Grecia a chi?/2

Redazione
27-04-2010 | 13:08
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Sui conti della Regione Campania e sul patto di stabilità, vi segnaliamo gli articoli principali usciti sulla stampa napoletana.  

Corriere del Mezzogiorno, Il Mattino 1-2, Roma, Repubblica

Inoltre, vi segnalo, sempre sullo stesso tema, un intervento su Mezzogiorno Economia di ieri (ripreso anche su Napolionline.org) e un’intervista odierna al Mattino all’economista Mariano D’Antonio. Come si vede, Caldoro avrebbe fatto meglio a leggere con più attenzione l’intervento di D’Antonio. Spero che ora, dopo aver letto l’intervista al Mattino, sia almeno più cauto.  Capisco, infatti, che tutto questo infondato allarmismo aiuta a coprire le difficoltà politiche dentro il centrodestra, a Napoli come a Roma, e i problemi legati alla composizione della nuova Giunta, ma insomma…

è ora di cominciare ad essere più istituzionali.

A.B.

Dare un futuro alla scuola

A.B.
30-08-2008 | 17:44
120 commenti »

Sono giorni di grande preoccupazione per chi ha a che fare con il mondo della scuola. Alla più importante delle nostre istituzioni viene chiesto, giustamente, di rinnovarsi e di recuperare terreno sul fronte della qualità, delle strutture e dei servizi offerti ai giovani, avendo però sempre meno risorse a disposizione. Non c’è ancora alcun dato definitivo, ma è scontato che, per effetto delle decisioni del precedente e dell’attuale governo, ci saranno ingenti tagli di organico nel sistema scolastico.

Solo per quanto riguarda la Campania, potrebbero essere oltre tremila i posti in meno tra insegnanti, bidelli, personale amministrativo. Una riduzione di personale significativa, che toccherà soprattutto i precari, e quindi coloro che sono più deboli sul mercato del lavoro. Una situazione delicata. Perché un conto è razionalizzare il sistema scolastico, ridurne gli sprechi, intervenire sulle inefficienze. Un altro è metterne in crisi le fondamenta e impedirgli di compiere quel recupero di competitività che tutti auspichiamo.

Penso che su questo fronte serva una riflessione seria da parte di tutti. Negli scorsi mesi, la Regione ha stanziato 100 milioni di euro per diverse iniziative nel campo dell’istruzione pubblica, grazie ai quali il Ministero può impiegare circa 800 insegnanti. Altri 300 milioni, è decisione di questi giorni, sono stati destinati alla costruzione o alla ristrutturazione di edifici scolastici presenti sul nostro territorio (uno stanziamento pari a tre volte quello nazionale nello stesso settore). Ma anche a livello nazionale è necessario un grande impegno per modernizzare e potenziare il sistema scolastico.

Nelle prossime ore, insieme all’assessore Gabriele, chiederemo un incontro al ministro dell’Istruzione Gelmini, per fare il punto della situazione campana e per decidere insieme quali correttivi mettere in atto, a partire già dalla prossima finanziaria. Di grande importanza sarebbero iniziative e interventi dei parlamentari campani, così da sensibilizzare direttamente parlamento e governo su questo grande tema. La scuola ha il compito di costruire il futuro del nostro Paese. Per questo dev’essere compito di noi tutti fare in modo che la scuola abbia un futuro.

Buone notizie in pillole

A.B.
01-12-2007 | 16:35
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Assieme a tanti problemi, ci sono anche buone notizie per la Campania e il Mezzogiorno.
1)   Nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria approvato dal Senato, è stata accolta la nostra richiesta di non inserire i fondi europei all’interno dei limiti posti dal patto di stabilità.

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Casa e lavoro, lettera a un giovane campano

A.B.
03-11-2007 | 17:50
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Caro Peppe Russo,

credo che il suo messaggio esprima la condizione di tanti giovani campani. Studi universitari di buona qualità svolti nella nostra regione, esperienze di lavoro fuori e poi un rientro a volte legato a esigenze di vita personali e affettive, con tante difficoltà nel progettare la propria crescita, il proprio futuro.

Si tratta certo di una grande questione nazionale, dovuta a un sistema in cui i rischi e l’incertezza dovuti all’andamento dell’economia vengono caricati soprattutto sulle spalle di chi è più giovane, persino quando è più qualificato e più adatto a gestire il cambiamento.

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