Il Forum delle Culture può essere una grande opportunità, per Napoli e per l’Italia. In questi giorni si è sviluppata un’intensa discussione su un evento così importante. Per quanto mi riguarda, penso sia necessario partire da un punto fermo: la nostra città – anche attraverso il Forum - torna ad essere una risorsa fondamentale per lo sviluppo, la cultura e la promozione dell’intero Paese nel mondo. Napoli ha tutti i requisiti per svolgere questo ruolo fondamentale, grazie alla sua storia, alla sua posizione strategica, alla sua millenaria tradizione multiculturale. Il Forum delle Culture non può che essere un “grande evento”. Altrimenti sarebbe una contraddizione in re ipsa. E’ dunque necessario che Governo, Comune e Regione si siedano attorno a un tavolo per decidere come valorizzare al massimo questa iniziativa.

Il Forum avrà successo solo se ciascuno – sulla base del ruolo e delle competenze istituzionali che gli spettano – saprà fare la sua parte nel modo più giusto. Nei prossimi giorni il governo nazionale, la Regione e, soprattutto, la città di Napoli – che è titolare del Forum, conquistato grazie all’ostinato ed efficace lavoro dell’assessore Oddati – dovranno mettere in campo soluzioni concrete di collaborazione per gestire al meglio questa iniziativa. Bisognerà lavorare, da parte di tutti, con rispetto reciproco e senza prevaricazioni. Per quanto ci riguarda, come già accade per il restauro del San Carlo, per il Festival Nazionale del Teatro e per tante iniziative culturali, faremo tutto ciò che è giusto e doveroso fare perché il Forum sia un’occasione vera di crescita. Possiamo e dobbiamo puntare in alto, coinvolgendo il meglio dell’industria culturale italiana e internazionale, pubblica e privata. E poi scuole, università, centri di ricerca e di sapere, associazioni e istituzioni attive a livello globale sul fronte del multiculturalismo. Il Forum dunque, come grande iniziativa aperta, una finestra sul mondo e dal mondo verso Napoli e l’Italia. Solo così potremo dare un impulso strutturale e costante allo sviluppo della nostra città, che deve diventare la sede permanente del dialogo e dell’incontro tra culture, religioni ed esperienze diverse.