
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di Isabella Guarini

Egregio presidente Bassolino, è la prima volta che le scrivo attraverso il blog, perché non amo rinchiudermi nel settarismo e penso che si debba cambiare idea quando le ragioni del bene comune lo richiedano. Al momento della chiusura dell’Italsider di Bagnoli ho sostenuto il ripristino della linea naturale di costa. Ma viste le contraddizioni nelle scelte, che si sono susseguite in venti anni, come la permanenza sulla costa di Città della Scienza ed altro, due anni fa circa ho indicato l’inopportunità, ai fini ambientali, di eliminare la famosa colmata. Leggi tutto »

Firmiamo la petizione antifascista

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13-11-2008 | 20:06
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di Lino d’Antonio

Petizione popolare antifascita per iniziativa di un gruppo di lavoratori ex Ilva-Italsider di Bagnoli Napoli, unitamente a lavoratori dell’università Federico II.

Il meccanismo per scrivere al Presidente della Repubblica è semplicissimo: andare su Internet, indirizzare a https://servizi.quirinale.it/webmail, cliccare su La Posta ed appare una finestra sulla quale vanno scritti i propri dati personali e il testo della lettera (lo spazio a disposizione contiene esattamente il testo allegato – che va scritto tutto di seguito senza andare a capo – e la firma di chi scrive: non di più).

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Un nuovo archivio per l’ex Ilva

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23-01-2008 | 17:04
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di Lino D’Antonio

Si sta costituendo presso l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza e della Realtà Contemporanea “Vera Lombardi”, per iniziativa di un gruppo di ex lavoratori Ilva-Italsider di Bagnoli, un archivio di documenti ufficiali e privati, foto, libri, pubblicazioni sia aziendali che politico sindacali, giornali d’epoca. Nonché testimonianze audiovisive di singoli soggetti ed anche foto, cartoline del quartiere di Bagnoli e circondario flegreo dalla fine dell’800 ad oggi.

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Un passato comune

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08-01-2008 | 21:15
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di Serpic

Caro Bassolino
ci hai intossicato la fine anno e il principio. Spero che il prosieguo sia piu’ felice.

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La memoria corta di U. Ranieri

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19-12-2007 | 14:00
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di Lino D’Antonio

Per usare un termine caro al direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco De Marco, che sul suo giornale ospita per lo più interventi contro i responsabili del governo regionale, rimango lo stesso “basito” per l’intervento dell’Onorevole Umberto Ranieri, in data 14.12.2007 e dal titolo: “E’ ora di aprire la questione Napoli”, soprattutto in merito alle sue considerazioni sulla salute dell’apparato industriale campano.

Con scioltezza di linguaggio, egli, a proposito dell’annuncio della FIAT sulla chiusura temporanea dell’ALFA di Pomigliano, ci spiega che tale evento è dovuto alla presa d’atto della storica incapacità di un cardine dell’apparato industriale di Napoli degli anni settanta di stare dietro ai vincoli di qualità e produttività. E sembra di capire, senza ombra di dubbio, che ciò abbia una ricaduta negativa nel presente produttivo della nostra regione.
Peccato che Ranieri, negli anni ottanta responsabile della Federazione del PCI di Napoli, abbia cattiva memoria. O cattiva coscienza?
Credo che sia giunto sul serio il momento di porre fine ad ogni omissione e rimozione relativamente all’ILVA – ITALSIDER di Bagnoli, stabilimento siderurgico, che sulla spinta delle epiche lotte dei lavoratori, partite proprio dagli anni ‘70, risultava essere, nel decennio successivo, il più moderno d’Europa e all’epoca della chiusura dell’area a caldo, non furono pochi a dichiarare che si andava a compiere un “delitto industriale”.

Il perché lo stabilimento fu dismesso è da ricercare non in motivazioni tecniche ed economiche. A conferma di ciò basta esaminare i resoconti aziendali, le ragioni dei lavoratori e le decisioni comunitarie. La scelta della chiusura fu del tutto politica ed ascrivibile ai governi presieduti da Bettino Craxi, di cui la corrente migliorista del PCI, della quale faceva parte Ranieri, era sodale e ne condivideva le scelte economiche.
Vale la pena ricordare, a parte il psicodramma, che coinvolse migliaia di lavoratori e le loro famiglie, il danno prodotto alla città di Napoli in termini di nessun indennizzo occupazionale e diminuita vigilanza democratica.
Se non si fa, anche a distanza di anni, una seria autocritica a riguardo, nessun discorso su Napoli, diventa credibile, compreso l’intervento dell’Onorevole Ranieri, solo un’esposizione di buone intenzioni, magari anche un po’ false, usate come strumento di lotta politica all’interno del Partito Democratico proprio contro “l’operaista” Bassolino e nulla più.
Certo è che si rimane con l’amaro in bocca in presenza di rappresentanti del popolo, che attraversano le varie stagioni politiche con tale leggerezza come fa Umberto Ranieri, convinti di riuscire a riappropriarsi ogni volta di nuova verginità e certi che l’uomo della strada sia sempre propenso a dimenticare, più che a ricordare.