Le ultime vicende europee confermano che il versante internazionale è il vero tallone d’Achille di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra. L’isolamento del governo italiano sui migranti è impressionante ed i primi a prendere le distanze sono proprio i governi di centrodestra dei più importanti paesi europei. In Europa è più difficile giocare sui numeri, sia su quelli in Parlamento sia su quelli dei migranti giunti in Italia. E’ davvero indispensabile che il centrosinistra sappia dare un orizzonte meno provinciale e più alto alla sua battaglia per costruire un’alternativa al governo. L’Italia è nel cuore del Mediterraneo ma il nostro mare è lontanissimo dai pensieri e dalle priorità dell’Italia.
È davvero sbagliato l’atteggiamento del governo sulla vicenda Fiat. Diversi ministri dicono di essere d’accordo con l’invito di Napolitano a un dialogo più costruttivo. Ma i fatti smentiscono le parole. In nome della neutralità non si esercita un ruolo di mediazione. Non si lavora per una legge sulla rappresentanza che può camminare di pari passo con un autonomo accordo tra le parti sociali. Ma così non si è neutrali. Si sta in modo unilaterale da una parte. Dalla parte dei più forti.
La situazione dei rifiuti a Napoli è sempre più grave e difficile. In queste settimane la crisi si è allargata anche a molte aree della provincia dove sono ricomparsi grandi cumuli come nel 2008. Ma ciò che ulteriormente allarma è che, con il progressivo esaurimento della discarica di Chiaiano, si può profilare una crisi peggiore del 2008. Perché rischia di essere senza vie d’uscita, se non si interviene subito e con determinazione.
Un moderno ciclo integrato è l’unica soluzione per risolvere stabilmente il problema. Nell’immediato servono nuove discariche. Almeno due. Nel decreto-legge approvato dalla Camera sono state cancellate tre discariche, tutte assieme, senza scegliere contemporaneamente siti alternativi. È stato poco saggio. Bisogna rimediare a questo problema individuando con gli strumenti consentiti dalle leggi i siti possibili e tecnicamente adeguati. Prima che sia troppo tardi. Bisogna farlo con una comune assunzione di responsabilità di tutte le istituzioni interessate: Governo, Regione, Province e Comune di Napoli. Unitario deve anche essere lo sforzo di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. L’interesse generale viene prima di ogni interesse di parte. I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Sono queste le considerazioni, e le vive preoccupazioni per lo stato delle cose, che mi hanno spinto a sentire telefonicamente il Sottosegretario Gianni Letta, così come avevo già fatto con Berlusconi e Bersani.
La priorità oggi per tutti è togliere i rifiuti dalle strade. Sono in gioco la vita della città e la credibilità dell’Italia. Ognuno è chiamato a dare un suo contributo. Nessuno può girare la testa dall’altra parte.
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I telegiornali trasmettono le reazioni alla riunione del vertice Pdl da parte di alcuni esponenti delle forze di opposizione, interne ed esterne, al centrodestra. Casini parla di sceneggiate e stile napoletane. Perché mai? Per attaccare il Pdl può fare altri paragoni. Si vede che è mezzo bolognese e mezzo romano. La sceneggiata, estiva ed invernale, è una forma artistica degna di attenzione. Fortemente rivalutata anche in sofisticati ambienti intellettuali. Un esempio per tutti è il grande Mario Merola.
Il finiano Urso, invece, sottolinea che la parte sul Mezzogiorno è importante e, dunque, aspetta di vedere cosa dirà la Lega. Nulla, penso. Per la Lega il problema è già risolto. Le risorse per il Mezzogiorno sono da tempo bloccate e dirottate verso il Nord. È quello che è successo in questi anni e continuerà a succedere al di là dei cinque punti. Perché mai la Lega dovrebbe avere problemi?
Tout va bien, madame la Lega.
Mi è stato chiesto di fare un nuovo post e di dire cosa penso dell’operato di Caldoro. Penso che sia davvero singolare il suo comportamento. Quando incontra qualche interlocutore di sinistra sembra che sia disponibile, come sarebbe del tutto naturale e necessario, ad una linea di dialogo e di confronto. Poi, invece, succede sempre il contrario.
La principale anzi l’unica attività finora espressa è la cancellazione del passato. Di tutto il passato, delle scelte positive e di quelle che possono essere legittimamente ritenute sbagliate. A me sembra una politica fondamentalmente negativa e tesa a nascondere (ma quanto può durare?) le contraddizioni interne alla maggioranza e a coprire la volontà di tornare ai “bei tempi” del pentapartito, agli anni ’80. Finora lo sguardo è tutto rivolto indietro e non si intravede ancora nessuna selezione di obiettivi capaci di costruire un futuro.
