La neutralità dei più forti

A.B.
05-01-2011 | 14:44
166 commenti »

È davvero sbagliato l’atteggiamento del governo sulla vicenda Fiat. Diversi ministri dicono di essere d’accordo con l’invito di Napolitano a un dialogo più costruttivo. Ma i fatti smentiscono le parole. In nome della neutralità non si esercita un ruolo di mediazione.  Non si lavora per una legge sulla rappresentanza che può camminare di pari passo con un autonomo accordo tra le parti sociali. Ma così non si è neutrali. Si sta in modo unilaterale da una parte. Dalla parte dei più forti.

Il diritto al futuro

A.B.
18-12-2010 | 15:51
77 commenti »

Erano davvero tanti i ragazzi napoletani andati a Roma il 14 dicembre. È stata una giornata lunga e drammatica, che abbiamo seguito con partecipazione e apprensione. Diverse persone che quella mattina e quel pomeriggio ho incontrato oppure sentito, quando gli chiedevo se sapevano cosa stesse succedendo a Roma, mi rispondevano: <<c’è anche mia figlia>>, <<c’è anche mio figlio>>.

Prendere le distanze dalle forme di violenza che abbiamo visto nelle immagini televisive è indispensabile. Ma resta ed è enorme il problema che è davanti a noi. È infatti doveroso cercare di capire cosa di profondo si muove dentro la società e nei pensieri, nei sentimenti di questa nuova generazione. Per la prima volta siamo in presenza di una generazione che si sente priva di futuro. Altre volte le crisi sono state dure. Ma erano crisi del presente. Stavolta in crisi è il futuro e dunque si tratta di qualcosa di molto più delicato e vitale.

I giovani sono la parte più sensibile del paese e avvertono più e meglio delle altre generazioni questa incertezza e perfino oscurità del domani. L’attuale crisi italiana è soprattutto crisi di prospettiva e di avvenire e per questo è più preoccupante.

La stessa grave crisi di Napoli, che è sbagliato rinchiudere in una dimensione provinciale, è la punta più acuta di questa crisi italiana. Discutere con i giovani, aprire un dialogo ed un confronto con le loro inquietudini significa fare i conti con la natura più vera, con la portata più grande della crisi di Napoli e dell’Italia.

Riflessioni su Napoli

A.B.
15-11-2010 | 10:02
18 commenti »

Flv Player

Una storia dell’Italia dei nostri giorni

A.B.
26-10-2010 | 15:04
137 commenti »

Nei 16 anni e 4 mesi di  governo, prima al Comune di Napoli e dopo alla Regione Campania, il punto più difficile della mia esperienza istituzionale è stato certamente all’inizio del 2008. Decisi allora di rimanere al mio posto anche ed innanzitutto per dare un contributo a risolvere l’emergenza. Grazie all’impegno dei commissari De Gennaro e Bertolaso, e con gli strumenti offerti dal decreto di maggio 2008 del governo Berlusconi, si riuscì a togliere i rifiuti dalle strade. Si sbloccarono i 7 impianti di cdr già costruiti, si riuscì a completare il termovalorizzatore di Acerra (realizzato all’80% negli anni precedenti) e si aprirono nuove discariche a norma. Si usciva da una fase acuta di emergenza, ma il problema era tutt’altro che risolto in modo stabile e strutturale. Il pericolo era ed è sempre dietro l’angolo fin quando l’intero ciclo non funziona pienamente: raccolta differenziata, impianti di trattamento, discariche sufficienti e ben attrezzate, termovalorizzatori.

In queste settimane si è purtroppo tornati a quei terribili momenti del 2008 e i cumuli di immondizia hanno ripreso a soffocare la città e la provincia. Sono tornate le manifestazioni di piazza, fatte da tanti cittadini onesti, ma con il dubbio legittimo che dietro si nascondano forze oscure (sarebbe anche strano se non ci fossero) pronte a lucrare sull’emergenza.

Ancora più preoccupante è la fuga e il rimpallo delle responsabilità a cui abbiamo assistito da quando è ripresa l’emergenza. Bisogna assolutamente recuperare uno spirito di collaborazione e di unione tra tutte le istituzioni al di là dei diversi schieramenti politici. Altrimenti può scattare la comune rovina delle istituzioni in lotta tra loro.

