A.B.
01-01-2010 | 12:07
Subito dopo il suo discorso agli italiani, ho fatto al presidente Napolitano i più forti complimenti e ringraziamenti per la carica civile e morale che ha saputo trasmettere a tutti. Lavoratori, giovani e Mezzogiorno sono stati il cuore del messaggio. Un giusto ancoraggio alla realtà, ai problemi veri dell’Italia reale evitando così quel rischio politicista che è, di questi tempi, così forte.
Migliori opportunità di lavoro e nuove tutele per i precari, maggiori spazi per i nostri giovani, una più alta quantità e qualità dello sviluppo e della crescita del Mezzogiorno sono le basi su cui bisogna costruire un’Italia più giusta e più coesa. La crisi, ancora seria e preoccupante soprattutto sul versante dell’occupazione, dev’essere l’occasione per rimettere in moto e far crescere nella maniera giusta il nostro paese, troppo fermo e bloccato negli ultimi quindici anni.
“A tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare”, dice il presidente Napolitano, facendo riferimento alla riforma degli ammortizzatori sociali, alla riforma fiscale e, poi, alle riforme istituzionali per avere uno stato più moderno e più giusto che sia anzitutto dalla parte dei giovani, dei precari, delle famiglie e dei lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi. Le istituzioni, le forze sociali, civili e politiche devono raccogliere il forte appello del presidente Napolitano. Il 2010 dev’essere l’anno di riforme condivise. Quelle riforme sociali, economiche ed istituzionali di cui l’Italia ha bisogno. Questo è anche il nostro auspicio e il nostro impegno.
Ben tornato a Napoli, signor Presidente, e buon soggiorno nella sua e nella nostra città che in questi giorni è ricca di iniziative culturali e richiama tanti visitatori italiani e stranieri.
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28-10-2009 | 18:55
di Marcello D’Ambrosio
Caro presidente, complimenti per l’ottimo risultato. Il voto dimostra l’affetto dei napoletani nei suoi confronti. Avanti così. Che si sia deluchiani, franceschiniani o mariniani lei raprresenta una grande risorsa per il PD e per la politica campana. E quanto successo finora non rende giustizia alla sua storia politica. Avrà l’occasione per riscattarsi. Leggi tutto »
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06-10-2009 | 11:32
di Luca Coppola
Ho l’impressione che a Napoli e dintorni, invece di andare avanti, di immaginare un futuro e un presente all’altezza dei sogni e dei desideri che un giovane legittimamente coltiva, si rischi seriamente di andare indietro. Ho l’impressione che le sane battaglie per la civiltà, la legalità e l’amore per la propria terra rischino di trasformarsi in battaglie contro i mulini a vento. Leggi tutto »
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06-10-2009 | 11:04
di Manuele Lanza
Ho letto dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno che Radio Onda Pazza di San Giovanni a Teduccio rischia la chiusura per mancanza di fondi. Io ho conosciuto i ragazzi della radio in varie manifestazioni che hanno promosso sul quartiere e non solo. Leggi tutto »
A.B.
18-09-2009 | 17:48
Oggi l’Italia intera è in lutto per i sei giovani, e tra questi due nostri concittadini, caduti a Kabul mentre erano impegnati in una difficile missione di pace. Un anno fa sei immigrati ghanesi furono massacrati dalla camorra a Castelvolturno dove erano giunti alla ricerca di un lavoro.
Viviamo in un’era di massimo e impensabile - fino a qualche anno fa - sviluppo tecnologico e globale. Eppure migliaia, milioni di donne, uomini e, soprattutto, giovani continuano a morire nel tentativo di cercare un lavoro che li sfami e gli consenta di vivere in condizioni di pace. Si tratta di due bisogni elementari, a cui ognuno di noi aspira, ma che purtroppo, ancora oggi, non sono affatto scontati.
Sui barconi, in mezzo al mare, all’interno di fabbriche e cantieri, nei campi di raccolta, ai varchi di frontiera, in zone militarmente strategiche, si continua a morire. Un esercito sterminato di vittime, quasi sempre anonime, paga col prezzo della vita uno sviluppo globale distorto e non equilibrato.
La piccola folla radunatasi oggi a Castelvolturno è un monito per tutti. E’ la dimostrazione che la nostra memoria è troppo corta. Così come troppo bassa è la consapevolezza, a tutti i livelli e a tutte le latitudini, che pace e lavoro devono essere i due pilastri fondamentali su cui fondare il nostro futuro.
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07-09-2009 | 15:12
di Gennaro Melillo
Dai tempi più remoti, una delle professioni più belle è quella degli ufficiali di mare: venga
essa esercitata nella Marina militare oppure nella Marina mercantile. Per gli uni il lavoro è statale per gli altri è privato. I primi sono preparati dallo Stato. Accedono all’Accademia di Livorno che seleziona, tra i più raccomandati, i meglio preparati nella scuola secondaria, con certa ritrosia per i meridionali.
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27-07-2009 | 12:39
di Tommaso Fonzo
Se dovessimo accostare un volto, un’immagine alla decadenza economica di Napoli e, per certi versi, dell’intero Mezzogiorno d’Italia, ci verrebbe da pensare a Vincenzo Buonocore, l’operaio protagonista de “La dismissione” dell’ Ilva nel noto romanzo di Ermanno Rea. L’ immagine è quella della fabbrica come identità, solidarietà, forza e sicurezza, la cui demolizione non è solo la distruzione di una struttura e della sua attività, ma è anche il disfacimento degli uomini che vi lavorano. Leggi tutto »
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03-06-2009 | 10:26
di Margherita Gaballo
Ho letto tutte le discussioni sul suo blog, ma una in particolare ha attirato la mia attenzione: è l’appello a San Gennaro da parte delle mamme e degli operatori sociali dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Esso è stato pubblicato il 3 ottobre 2007. E’ il giorno in cui San Francesco donò la sua anima a Dio. San Gennaro ed il Poverello di Assisi sono due enormi pilastri nella storia della santità. Leggi tutto »
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12-02-2009 | 18:06
di Pasquale Acconcia
Abito a Capodrise. Non c’e un aiuto per noi ragazzi. Il sindaco non si impegna nel sociale. Per fortuna c’è la Proloco di Capodrise di cui faccio parte. Ci facciamo in quattro, senza fondi. Ci rimettiamo di tasca nostra, per aiutare i ragazzi e le famiglie che ne hanno bisogno e ce ne sono tante (che non arrivano a fine mese). Gente che non sa cosa mangiare, veramente ti viene da piangere. Presidente, speriamo in lei e di poterla invitare qui. Grazie.
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04-02-2009 | 12:08
di Flavio Auriemma
Caro Antonio, tu non mi conosci e io sono un “bassoliniano” doc di Portici di 25 anni e mi sento di dirti che sei un grande! Sai, non è facile a 25 anni fare politica, specie quando come me dal nulla in soli cinque anni riesci a crescere, lavorando con tutte le tue forze dal mattino alla sera, costituendo finalmente la mia spa con 300mila euro di capitale. Ma, nonostante tutto, cerco di dare tanto al mio partito e al mio paese. Non mollare mai, continua a fare politica propositiva… quella dei fatti!
Forse sei troppo buono e molti secondo me se ne approfittano. Sei grande Anto’!