Nei prossimi tempi si scioglieranno gli interrogativi tuttora aperti e si vedrà meglio la natura più vera di Caldoro che per ora è politicamente “doppia”. Come se fosse assieme dottor Jekyll e mister Hyde. Confronto aperto oppure chiusura cieca, subordinazione a Roma (con appendice casertana) oppure autonomia della Campania e del Mezzogiorno?
Ps Nei prossimi giorni comincio, con un mio amico bolognese, il viaggio di cui ho parlato in un forum al Mattino prima delle elezioni. La prima tappa riguarderà montagne europee. Poi, nelle altre tappe, mete più lontane. Sarà la redazione ad assicurare la continuità del blog.
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Quello che sta avvenendo all’Asl Napoli 1, dove oltre 10mila dipendenti non possono ricevere lo stipendio per via delle richieste di pignoramento da parte dei creditori, ha un solo responsabile: l’emendamento che il Pdl ha inserito nel decreto milleproroghe e fatto approvare al Senato l’11 febbraio scorso. In base a quell’emendamento, l’esecutività dei pignoramenti dei beni delle Regioni impegnate a rientrare dal proprio deficit sanitario è stata anticipata al 1° marzo 2010 rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2010. Tutto questo in aperta violazione del Patto per la Salute tra Governo nazionale e Regioni sottoscritto nel novembre scorso. È stata una vera e propria furbata, fatta passare sotto silenzio, con il solo scopo di favorire interessi di parte. Si rischia ora di pagarne pesanti conseguenze.
In quei giorni gli unici a denunciare la gravità del provvedimento, oltre al sottoscritto (attraverso il blog), sono stati l’ex assessore regionale alla sanità Mario Santangelo e il sub commissario Giuseppe Zuccatelli.
È importante che nelle prossime ore si sblocchi il problema degli stipendi dei dipendenti dell’asl Napoli 1 ed è poi essenziale che in sede parlamentare si torni ai criteri stabiliti nel Patto per la Salute. Si faccia, almeno ora, quello che per assurda iniziativa di alcuni parlamentari del Pdl non fu fatto due mesi fa, quando in Campania c’era una giunta di centrosinistra.
Di seguito, vi riporto quello che hanno detto Santangelo e Zuccatelli in due dichiarazioni battute dall’Ansa l’11 febbraio scorso.
SANITA’:SANTANGELO,DA MILLEPROROGHE DURO COLPO A RISANAMENTO
(ANSA) – NAPOLI, 11 FEB – ”L’emendamento presentato nel Milleproroghe da Gasparri, su input dell’On. Tagliatatela, e fatto proprio dal governo, abroga di fatto l’impossibilita’ di pignorare i beni delle Regioni impegnate a rientrare dal proprio deficit sanitario. Si tratta di un duro colpo al lavoro che Regione Campania e Commissariato stanno portando avanti per riequilibrare i propri bilanci”. Lo dice l’assessore regionale alla Sanita’, Mario Santangelo.
”Il piano individuato per il riequilibrio del bilancio regionale non puo’ fare a meno di un momento di pausa, per innescare un meccanismo virtuoso rivolto all’assestamento del debito. In questo quadro – aggiunge – il blocco dei pignoramenti non ha assolutamente lo scopo di privare i creditori di un loro legittimo diritto, ma, al contrario, quello di consentire alla Regione di liberare i fondi pignorati presso le banche e accelerare i pagamenti”.
”L’emendamento voluto dall’on. Taglialatela, a presunta salvaguardia di alcuni creditori – conclude Santangelo – ha invece un preciso fine politico e dimostra come, al contrario di quanto affermato nelle sue ultime dichiarazioni, oggettivamente strumentali, egli intenda continuare ad asservire la sanita’ all’interesse dei partiti in netto contrasto con quanto la giunta sta attuando”.
(ANSA).
MILLEPROROGHE: SANITA’;ZUCCATELLI,FAVORISCE BANCHE E LEGALI
(ANSA) – NAPOLI, 11 FEB – ”La norma blocca-pignoramenti e’ una norma che il governo aveva appositamente concordato con le Regioni per avviare il processo di risanamento economico delle amministrazioni commissariate”. Lo dice Giuseppe Zuccatelli, sub commissario per la sanita’ in Regione Campania.
