di Lino d’Antonio

Per tanti, fortunatamente, il 25 Aprile non è un rituale stanco e formale, di pura retorica. Ecco perché tale ricorrenza non può prescindere dal contesto del presente così affannato e penoso. Reso ancor più grave dalla grave congiuntura economica e da un luttuoso evento naturale quale il terremoto in Abruzzo, intorno alle quali cose si specula e si sciacalleggia per meri fini di parte.
Anche l’afflato preoccupato di intere categorie di cittadini di fronte alla crisi ed il dolore aspro e composto di una parte d’Italia, entrano nella grande ed ingannevole kermesse mediatica, che purtroppo cadenza ogni attimo della vita nazionale.

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