È soltanto con la cooperazione che possiamo superare la nuova emergenza.

Alla luce di quanto accade, come non vedere, però, che la vicenda dei rifiuti in Campania è una storia emblematica dell’Italia dei nostri giorni?

I rifiuti per strada sono un pugno nello stomaco. Puzzano, si sentono e si vedono. Ma gravi sono per il nostro Paese anche i ritardi di una linea ferroviaria internazionale ad alta velocità tra la Francia e l’Italia che da anni non si riesce a realizzare, le lentezze clamorose nell’organizzazione dell’Expo 2015, il cantiere interminabile della Salerno-Reggio Calabria, le riforme istituzionali, sociali ed economiche che nessun governo, di centrodestra e di centrosinistra, con due senatori in più o con cento parlamentari di maggioranza è mai riuscito a fare.

L’Italia da 15 anni è un Paese bloccato, fermo, sempre più ripiegato su se stesso, in balia di egoismi e di particolarismi. La sua parte più debole, il Mezzogiorno, è l’avamposto di questa crisi di sistema.

Prendere giusta consapevolezza dei problemi, fare prevalere l’interesse generale è il dovere di ognuno di noi e di ogni soggetto civile, politico ed istituzionale.

Operazione verità/2

A.B.
17-05-2010 | 17:38
63 commenti »

Per chi non avesse avuto modo di leggerli, vi segnalo due interessanti editoriali che hanno come tema lo sviluppo del Mezzogiorno: il primo di Pietro Soldi su Repubblica Napoli di ieri, il secondo di Mario Centorrino sull’inserto Mezzogiorno del Corriere Economia di oggi.

Prendendo come spunto un dettagliato rapporto di Bankitalia, Pietro Soldi sfata un luogo comune anti-Mezzogiorno molto frequente soprattutto nel dibattito delle ultime settimane. Al Sud si sarebbero sprecate ingenti quantità di denaro pubblico senza ridurre le differenze col Nord Italia, contrariamente a quanto è avvenuto tra la Germania dell’Est e quella dell’Ovest dopo la riunificazione. Ebbene, il verdetto del rapporto comparato tra Italia e Germania di Bankitalia è incontrovertibile: “pur con le dovute cautele riferite alle differenti condizioni storico-istituzionali e alla diversa dotazione fattoriale iniziale, si può osservare come la convergenza del Mezzogiorno italiano degli anni d’oro dell’intervento straordinario sia stata superiore a quella dei Lander orientali della Germania dopo il 1995, a fronte di una disponibilità di risorse inferiore”. Anche dopo la fine dei cosiddetti anni d’oro dell’intervento straordinario (1950-75), le risorse verso le regioni meridionali – a differenza di quanto sarebbe avvenuto nella Germania dell’Est negli anni ‘90 -  non sono aumentate, nonostante sarebbe stato necessario uno sforzo maggiore per far ripartire gli investimenti.

“Le due macro-regioni europee in ritardo di sviluppo (Sud Italia e Germania Est)  hanno in comune la dipendenza dagli aiuti statali, ma quelli tedeschi sono più gravosi e in misura più cospicua”, scrive Pietro Soldi. Negli ultimi 40 anni, lo Stato italiano ha, infatti, investito mediamente lo 0,7% del suo pil per il Mezzogiorno, a fronte del 5% del pil investito dalla Germania per i Lander dell’Est dalla riunificazione a oggi. Come se non bastasse, a differenza della Germania Est, la spesa per il Sud non è mai stata  “del tutto aggiuntiva rispetto a quella ordinaria”.

Germania Est e Sud Italia hanno quindi una situazione di basso livello di sviluppo, che è molto simile. Eppure, diversamente dall’Italia, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena di sacrificare il cinque per cento del pil”, scrive Soldi citando due autorevoli studiosi tedeschi.

