Clima istituzionale e Sud

A.B.
05-01-2010 | 18:38
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 Oggi, ricordando la bella e ancora molto attuale figura di Enrico De Nicola sono state dette parole importanti nell’aula di Castel Capuano.

Parole che devono costituire il cuore pulsante, i valori unificanti di un Paese come il nostro. Una sorta di decalogo da consegnare a chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di governo oppure di opposizione.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giustamente sviluppato la linea già espressa nel messaggio di fine anno, sottolineando il tema centrale della “coesione nazionale”, decisivo per affrontare i problemi più gravi nell’interesse generale. “La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione – ha aggiunto Napolitano – non esclude che si riproponga, in momenti di prove serie per il Paese, l’esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale” .

Di elevato profilo istituzionale è stato anche il monito lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “In un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide”.

È innanzitutto sul Mezzogiorno, vorrei sottolineare, che si deve esprimere il comune interesse nazionale e si deve mettere in primo piano ciò che unisce.

È tempo di aprire una nuova stagione politica e culturale. Sempre di più il Sud deve rappresentare il banco di prova di un nuovo clima istituzionale e tutti dobbiamo dare un contributo in questa direzione.

Ben tornato Presidente

A.B.
01-01-2010 | 12:07
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Subito dopo il suo discorso agli italiani, ho fatto al presidente Napolitano i più forti complimenti e ringraziamenti per la carica civile e morale che ha saputo trasmettere a tutti. Lavoratori, giovani e Mezzogiorno sono stati il cuore del messaggio. Un giusto ancoraggio alla realtà, ai problemi veri dell’Italia reale evitando così quel rischio politicista che è, di questi tempi, così forte.

Migliori opportunità di lavoro e nuove tutele per i precari, maggiori spazi per i nostri giovani, una più alta quantità e qualità dello sviluppo e della crescita del Mezzogiorno sono le basi su cui bisogna costruire un’Italia più giusta e più coesa. La crisi, ancora seria e preoccupante soprattutto sul versante dell’occupazione, dev’essere l’occasione per rimettere in moto e far crescere nella maniera giusta il nostro paese, troppo fermo e bloccato negli ultimi quindici anni.

“A tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare”, dice il presidente Napolitano, facendo riferimento alla riforma degli ammortizzatori sociali, alla riforma fiscale e, poi, alle riforme istituzionali per avere uno stato più moderno e più giusto che sia anzitutto dalla parte dei giovani, dei precari, delle famiglie e dei lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi. Le istituzioni, le forze sociali, civili e politiche devono raccogliere il forte appello del presidente Napolitano. Il 2010 dev’essere l’anno di riforme condivise. Quelle riforme sociali, economiche ed istituzionali di cui l’Italia ha bisogno. Questo è anche il nostro auspicio e il nostro impegno.

Ben tornato a Napoli, signor Presidente, e buon soggiorno nella sua e nella nostra città che in questi giorni è ricca di iniziative culturali e richiama tanti visitatori italiani e stranieri.

La cortina di ferro del ministro Brunetta

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25-11-2009 | 13:27
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di Aurelia del Vecchio

Il ministro Brunetta ci ha abituato all’impetuosità dei suoi convincimenti, di continuo esternati. La qual cosa sarebbe altamente positiva, dal punto di vista della sincerità e genuinità. Ma il ministro, nella frettolosità delle sue affermazioni, si pone spesso fuori dal normale andamento di quello che dovrebbe essere il sereno confronto democratico. Fino a scivolare nell’offesa verso chi gli obietta anche la più piccola critica. Leggi tutto »

Casini e De Mita, “campioni” di coerenza

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22-05-2009 | 16:32
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di Aurelia del Vecchio

Dalle pagine napoletane de “La Repubblica” del 21 maggio si apprende che in Campania l’UdC di Casini è alleato con il PdL per cacciare Bassolino. Viene spontaneo pensare che la politica italiana è una strana cosa (a parte l’anomalia berlusconiana), con un che di schizofrenico. Il che la rende ancora più indecifrabile per i cittadini. O forse no! In quanto proprio per effetto delle contraddizioni evidenti di partiti ed esponenti politici risulta più che mai facile leggere nell’intrigato gioco di alleanze, ex alleanze e sopraggiunte inimicizie politiche.

