Omeopatia al governo

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22-02-2010 | 16:11
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di Lino D’Antonio

Perché vince Berlusconi? Commentatori illustri affermano che il Paese è allo sfascio, in piena regressione culturale ed economica, ripiegato su se stesso, in una bolla cristallizzata, che ne impedisce ogni crescita. Sembra impensabile che i cittadini comuni, molti tra i quali vivono il dramma del lavoro che non c’è, della precarietà, di nessuna prospettiva concreta nell’immediato, non ne siano consapevoli. Con l’aggravante che, dovunque e pubblicamente, spira un’aria da basso impero, tra corruzione e voglia esplicita di impunità. Leggi tutto »

La Cei ha parlato chiaro

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06-10-2009 | 09:24
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di Nicola Castaldo 

Il cardinale Bagnsco ha parlato. E lo ha fatto senza giri di parole. Un richiamo espicito ad onorare il mandato avuto da questa maggioranza dagli elettori con con sobrietà e misura. E’ un incipit più liturgico che sostanziale, ma che serve a spegare all’uomo della ” provvidenza” che la socialità, la moralità e l’etica non potrà più essere un aspetto secondario della politica. Se il premier ha orecchie è meglio che intenda. La chiesa non sarà più disponibile a sacrificare i suoi uomini invano. Il governo questa volta non creda questa volta di passarla liscia.

Un modello di società? La Svezia

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26-09-2009 | 13:21
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di Nicola Castaldo

Bisogna dare merito a Berlusconi di aver creato negli ultimi 15 anni un modelio di vita che va al di là di qualsiasi più rosea previsione. Il suo modello di società, ce l’ha propinato, giorno per giorno, indirizzandolo soprattutto ai giovani e bombardandoli con falsi miti e false spranze. Il consumismo, visto come motore fondante di detta società, dove conta avere la scarpa firmata e la moto migliore. Leggi tutto »

Englaro, il premier e il doppiopesismo della Chiesa

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10-09-2009 | 16:18
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di Lino D’Antonio

Credo che l’evento mediatico più rilevante di questa estate 2009 sia stata la querelle Feltri – Boffo. Vicenda, che, tra l’altro si è ammantata di giallo, rimanendo sconosciute fino ad adesso le reali motivazioni, che hanno spinto il neo – direttore de “Il Giornale”, nella disponibilità proprietaria della famiglia Berlusconi, ad attaccare in maniera così frontale il quotidiano dei vescovi, nella persona del suo direttore e rimangono ignoti anche i veri obiettivi dell’attacco. Solo supposizioni a riguardo e se trattasi in primis di una guerra intestina e fratricida all’interno della stessa Chiesa.

Appare limitativo propendere solo per una spedizione punitiva di Feltri nei confronti di un improbabile moralizzatore. Ma forse il tutto, a partire dalle invettive de “Il Giornale” contro Dino Boffo e Gianfranco Fini, considerando anche la faccia truce (terribile nel suo livore mal represso) esibita da Berlusconi in questi giorni, fa parte di una strategia più articolata e complessa, da scontro finale contro singole personalità ed istituzioni. Perché corposi indizi ed indiscrezioni parlano di un autunno non foriero di buone nuove per il cavaliere.

I “pompieri” del PdL, più precisamente coloro, che con invidiabile ed eroico spirito di servizio (Cicchitto, Bonaiuti, Gianni Letta, Capezzone, Quagliariello, Gasparri ecc.), gettano acqua sulle dichiarazioni spesso esplosive del Primo Ministro, informano il popolo anelante che i rapporti tra Chiesa e governo di destra sono eccellenti. Nonostante i notori fatti accaduti.

Sono affermazioni da ben ponderare e rintuzzare. Infatti quanto può durare e risultare credibile l’eterno ritornello: “Tutto va bene, madama la marchesa”, propinato ad un Paese, che intimamente si disprezza, ritenendolo molto poco avvertito. Tale da essere ben bene educato nei modi e nei valori del berlusconismo.

Visto che la “vigente serenità” dopo la burrasca, viene segnalata anche da “L’Osservatore Romano” c’è il sospetto corposo che un proficuo scambio di favori sia il migliore dei modi per seppellire ogni diatriba. Con la cessazione da parte della Chiesa di ogni giudizio sulle deplorevoli abitudini sessuali del Primo Ministro e con la concessione a quest’ultimo dell’ennesima indulgenza plenaria, in cambio di una ricca contropartita ( testamento biologico e fondi per la scuola privata).

Se la mano di Feltri è stata armata anche da qualcuno, che porta avanti una guerra tra la Conferenza Episcopale e la Nunziatura di Stato Vaticana, l’avvertimento è servito. E che la controversia ritorni sotto la rassicurante coltre di Santa Madre Chiesa e con consolidate alleanze nelle fila della destra.