Anche Centorrino, nel suo editoriale, rimette al centro del dibattito il ruolo delle classi dirigenti nello sviluppo del Mezzogiorno, proponendo una più equilibrata visione delle responsabilità. È del tutto evidente, infatti, anche nella discussione sul Sud, che questioni come la disoccupazione e i problemi dell’industrializzazione pubblica siano responsabilità attribuibili a un “fallimento di Stato”. 

Questo non vuol dire negare i problemi, anche gravi, riferibili a quelli che Centorrino definisce “fallimenti regionali”. Tuttavia bisogna diffidare di analisi e soluzioni semplicistiche come chi “si ingegna ad accostare la Grecia al Mezzogiorno” o dichiarare che “l’Italia senza Campania e Sicilia avrebbe un pil pro capite come la Germania”.

Quello di Pietro Soldi e di Mario Centorrino  ci sembra un modo serio di affrontare e rapportarsi ai problemi del Mezzogiorno. Parlare, scrivere e analizzare i problemi del Sud, guardandoli in faccia con doveroso spirito critico, ma facendo i giusti raffronti e collocandoli nella corretta scala delle responsabilità.

Questa è  l’operazione verità che, come fondazione Sudd, vogliamo promuovere nelle sedi di dibattito pubblico e far avanzare nell’interesse delle regioni e dei cittadini meridionali.

Il genio della “razza” italiana

Utenti
24-01-2010 | 12:41
commenti assenti »

di Lino D’Antonio

L’accademico di Francia Legouvé indirizzava il 9 giugno 1859 ad un suo amico inglese la seguente lettera: “E’ a questo popolo italiano, scelto da Dio, che noi dobbiamo tutto ciò che siamo. E’ questa nazione, l’Italia, che è stata la nostra iniziatrice, la Madre nostra. L’antichità è italiana e ci ha nutrito. Oggi poi è spettacolo affascinante il constatare che è sempre l’Italia, che dà il segnale al mondo e che apre la via alle grandi cose. Leggi tutto »

Disabili, di chi ci possiamo fidare?

Utenti
18-11-2009 | 11:46
commenti assenti »

di Loredana Iovine

Signori miei, politici, giornalisti, lettori, vorrei soffermarmi sulla parola “speranza”. Quella che consente a noi napoletani di sopravvivere. O che ci fa cittadini di un’Italia che sembra divisa tra nord e sud. Leggi tutto »

33 anni senza Pasolini (e si vede)

Utenti
29-07-2008 | 17:26
commenti assenti »

di Aurelia del Vecchio

Periodicamente, appare su vari quotidiani italiani l’ipotesi del complotto, dietro la morte violenta di Pier Paolo Pasolini. Ultimo nell’ordine, “Il Messaggero” del 22 luglio, che riporta un’intervista a Giuseppe Pelosi, ritenuto da inquirenti e magistrati l’esecutore materiale dell’omicidio e che dichiara di non essere stato solo quella notte. Anzi, egli, per la morte dello scrittore, afferma che vi sono responsabilità addebitabili a più soggetti e che il delitto sia stato premeditato. Leggi tutto »

Italia, un paese impermeabile

Utenti
02-07-2008 | 12:49
commenti assenti »

di Lino d’Antonio

Se qualcuno mi intervistasse intorno alla scelta di un aggettivo per definire come è oggi questo nostro Paese, istintivamente mi verrebbe da dire: “L’Italia è un Paese impermeabile”. Questa definizione perché tutto sembra scivolare sulla pelle della gente in una colpevolissima indifferenza, se non addirittura tra il plauso ed il consenso per scelte ed eventi non edificanti. Leggi tutto »

Non solo emergenza, anche incuria

Utenti
12-06-2008 | 18:26
1 commento »

di Salvatore Ghezzi

Caro Presidente, vedo con mio dispiacere che le strade di Napoli e provincia sono sporche di rifiuti, bottiglie, carte, erbacce mai tolte; da anni, quando viene qualche mio collega del nord Italia, e capita spesso, mi vergogno di andare a Gianturco, vicinissimo al centro direzionale: buche, immondizia, incuria di anni, mai pulizia, zone industriali, raccordi uscita di Casoria. Insomma, ne avrei tantissime da citarne. Leggi tutto »

successivi »