“L’abolizione di tale norma e’ un grave scivolone che va contro la salvaguardia della sanita’ campana. Il blocca-pignoramenti serviva a liberare risorse per poter pagare immediatamente i debiti di tutti i fornitori che la sanita’ campana ha accumulato. In questo modo invece – conclude – si rendera’ ancora piu’ problematico, se non impossibile, pagare i debiti, sia quelli vecchi che i nuovi, favorendo esclusivamente le banche e gli studi legali”.
(ANSA).
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Sui conti della Regione Campania e sul patto di stabilità, vi segnaliamo gli articoli principali usciti sulla stampa napoletana.
Corriere del Mezzogiorno, Il Mattino 1-2, Roma, Repubblica
Inoltre, vi segnalo, sempre sullo stesso tema, un intervento su Mezzogiorno Economia di ieri (ripreso anche su Napolionline.org) e un’intervista odierna al Mattino all’economista Mariano D’Antonio. Come si vede, Caldoro avrebbe fatto meglio a leggere con più attenzione l’intervento di D’Antonio. Spero che ora, dopo aver letto l’intervista al Mattino, sia almeno più cauto. Capisco, infatti, che tutto questo infondato allarmismo aiuta a coprire le difficoltà politiche dentro il centrodestra, a Napoli come a Roma, e i problemi legati alla composizione della nuova Giunta, ma insomma…
…è ora di cominciare ad essere più istituzionali.
A.B.
È, di queste ore, la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la nuova legge sull’immigrazione della Campania, approvata dal Consiglio Regionale il 19 gennaio scorso. Il Governo ne contesta le disposizioni normative che garantiscono i servizi socio-assistenziali e sanitari di base anche per i cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno. Si tratta di un passaggio fondamentale della nostra legge, perché fa riferimento alla salvaguardia universale della dignità personale, in linea con quanto è scritto nel nostro Statuto Regionale.
Anche la nuova legge elettorale regionale era stata impugnata dal Governo presso la Consulta. Eppure si trattava di una legge giusta e innovativa, che promuoveva la partecipazione e l’accesso alle istituzioni da parte delle donne. Il ricorso del Governo è stato giustamente respinto. Ed anche alla prova dei fatti la legge elettorale regionale ha funzionato in maniera molto positiva. Sono state, infatti, elette 14 donne in un Consiglio Regionale che, in Campania, è rimasto di 60 consiglieri (circa uno ogni 100mila abitanti), a differenza di altre regioni dove pur avendo aumentato, e di molto, il numero dei seggi, sono state elette pochissime donne.
È sempre di queste ore, inoltre, la notizia che la brutta normativa del Governo sull’immigrazione è stata smentita alla prova dei fatti. I sei immigrati clandestini minorenni, fermi per due giorni su un’imbarcazione nel porto di Napoli, sono stati infatti affidati ad una struttura di assistenza, dopo essere stati trattenuti nel Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi in aperta violazione dei principi dei trattati internazionali.
L’augurio è che anche sulla nostra legge regionale per l’immigrazione la Consulta possa smentire di nuovo il Governo, confermando che la nostra legge regionale si muove dentro principi di moderna civiltà e dentro quella linea di valorizzazione dei diritti della persona umana che si ritrovano fortemente nello spirito della nostra Costituzione.
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Oggi, ricordando la bella e ancora molto attuale figura di Enrico De Nicola sono state dette parole importanti nell’aula di Castel Capuano.
Parole che devono costituire il cuore pulsante, i valori unificanti di un Paese come il nostro. Una sorta di decalogo da consegnare a chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di governo oppure di opposizione.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giustamente sviluppato la linea già espressa nel messaggio di fine anno, sottolineando il tema centrale della “coesione nazionale”, decisivo per affrontare i problemi più gravi nell’interesse generale. “La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione – ha aggiunto Napolitano – non esclude che si riproponga, in momenti di prove serie per il Paese, l’esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale” .
Di elevato profilo istituzionale è stato anche il monito lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “In un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide”.
È innanzitutto sul Mezzogiorno, vorrei sottolineare, che si deve esprimere il comune interesse nazionale e si deve mettere in primo piano ciò che unisce.
È tempo di aprire una nuova stagione politica e culturale. Sempre di più il Sud deve rappresentare il banco di prova di un nuovo clima istituzionale e tutti dobbiamo dare un contributo in questa direzione.

