Il nostro piano anticrisi, varato dalla Regione anche grazie a un positivo confronto con sindacati ed imprese, si concentra su alcune scelte che riteniamo centrali.
Sosteniamo innanzitutto i lavoratori in difficoltà. Investiamo 100 milioni di euro di fondi europei per offrire percorsi formativi e di orientamento ai lavoratori in cassa integrazione, in mobilità e agli atipici che non si sono visti rinnovare i contratti. Integriamo così il loro reddito in questa fase tanto critica. I provvedimenti riguardano la Fiat, il settore auto ed altri importanti settori produttivi. Sono rivolti alle grandi ed alle piccole e medie imprese.
Per rilanciare i consumi e allentare la pressione sulle aziende abbiamo deciso di sbloccare diversi pagamenti arretrati e di accelerare quelli previsti in questi mesi. In questo modo la Regione immetterà 2,5 miliardi di liquidità nel sistema Campania, migliorando il potere d’acquisto di tante famiglie e i conti di tante imprese.
Prevediamo anche 60 milioni di euro per risanare i debiti a breve termine delle aziende. E’ ossigeno importante in una fase in cui è particolarmente difficile per loro accedere al credito.
Il piano interviene anche per accelerare misure fondamentali per la coesione sociale: l’erogazione del reddito regionale di cittadinanza da parte dei Comuni, gli interventi sull’edilizia scolastica, la riqualificazione delle città più piccole, i servizi di assistenza domiciliare e gli asili nido.
Questo è il terreno fondamentale su cui vogliamo impegnarci. La crisi che colpisce sempre più duramente l’Italia e il Mezzogiorno cambia l’agenda politica del Paese. E’ la nostra priorità assoluta. E’ importante affrontarla con la forte volontà di difendere e innovare il nostro sistema imprenditoriale e produttivo. Ma al tempo stesso serve la massima attenzione per le fasce più deboli della società, per evitare in ogni modo che aumenti il divario tra “forti” e “deboli” e che si giunga a nuove drammatiche “guerre tra poveri”.
Il piano varato in queste ore rappresenta una sfida impegnativa per noi e per tutti i soggetti coinvolti nella gestione. E’ nostro dovere realizzarlo in tempi giusti, come ci hanno chiesto sindacati e imprese nelle riunioni di questi giorni.
E’ decisivo che si accompagni a un coerente piano nazionale che segni una ripresa di iniziativa ed una svolta necessaria del governo nei confronti dell’economia meridionale.
Nessuno sa quanto dureranno la crisi e la recessione e questo rende tutto più difficile. Sappiamo di sicuro, però, che ogni istituzione, ogni forza sociale, ognuno di noi ha l’obbligo di impegnare le proprie energie per governare la crisi e delineare una nuova prospettiva di sviluppo. Questo è oggi il cuore della politica. Tutto il resto viene dopo.