Il caso della “casa” (abusiva)

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17-02-2010 | 15:24
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di Carlo Giordano

Ho sempre più le idee confuse, più parlo con i colleghi e con i cittadini di Ischia, dove vivo da 9 anni, e più non comprendo, non come siamo arrivati a questo, l’ho capito purtroppo, ma come uscirne. Mi sono fatto un’idea naturalmente, che sinteticamente proverò a riassumere. Leggi tutto »

Lettera aperta sulla Colombaia

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02-09-2009 | 12:11
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di Franco Iacono*

Leggo su Il Golfo del 27 di agosto di un accordo di programma fra l’Alleanza mondiale del cinema, la Regione Campania e il Comune di Forio, per “lanciare una campagna mondiale per il restauro e la riorganizzazione degli spazi della Villa Visconti col fine di creare un centro internazionale di formazione ed educazione al cinema ed alla creazione audiovisiva. I lavori di restauro della Villa verranno realizzati sotto la supervisione dell’architetto Massimiliano Fuksas in collegamento con i Comitati creati dall’Alleanza mondiale del cinema e con le autorità di Napoli e del Comune di Forio d’Ischia”.

La firma dovrebbe avvenire a Venezia il 3 di settembre. Naturalmente sono favorevole ad ogni iniziativa che tenda a rilanciare la Fondazione e la residenza che fu di Luchino Visconti al fine di realizzare il progetto culturale, ideato fin dal 1989 da Maurizio Scaparro, che fu alla base della volontà di acquisire la storica villa. Debbo tuttavia rilevare che, in ossequio allo statuto della Fondazione, accordi di tale rilevanza devono essere vagliati dal Consiglio generale, anche per verificare l’attendibilità degli stessi e la qualità dei contraenti. Troppe iniziative, troppi impegni sono stati assunti nel passato in spregio al rispetto dello statuto e della stessa legalità, la cui conseguenza è stata la chiusura della storica residenza insieme ad una miriade di decreti ingiuntivi a fronte di spese non sempre legittimamente autorizzate e spesso senza la copertura finanziaria.

Basti ricordare, ma è solo una esemplificazione, il fitto di una sede di rappresentanza a Roma, con i relativi costi di gestione, e il fitto, incredibile a dirsi, di un’altra sede nel Comune di Ischia. Non so se la firma di questi impegni ad opera del Presidente era a fronte di atti legittimamente assunti. Ad ogni buon conto, nel momento in cui si va a riprendere il cammino sarebbe opportuno accertare lo stato finanziario della Fondazione al fine di non far trovare altri partners di fronte a situazioni incresciose. Se la situazione è arrivata ad un degrado tale da determinare la chiusura della Colombaia certamente ci saranno responsabilità che vanno acclarate. Così come va verificato se la Regione ha sempre rispettato l’apposita legge che prevedeva un contributo di euro 250.000/anno.

Ma, a prescindere da tutto questo, che più volte ho segnalato nel passato, le nuove iniziative, certamente finalizzate allo spirito nobile di rilanciare la Fondazione ed i suoi scopi, devono essere sottoposte al vaglio del Consiglio generale, preposto dallo statuto proprio all’esame di argomenti come quello in parola. Evitare questo adempimento renderebbe illegale ed illegittimo l’atto che si andrebbe ad assumere. Pertanto chiedo che, ad horas, venga convocato il Consiglio generale con all’ordine del giorno l’accordo di programma in parola per poterlo esaminare, ed eventualmente approvare, assumendo per la Fondazione gli impegni che sono demandati allo stesso Consiglio Generale.

Dico questo perché interessato a che la Fondazione riprenda il cammino e i sacrifici fatti, anche da me, si trovino i giusti risultati e si eviti, per sempre, l’immagine di una Fondazione vocata agli sprechi piuttosto che a “produrre” cultura nel nome del grande regista.

*Componente Consiglio Generale e socio fondatore 

Una nuova coscienza pubblica

A.B.
27-08-2009 | 15:42
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 Una sequenza di vicende negative ha interessato nel corso delle ultime settimane due nostri gioielli turistici come Capri e Ischia. Sono del tutto evidenti i difficili problemi di gestione, sviluppo e tutela di queste splendide isole, come dell’inestimabile patrimonio artistico e ambientale dell’Italia: si tratta senza dubbio, come questi episodi lasciano trasparire, di priorità dell’azione del governo a vari livelli, da quello centrale a quelli locali. Questi beni, che sono la nostra principale ricchezza, vanno considerati un vero proprio simbolo unitario del nostro paese e dovrebbero essere protetti da un sistema istituzionale e civile al di fuori da ogni logica di parte.

