di Aurelia del Vecchio
“Il Mattino” ha pubblicato in prima pagina la notizia del bambino dodicenne, napoletano, oggetto in una scuola di Treviso di un vero e proprio attacco razzista da parte dei suoi compagni di scuola. E con l’avallo tacito dei docenti. Un episodio doloroso di xenofobia, che ormai è da considerarsi nel dna di gran parte delle popolazioni settentrionali, ispirata da un movimento politico quale la “Lega Nord”. E che purtroppo, come un pericoloso virus, sta corrompendo l’animo degli italiani, oltre la dovuta solidarietà e con occhio piuttosto rivolto a meri egoismi di campanile, di censo e di razza.
Trovo alquanto ipocrita che “Il Mattino” dia tanto spazio alla suddetta notizia in prima pagina. Avendo esso perduto ogni connotato di quotidiano indipendente e di opinione (e quindi, non organo di partito) quale è diventato negli ultimi tempi. Basta sfogliarlo e il lettore anche meno avveduto si rende conto che il giornale è diventato la cassa armonica monocorde del governo nazionale, ferocemente contro le amministrazioni locali per precisa scelta politica, tranne la Provincia, in attesa di illuminarci quotidianamente sulle future eroiche gesta del condottiero Cesaro.
A conferma di ciò, sarebbe bastevole la notizia del direttore Orfeo al TG2 nazionale, in quota PdL (precisamente l’ala destra, riconducibile alla vecchia AN), per capire l’aria che tira nel giornale di Via Chiatamone. Detto questo, mi sembra il caso di ricordare a “Il Mattino”, che i principali responsabili dell’odio razzista contro i napoletani, sono i leghisti, alleati preferenziali del Presidente del Consiglio. In un certo senso è come dire che il suddetto giornale, esaltando di continuo l’azione del governo, tira la volata per i nemici giurati della città e dei suoi abitanti. Riservandosi poi, l’atto di dolore e di doglianza della citazione dell’orribile episodio di Treviso, come se il lettore fosse veramente sprovveduto di ogni senso critico e capacità di analisi e quindi, non in grado di risalire ai responsabili del dolo.
A questo punto ci sarebbe un modo per “Il Mattino” di ricondurre la sua linea editoriale nell’alveo di un’informazione non di parte: analizzare con coraggio e nettezza cosa sta facendo di concreto per Napoli e per il Mezzogiorno questo governo di destra, in cui la “Lega Nord” ha un ruolo preponderante, a più di un anno dal suo insediamento e considerando, in tal senso, anche i precedenti cinque anni berlusconiani. A parte il lungo elenco di semplici enunciazioni e le varie patacche, tra cui quella della fine dell’emergenza rifiuti. E forse porrei sotto gli inflessibili riflettori di una inchiesta senza sconti l’operato degli industriali cittadini (Lettieri & company) su quanto in coraggio civico ed imprenditoriale hanno dato per la crescita e lo sviluppo della nostra città. Essendo questi ultimi indicati dal quotidiano in questione come i necessari supplenti della politica cittadina, per la salvezza di Napoli e dei napoletani.
Senza focalizzare tali cose, si assisterà ancora ad un dibattito monco e, ripeto, di parte. Che può anche essere svolto nella sua piega ingannevole, ma, per carità, non in nome della libera stampa.