di Franco Iacono*
Leggo su Il Golfo del 27 di agosto di un accordo di programma fra l’Alleanza mondiale del cinema, la Regione Campania e il Comune di Forio, per “lanciare una campagna mondiale per il restauro e la riorganizzazione degli spazi della Villa Visconti col fine di creare un centro internazionale di formazione ed educazione al cinema ed alla creazione audiovisiva. I lavori di restauro della Villa verranno realizzati sotto la supervisione dell’architetto Massimiliano Fuksas in collegamento con i Comitati creati dall’Alleanza mondiale del cinema e con le autorità di Napoli e del Comune di Forio d’Ischia”.
La firma dovrebbe avvenire a Venezia il 3 di settembre. Naturalmente sono favorevole ad ogni iniziativa che tenda a rilanciare la Fondazione e la residenza che fu di Luchino Visconti al fine di realizzare il progetto culturale, ideato fin dal 1989 da Maurizio Scaparro, che fu alla base della volontà di acquisire la storica villa. Debbo tuttavia rilevare che, in ossequio allo statuto della Fondazione, accordi di tale rilevanza devono essere vagliati dal Consiglio generale, anche per verificare l’attendibilità degli stessi e la qualità dei contraenti. Troppe iniziative, troppi impegni sono stati assunti nel passato in spregio al rispetto dello statuto e della stessa legalità, la cui conseguenza è stata la chiusura della storica residenza insieme ad una miriade di decreti ingiuntivi a fronte di spese non sempre legittimamente autorizzate e spesso senza la copertura finanziaria.
Basti ricordare, ma è solo una esemplificazione, il fitto di una sede di rappresentanza a Roma, con i relativi costi di gestione, e il fitto, incredibile a dirsi, di un’altra sede nel Comune di Ischia. Non so se la firma di questi impegni ad opera del Presidente era a fronte di atti legittimamente assunti. Ad ogni buon conto, nel momento in cui si va a riprendere il cammino sarebbe opportuno accertare lo stato finanziario della Fondazione al fine di non far trovare altri partners di fronte a situazioni incresciose. Se la situazione è arrivata ad un degrado tale da determinare la chiusura della Colombaia certamente ci saranno responsabilità che vanno acclarate. Così come va verificato se la Regione ha sempre rispettato l’apposita legge che prevedeva un contributo di euro 250.000/anno.
Ma, a prescindere da tutto questo, che più volte ho segnalato nel passato, le nuove iniziative, certamente finalizzate allo spirito nobile di rilanciare la Fondazione ed i suoi scopi, devono essere sottoposte al vaglio del Consiglio generale, preposto dallo statuto proprio all’esame di argomenti come quello in parola. Evitare questo adempimento renderebbe illegale ed illegittimo l’atto che si andrebbe ad assumere. Pertanto chiedo che, ad horas, venga convocato il Consiglio generale con all’ordine del giorno l’accordo di programma in parola per poterlo esaminare, ed eventualmente approvare, assumendo per la Fondazione gli impegni che sono demandati allo stesso Consiglio Generale.
Dico questo perché interessato a che la Fondazione riprenda il cammino e i sacrifici fatti, anche da me, si trovino i giusti risultati e si eviti, per sempre, l’immagine di una Fondazione vocata agli sprechi piuttosto che a “produrre” cultura nel nome del grande regista.
*Componente Consiglio Generale e socio fondatore