A.B.
05-01-2010 | 18:38
Oggi, ricordando la bella e ancora molto attuale figura di Enrico De Nicola sono state dette parole importanti nell’aula di Castel Capuano.
Parole che devono costituire il cuore pulsante, i valori unificanti di un Paese come il nostro. Una sorta di decalogo da consegnare a chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di governo oppure di opposizione.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giustamente sviluppato la linea già espressa nel messaggio di fine anno, sottolineando il tema centrale della “coesione nazionale”, decisivo per affrontare i problemi più gravi nell’interesse generale. “La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione – ha aggiunto Napolitano – non esclude che si riproponga, in momenti di prove serie per il Paese, l’esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale” .
Di elevato profilo istituzionale è stato anche il monito lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “In un sistema bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide”.
È innanzitutto sul Mezzogiorno, vorrei sottolineare, che si deve esprimere il comune interesse nazionale e si deve mettere in primo piano ciò che unisce.
È tempo di aprire una nuova stagione politica e culturale. Sempre di più il Sud deve rappresentare il banco di prova di un nuovo clima istituzionale e tutti dobbiamo dare un contributo in questa direzione.
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05-01-2010 | 17:59
di Aurelia del Vecchio
“La Repubblica” di Napoli titola così un articolo di Pietro Soldi: “Il partito non c’è più, nascono le Fondazioni”. L’estensore ne parla come un fenomeno di moda, che comunque cela notevole ambiguità. Ciò sarebbe dovuto al fatto che a simile escamotage ricorrono soprattutto politici in declino, in evidente difficoltà all’interno dei propri partiti. Leggi tutto »
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06-05-2009 | 08:55
di Lino d’Antonio
Non riesco a liberarmi di una sensazione sgradevole e cioè che, all’interno della destra italiana, tra i vari attori in campo, sia in atto un vero e proprio gioco delle parti. Che in breve tempo può portare verso la presa di un potere assoluto. Leggi tutto »
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06-08-2008 | 15:07
di Lino D’Antonio
Da cittadino democratico, auspicherei che una “Alleanza Nazionale”, sdegnata, smentisse quanto riportato da “La Repubblica” del 30 luglio, in pagina locale e nazionale e cioè il fatto che, dietro ai disordini di chiara marca xenofoba, di questi giorni a Napoli, precisamente a Pianura e a Scampia, contro gli immigrati africani rimasti senza alloggio, vi siano politici riconducibili al suddetto partito. Leggi tutto »
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06-05-2008 | 10:00
di Lino D’Antonio
Perdura uno smarrimento nelle file democratiche, dopo la sconfitta del 13 e 14 aprile, che raggiunge l’acme con la perdita del Comune di Roma. Ma non sarebbe il caso di elaborare finalmente “questo lutto”, che sembra aver colpito lo schieramento progressista, con il rischio di una pericolosa dispersione di consensi? Leggi tutto »
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07-01-2008 | 07:57
di Lino D’Antonio
Al di là dell’immane problema dei rifiuti, per i quali c’è la pubblica dichiarazione da parte dei vertici istituzionali di risolverlo al più presto ed in maniera radicale e che come cittadino auspico fortemente, non posso non essere preoccupato dalla situazione, che si sta creando in città.
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A.B.
10-12-2007 | 17:55
Ieri mattina sono andato in un paesino del Cilento e, dopo più di due mesi, ho ripreso a corricchiare.
In una curva, passo vicino a una piccola macchina con dentro quattro signore più o meno della mia generazione. Poco dopo, la macchina torna indietro, mi si affianca. Si apre un finestrino e le signore mi dicono: “tenga duro, non si faccia intimorire”. E’ una situazione che, ultimamente, si ripete spesso – anche in diversi messaggi che ricevo sul blog – e mi fa riflettere.
Anche stavolta ho sorriso cordialmente, e ho ripreso il mio percorso chiedendomi a cosa si potessero riferire.
Alle vergognose strumentalizzazioni di Fini e di altri su una vicenda giudiziaria che ad un certo punto si concluderà, mi suggeriscono la mia coscienza e la mia fiducia nella giustizia, come le numerose altre, e cioè con la verifica della mia estraneità ad ogni forma di illegalità? Oppure a ciò che è successo nei mesi scorsi e nelle settimane scorse, con l’aspra battaglia che si è consumata attorno all’elezione del segretario regionale e del coordinatore provinciale del Partito democratico?
Comunque, sì, non mi faccio certo intimorire e tengo duro. Almeno fino a quando vi sono tante signore e tanti uomini che, pur consapevoli dei problemi enormi che abbiamo di fronte, guardano con fiducia e speranza alla nostra azione.
E’ proprio ai cittadini che penso.
Figuriamoci dunque se non guardo avanti.
A Napoli il nuovo partito, per il quale ho lavorato fin dal lontano 1996 (un Partito dell’Ulivo, allora), nasce nel modo più vecchio, con metodi lontani mille miglia dal bisogno di reinventare il rapporto tra partiti e società. Ma il senso delle istituzioni, la necessità di non farsi mai invischiare in logiche ristrette spingono a comportarsi con doverosa serietà.
Niente guerra, ma coscienza che è successo un fatto grave e che si è commesso un pesante errore politico. Voglio continuare a lavorare dunque con serenità per superare questo errore e per affermare, nel nuovo partito, una giusta cultura politica: saper parlare, più che al proprio interno, a Napoli e all’Italia.