Poche aree dell’Italia possono, infatti, dirsi immuni da seri problemi di doverosa tutela: basta ricordare le mucillagini dell’Adriatico, rocce delle Dolomiti che si staccano (a dispetto di quello che dice il razzista Borghezio), il disboscamento pauroso, il Po ridotto in molti tratti a fogna a cielo aperto e sottoposto a continua rapina di sabbia dei fondali. Ma, poi, è soprattutto il Sud a fare clamore: in parte giustamente, perché i problemi si presentano in modo più serio e più grave, ma per altri aspetti in modi forzati, strumentali e spesso superficiali.

Ecco, le notizie sono notizie, vanno date, analizzate e commentate. I pregiudizi, invece, sono pregiudizi, ne vediamo tanti nei confronti del Sud. Quando, infatti, parlo, a proposito di Mezzogiorno, di un nuovo movimento, che è tutt’altra cosa rispetto ad un Partito del Sud, non mi riferisco soltanto ad azioni e iniziative politiche culturali che restituiscano l’orgoglio di essere meridionali e valorizzino le ricchezze del Mezzogiorno. Ma sono convinto che occorra recuperare la capacità di guardare in faccia ai problemi del Sud, così come sono, e dunque ai suoi vizi interni. È così giusto mettere l’accento sui doveri oltre che sui diritti del Mezzogiorno e lavorare per radicare sempre di più una nuova coscienza pubblica, sociale e civile che abbia nel rispetto e nella tutela della legalità il suo valore fondativo e unificante.

Perché non fare il Comune unico di Ischia?

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26-02-2009 | 18:38
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di Giovan Giuseppe Mazzella 

Sono un antico socialista riformista e vivo ad Ischia.  Ho sempre votato per lei. Che errore!
Faccio per hobby il polemista sul ‘Golfo’, quotidiano delle isole di Ischia e di Procida. Sono informato della sua azione, diciamo, politica.

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La vitalità di Napoli

A.B.
05-07-2008 | 16:42
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Sono giorni intensi. Tante energie sono mobilitate per superare l’emergenza rifiuti, per contrastare il potere dei clan, per dare ossigeno all’economia. Napoli si confronta dunque con le difficoltà, le tensioni e le speranze di una fase particolarmente delicata. Accanto a problemi gravi, affiora in modo evidente anche la straordinaria vitalità culturale di cui la nostra città è capace.
Si è appena concluso il Napoli Teatro Festival, con 45 mila spettatori per 200 spettacoli e un indotto importante per la città. A pochi giorni dal Festival, piazza Plebiscito, il cuore della città, accoglie il concerto di Zubin Mehta (visto in tv da oltre 1,5 mln di persone, per lo più residenti a nord), il gala di danza con Roberto Bolle, il ritorno di Pino Daniele. Accanto a lui, tanti artisti importanti in un grande concerto per Napoli e dedicato a Napoli. Sono particolarmente lieto che martedì sera si esibiranno sul palco artisti anche molto diversi tra loro e che finalmente saranno assieme. Bene, è così che si fa. Per tutta l’estate, poi, la città sarà Open, aperta a tante iniziative organizzate dal Comune nei luoghi più suggestivi.
L’intera regione si sta animando di eventi e rassegne di rilievo internazionale, dal cinema per ragazzi a Giffoni all’incanto del Festival di Ravello, al cinema di Ischia, alle Conversazioni capresi, a tante altre iniziative che contribuiscono a portare nei nostri territori tanti e tanti turisti, nonostante il settore viva un momento di particolare difficoltà a livello nazionale. Per raggiungere certi risultati servono capacità organizzative e strategie culturali. Sono questi gli elementi che hanno trasformato  – o stanno trasformando – progetti ambiziosi come il Napoli Teatro Festival, Giffoni, Ravello e tanti altri, in successi internazionali.
Per questo, di fronte ai tanti che hanno seguito in TV il concerto in piazza Plebiscito, all’entusiasmo delle decine di attori e registi del Festival, all’energia dei ragazzi di Giffoni e all’incantevole armonia di Ravello, possiamo guardare avanti  sapendo che la nostra identità è fatta anche di questa sensibilità, che il volto della nostra regione è segnato anche da questi inconfondibili lineamenti. In questo senso, lavoriamo ogni giorno per mettere a sistema l’immenso patrimonio culturale della Campania, con una programmazione che punta sulla qualità e con una forte sinergia tra le istituzioni regionali, locali e nazionali.
Abbiamo le energie per andare avanti, per uscire una volta per tutte da una stagione in cui Napoli e la Campania sono state troppo semplicisticamente individuate come simboli di ciò che non va nel nostro Paese. In campi importanti, dalle infrastrutture alle politiche culturali, abbiamo fatto e facciamo più e meglio che in altre parti del Paese. La vitalità e la creatività culturale di queste nostre terre è la nostra principale forza. Sappiamo bene quali sono i nostri problemi, ma anche le forze su cui possiamo contare per risolverli. E’ quello che facciamo ogni giorno, lavorando con tutte le persone che si impegnano per costruire il futuro di questa regione.