E’ bene ricordare che Casini proviene da quasi un quindicennio di fedele alleanza con Berlusconi, AN, la Lega Nord e destra estrema, dalla quale compagine si è discostato da poco, dopo che il dolo per il Paese si è compiuto in toto. E l’esponente centrista in tutto questo tempo ha assecondato le peggiori pulsioni di Berlusconi, le sue leggi ad personam, la presente e nefanda legge elettorale, per disciplina di schieramento non ha votato per l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tra l’altro nell’UdC fa spicco la presenza di Ciriaco De Mita, transfuga in tal partito dopo l’esclusione dalle liste del PD alle ultime elezioni politiche, scelta effettuata per permettere un reale ricambio della classe politica. Ma vissuta dal leader di Nusco con stizza bizzosa, che ne ha ridimensionato di molto la presunta grandezza politica. Egli per lunghi anni è stato convinto alleato e sostenitore di Bassolino, contro la destra e contro lo stesso UdC. A pieno titolo dunque, corresponsabile della “cattiva politica del centro-sinistra”, così come sostiene il segretario dell’UdC.

Se Casini e De Mita sono alla ricerca per se stessi di una verginità politica e di credibilità, dopo tante ineffabili giravolte, credo modestamente che abbiano scelto la strada sbagliata. In quanto alleandosi con l’inespressivo ed inquietante PdL campano solo per cacciare il governatore ed il sindaco di Napoli Iervolino, senza che nessuno dei due soggetti, PdL e UdC abbiano un credibile ed alternativo progetto amministrativo, non porterà alcunché di buono e di costruttivo per le nostre plaghe. O si condividerà, in caso di una non auspicabile vittoria della destra, solo una grossa bolla speculativa, a Napoli ed in Campania, a favore di soliti noti e contro il bene comune, fino ad adesso tenuta lontano proprio dai “deprecabili” governi di centro-sinistra.

Meglio il “giovane” Scalfaro

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25-02-2009 | 19:14
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di Lino d’Antonio

Come riuscire a trovare nel linguaggio corrente un termine, un’espressione, che possano essere sintesi simultanea tra quella che è una forma di insorgenza civile di una parte cospicua di Paese e la vacua etichettatura, che ad essa vorrebbe imprimere una destra politica e culturale, priva di argomentazioni da obiettare? Leggi tutto »

Un inquietante Bruno Vespa

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20-02-2009 | 19:22
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di Aurelia del Vecchio

Noto, senza alcuna condivisione, anzi con riprovazione, che Bruno Vespa ha riproposto su “Il Mattino”, così come ha fatto in TV, una semplificazione della vicenda Englaro, che per precisa e non encomiabile scelta governativa è diventata preminente fatto politico. Mentre avrebbe dovuto conservare i contorni di una dolorosissima vicenda umana, degna di considerazione verso una famiglia nella tragedia da ben 17 anni. Leggi tutto »

A difesa della Costituzione

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18-02-2009 | 20:27
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di Lino d’Antonio

Ho rivolto il pensiero all’iniziativa straordinaria promossa da “Libera Cittadinanza”, “Berlusconi al Quirinale mai”, che ha raccolto molti consensi nel Paese. Nella politica italiana, però, contano i numeri e una massiccia dose di pragmatismo, al di là di quelli che possono essere i desideri e gli auspici di una parte politica. Leggi tutto »

Belusconi, la scuola e la necessità di fare marcia indietro

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27-10-2008 | 17:43
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di E. L.

Mi rivolgo a Berlusconi. Si è letto e si è scritto tantissimo e di più su di una certa sua insofferenza verso qualsiasi forma di dissenso con forme di velate minacce o addirittura come ispiratore di provvedimenti repressivi come quello che si sono prospettati in queste ore per la scuola. Io non ci credo e non oso neppure pensarlo. L’attenzione che lei sta dimostrando verso la nostra regione soprattutto verso la città di Napoli mi fa ben sperare che lei possa riprendere quel filo di dialogo necessario alla risoluzione dei problemi. Dialogo che lei sa condurre con intelligenza e maestria ed è proprio qui in Campania che ne abbiamo sperimentato e raccolto i frutti positivi a partire dalla collaborazione con le istituzioni locali.

Lei Cavaliere, che ama la cultura della nostra terra, che non perde mai l’occasione di ringraziare il Presidente della Repubblica Napolitano quale persona dotata di grande equilibrio politico e morale e che oggi la invita ad una ripresa di dialogo sui temi scottanti della scuola, mi consenta di poterle dare un consiglio tutto napoletano che spero sicuramente apprezzerà.

“L’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è il momento di fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura”.  Tratto dal Sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo.

Ancora pane e cicoria…

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06-10-2007 | 17:53
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di E.L. 

Deve essergli rimasto ancora l’amaro in bocca al Vice Premier Francesco Rutelli, da quando l’ultima volta dichiarò di aver mangiato anzi ingoiato pane e cicoria, per regalare ai giornali campani titoli da prima pagina in cui si accusa che la candidatura Iannuzzi nel Partito Democratico sia il frutto di una intesa tra apparati.

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