Senso di realtà e di logica elementare suggerirebbe invece che un baratro si è aperto tra Stato e Chiesa, proprio per colpa di Berlusconi, dei suoi sodali e dei media di sua proprietà. A causa del suo comportamento libertino, “di utilizzatore finale”, contrario alla morale cristiana e ciò fa il paio con le leggi liberticide e xenofobe, pensate ed applicate insieme a Bossi, lontanissime dall’insegnamento evangelico.

Ma forse sto pensando ad una Chiesa di base e non a quella potente delle gerarchie. La quale si affanna ad affermare di non poter condannare apertamente, ma questa è un’incauta affermazione, anche mendace, se solo si pensa a come è stato “lapidato” nella pubblica piazza, proprio dalla Chiesa, Beppino Englaro. E quali e quanti siano stati i boatos ecclesiali contro le leggi di minima civiltà, proposte dal governo Prodi. E quanto tiepide e labili le doverose critiche di molti prelati verso l’operato troppo spesso sciagurato del governo in carica. Non ci sarebbe stata nemmeno la prudentissima reprimenda dell’ Avvenire e del suo direttore Boffo verso Berlusconi, se le critiche non fossero state mosse dalle tante lettere di protesta di onesti parroci e credenti indignati.

Sostanzialmente ci troviamo in presenza della Chiesa di sempre: quella dei due pesi e delle due misure e della doppia morale, secondo gli opportunismi del momento. Anche se questi ultimi stridono con il suo insegnamento. Per poi, tra un cinquantennio, dolersi e cospargersi il capo di cenere, per aver contribuito, per sete di maggior potere, al decadimento ed imbarbarimento dell’Italia.

Di giallo si tinge anche la presunta intervista rilasciata dal dimissionario (o dimissionato?) Boffo al settimanale “Chi”, di proprietà berlusconiana.

Intervista rilasciata. Intervista non rilasciata. Tra smentite e conferme il rebus è ininfluente. Infatti, non dalle parole attribuite all’ormai ex direttore, ma da tutto l’andamento dell’Avvenire e della linea editoriale perseguita per anni, ben si comprende, in maniera netta che il foglio dei vescovi è sempre stato filo – berlusconiano. Questo va a smentire la vantata equidistanza dei vertici vaticani ed accredita invece un rapporto fedele e continuo con la destra al governo.

Se si segue il filo del mio ragionamento ed in qualche modo lo si condivide, anche questa presa di posizione del clero non desta meraviglia ed appare quasi fatto ovvio e scontato, in uno scenario sociale e politico siffatto. Ma non implica in automatico che il cittadino comune debba continuare ad essere imbonito, oltre il consentito. E che sia proibito pensare che l’azione pastorale abbia perduto ormai gran parte della sua incisività e valenza presso i fedeli.

Nella presunta intervista, Boffo afferma di essere stato con convinzione berlusconiano, in quanto ritenutosi sempre intrinsecamente moderato e di essere per tale motivo del tutto disorientato, anzi esterefatto per l’attacco ricevuto da Feltri. Un fuoco amico dunque, del tutto inaspettato. Tale da fargli quasi pronunciare un personale: “Tu quoque Berluscone fili mi”.

C’è da trasecolare a simili affermazioni, provenienti da un cattolico militante, fino a poco tempo fa investito da responsabilità di peso. Il fatto è che Berlusconi è riuscito anche nel miracolo di dare nuovo corso alla lingua italiana. Nel senso di stravolgere nel profondo il significato di attributi e sostantivi.

Allorché il Presidente del Consiglio, nonostante fatti gravissimi ed inconfutabili, viene avvertito e quindi indicato dalla Chiesa Cattolica come “persona moderata”, è chiaro che niente è più come prima. E si è alla presenza di un completo ribaltamento della realtà. O di un ulteriore miracolo, da parte “dell’uomo della Provvidenza”, che inverte ogni punto di riferimento e fa in modo che il bene diventi male e viceversa.

Una notizia positiva di queste ore è che l’Onorevole Di Pietro ha presentato a Monza un esposto, per fare chiarezza sulla vicenda “Avvenire” – “Il Giornale”.

Di questo chiarimento c’è un assoluto bisogno per le sorti della democrazia e di noi tutti. Non certo di ulteriori ambiguità, ammiccamenti, messaggi trasversali, compromissioni, retro pensieri, lotte intestine e scandali di varia natura. Che tra l’altro sono come nebbia, che avviluppa ed occulta i reali, drammatici problemi italiani, invece di pensare a come risolverli.

Lo Stato e tante coscienze non sono di proprietà di Berlusconi, intenzionato per i propri fini, a fare terra bruciata delle Istituzioni. E la Chiesa non può pensare che, tramite il consenso di un governo ad essa compiacente, possa opzionare lo Stato laico e sovrano per i propri opportunismi ed a discapito degli ideali cristiani.

