La festa di liberazione non è retorica

Utenti
30-04-2009 | 10:26
commenti assenti »

di Lino d’Antonio

Per tanti, fortunatamente, il 25 Aprile non è un rituale stanco e formale, di pura retorica. Ecco perché tale ricorrenza non può prescindere dal contesto del presente così affannato e penoso. Reso ancor più grave dalla grave congiuntura economica e da un luttuoso evento naturale quale il terremoto in Abruzzo, intorno alle quali cose si specula e si sciacalleggia per meri fini di parte.
Anche l’afflato preoccupato di intere categorie di cittadini di fronte alla crisi ed il dolore aspro e composto di una parte d’Italia, entrano nella grande ed ingannevole kermesse mediatica, che purtroppo cadenza ogni attimo della vita nazionale.

Leggi tutto »

Ritorno al 25 aprile

Utenti
23-04-2008 | 18:01
commenti assenti »

di Lino D’Antonio

E’ più che mai necessario ritornare ad una celebrazione solenne, esaltandone il significato profondo, del 25 aprile, festa della Liberazione e dell’insieme dei valori, fondanti della nostra democrazia, dopo il buio del regime fascista e della conseguente sciagurata guerra. C’è attualmente un attacco furioso contro il 25 aprile e la Resistenza da parte di una destra, che non ha memoria eroica e pregnante di libertà da condividere in condominio con le migliori tradizioni politico-culturali del nostro Paese. Le quali, in piena unità di intenti, stilarono la Costituzione, che fu un alto esercizio morale ed istituzionale, da parte di uomini e donne finalmente liberi, i quali ebbero come solo scopo il bene ed il progresso dell’Italia.

Se solo riuscisse l’inganno di equiparare le ragioni dell’odio e dell’oppressione a quelle proprie della libertà, cadrebbe del tutto l’anomalia italiana, consistente nel fatto di avere appunto una destra, non certo liberale e non comparabile alle altre destre europee. Non so fino a che punto ci si possa spingere nella manomissione della storia per meri fini politici dell’oggi, ridicolizzando, ridimensionando ed ammantando di vetustà gli ideali ispiratori della lotta al nazi-fascismo.

Eppur succede ed eminenti personaggi di destra, che non perdono occasione di inneggiare a mafiosi, smarrendo ogni senso dello Stato, dichiarano apertamente di voler riscrivere la storia d’Italia, per quanto riguarda il periodo della Resistenza, quasi fosse essa un falso operato dai vincitori. Perché forse, in tal modo, troverebbe giustificazione il ventennio fascista, ovvero l’unico regime dittatoriale, che mai abbia avuto l’Italia. Ed assumerebbero giustificazione perfino le odiose leggi razziali del 1938. E così le guerre di aggressione e di rapina contro inermi popolazioni e tutto ciò che di nefando italiani fascisti commisero contro altri italiani.

Comprendo ed avverto una specie di scoramento per quello che potrà avvenire dopo la vittoria della destra, con tutta una serie di implicazioni, che già, solo al pensiero, appaiono dolorose. A cominciare dall’attacco, che sarà portato, mediaticamente, al cuore delle nostre convinzioni più radicate.

E se invece proponessimo con grande forza il nostro calendario civile, cadenzato in modo così significativo, partendo proprio dal 25 aprile? Ciò sarebbe per noi tutti un formidabile sprone. Nel frattempo, raccontando ai giovani, coinvolgendone sempre di più, nel tentativo di sottrarli ad un nulla eterno culturale ed ideale e contribuendo a disegnare il futuro, che non ha ragion d’essere, se manca la percezione di un degno passato.

Quella triste estate del 1994

Utenti
31-03-2008 | 13:25
1 commento »

di Aurelia Del Vecchio

Qualche giorno fa, in una pubblica manifestazione, il nostro Sindaco Iervolino ha affermato di non essersi vergognata tanto, come durante il primo governo Berlusconi, allorché l’allora vice-premier del Belgio, Elio di Rupo non aveva voluto stringere la mano al ministro Tatarella, dandogli del fascista.

Leggi tutto »

Utenti
13-03-2008 | 13:00
commenti assenti »

di Lino d’Antonio

Non buone notizie arrivano, per la campagna elettorale in corso, dal cosiddetto “Partito della libertà”. Berlusconi, dopo aver candidato Ciarrapico, discusso imprenditore dalla fedina penale non immacolata e pubblico reo confesso di fascismo, salvo smentita di prammatica, ora propone a capo della lista del Senato per il Sud America, l’argentino Esteban Juan Caselli, detto Cacho, personaggio legato alla sanguinaria dittatura militare ed accusato da ministri del suo stesso paese di oscuri traffici e pericolose frequentazioni. Leggi tutto »