Vi propongo questa lettera di un prete

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01-07-2009 | 15:49
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di Lino D’Antonio

Vi propongo senza commento questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, inviata qualche settimana fa e circolante da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana, che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi. Leggi tutto »

La doppia morale di Mastella e dei cattolici di destra

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22-06-2009 | 17:48
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di Lino D’Antonio

Il neo-deputato europeo Clemente Mastella, nel suo libro di memorie scritto con la collaborazione del direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco De Marco, ci informa della sua fiera opposizione ai “Dico”, al tempo del governo Prodi. E con quale piglio da combattente avesse egli affrontato l’allora presidente del Consiglio, proprio sul tema dei “Dico”, argomento gravemente lesivo per il suo intenso sentire ed essere cattolico. Giusta e rispettabile questa sua posizione politica, nonché etica e morale. Leggi tutto »

Ritornare all’etica della politica

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29-12-2008 | 18:51
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di Saro Como

Essere iscritti al Pci una volta significava essere diversi, sia nel pensiero che nell’azione concreta, rappresentava un bagliore di speranza per un mondo migliore, gestito da uomini che privilegiavano la “cosa comune” invece degli aspetti particolari e dei benefici personali.
Oggi più che mai la questione morale deve essere al centro del rilancio della sinistra, affinché altre Waterloo elettorali non distruggano un patrimonio di idee e di speranze, affinché non prevalga il pensiero unico consumistico ed edonistico, di un ‘thacherberlusconismo’ da commedia all’italiana.
Ma la cosa che fa più’ rabbia è rappresentata dal modo scadente di far politica di una sinistra riformista e antagonista, che ha tradito gli ideali di giustizia e speranza, per per decenni iscritti nella la nostra storia italiana ed europea.
Bisogna ritornare ai valori etici del fare politica, sia a destra che a sinistra del pensiero politico, diversamente le differenze culturali e politiche saranno uniformate al pensiero unico e al personalismo, col risultato di sopraffare l’idea del bene comune.
Qualcuno obietterà che gli ideali ottocenteschi sono fuori moda, ma meglio credere in un pensiero idealistico propositivo che in una massificazione del pensiero unico, del benessere personale e dell’arricchimento tout court a discapito della cosa pubblica .
La questione morale è il punto di ripartenza per una politica che dia fiducia al cittadino; senza di essa nulla potrà fermare questa valanga populistica, consumistica ed edonistica, che ci sta travolgendo tutti e togliendo la speranza nel futuro nostro e dei nostri figli.

Complimenti generale!

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13-11-2008 | 19:51
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di Alberto Giordano

Non so voi che ne pensate, ma ho letto un trafiletto su Repubblica che parlava di un certo generale Jucci se non erro, che è al capo della bonifica del Sarno. Beh, tra me e me pensavo a questo generale dei carabinieri in pensione, che ha coordinato con grande successo la bonifica del Sarno, che ha portato in attivo i conti, ha speso meno per una tratta di bonifica maggiore di Napoli est e che soprattutto, in quanto ex dipendente dello stato, si è sentito in “dovere” di non percepire altri compensi se non un “bed and breakfast” presso una caserma dei Carabinieri, e che ora a scadenza di mandato non è avuto ancora riconferma dal Ministero degli Interni. Leggi tutto »

Le campagne estive di “Punto e a capo”

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03-09-2008 | 11:33
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di Aurelia del Vecchio

Ogni anno, mentre tutti sono in vacanza, c’è qualcuno che vigila e lavora per noi. Mi riferisco alle “campagne d’estate” di “Napoli punto e a capo” contro il governatore della Campania o questo o quello assessore regionale. Lo scorso anno fu la volta di Bassolino e di Cozzolino, adesso tocca alla De Felice, nei fatti accusata di farsi le vacanze estive a spese nostre. Il risultato di tutte le iniziative intraprese è una semplice citazione sui quotidiani cittadini e nulla più.

Cosa, che ha rivelato l’inconsistenza dell’incisività politica e della capacità persuasiva nei confronti dell’opinione pubblica di “Napoli punto e a capo”. La puntigliosità e specificità, con cui vengono proposte le “supposte malefatte” degli assessori regionali, fanno ben comprendere come vi sia “una talpa politica” all’interno della Regione, che ha un filo diretto e preferenziale con l’associazione in oggetto. Sembra però che l’avversione di parte, sia dell’informatore che dell’informato, non trovi riscontro nella realtà ed il cumulo di accuse vengono puntualmente e nettamente smentite.

Sempre giusto e bene accetto l’intento moralizzatore, soprattutto a fronte di atti nella pubblica amministrazione. Peccato però, che nel nostro caso esso venga da politici ed associazioni, riconducibili alla destra, che sta governando il nostro Paese e dove il premier Berlusconi (lui sì concretamente e sotto gli occhi di tutti), nei primi cento giorni dell’esecutivo, ha fatto lavorare il Parlamento, per approvare leggi ad personam, a sua tutela personale e per schivare in tal guisa i processi a suo carico.

Forse sarebbe il caso di parlare di doppia morale della destra e dei suoi esponenti: fare di continuo le pulci agli avversari, anche con accuse inconsistenti, là dove si è opposizione e sottacere su quanto di preoccupante e pericoloso avviene allorché si è forza di governo