A.B.
28-12-2010 | 17:47
La situazione dei rifiuti a Napoli è sempre più grave e difficile. In queste settimane la crisi si è allargata anche a molte aree della provincia dove sono ricomparsi grandi cumuli come nel 2008. Ma ciò che ulteriormente allarma è che, con il progressivo esaurimento della discarica di Chiaiano, si può profilare una crisi peggiore del 2008. Perché rischia di essere senza vie d’uscita, se non si interviene subito e con determinazione.
Un moderno ciclo integrato è l’unica soluzione per risolvere stabilmente il problema. Nell’immediato servono nuove discariche. Almeno due. Nel decreto-legge approvato dalla Camera sono state cancellate tre discariche, tutte assieme, senza scegliere contemporaneamente siti alternativi. È stato poco saggio. Bisogna rimediare a questo problema individuando con gli strumenti consentiti dalle leggi i siti possibili e tecnicamente adeguati. Prima che sia troppo tardi. Bisogna farlo con una comune assunzione di responsabilità di tutte le istituzioni interessate: Governo, Regione, Province e Comune di Napoli. Unitario deve anche essere lo sforzo di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. L’interesse generale viene prima di ogni interesse di parte. I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Sono queste le considerazioni, e le vive preoccupazioni per lo stato delle cose, che mi hanno spinto a sentire telefonicamente il Sottosegretario Gianni Letta, così come avevo già fatto con Berlusconi e Bersani.
La priorità oggi per tutti è togliere i rifiuti dalle strade. Sono in gioco la vita della città e la credibilità dell’Italia. Ognuno è chiamato a dare un suo contributo. Nessuno può girare la testa dall’altra parte.
A.B.
30-09-2010 | 16:46
Nella sua rubrica sul Riformista, il giornalista Peppino Caldarola analizza il riesplodere dell’emergenza rifiuti a Napoli. Ripercorrendo in maniera sintetica ed efficace le tappe della vicenda egli scrive:
“Sono tornati i rifiuti nelle strade di Napoli e ancora ieri notte si sono ripetuti incidenti fra la polizia e manifestanti di alcuni comuni dell’area vesuviana contrari all’utilizzo del loro territorio per un ‘altra discarica. Guido Bertolaso intervistato da “Mattino 5 ” si è detto costernato per questa svolta che avviene malgrado sia stato fatto, secondo lui, tutto il possibile per risolvere alla radice il problema della “monnezza”. Ricordiamo che cosa accadde appena tre anni fa. Napoli era sommersa di rifiuti. La città finì in prima pagina su tutti i maggiori giornali del mondo e le tv del pianeta mandarono in onda questo disastro. Romano Prodi inviò come commissario per l’emergenza il prefetto Gianni De Gennaro che riuscì a elaborare un piano di cui si servì il suo successore Bertolaso. Tuttavia sulla graticola finì il centrosinistra. La gestione Bassolino venne descritta come una stagione infausta della politica meridionale e anche nel Pd molti ritennero che bisognasse voltare pagina. Per molti mesi Bassolino rimase al suo posto e tutti gli diedero atto che collaborò lealmente con il nuovo governo per risolvere la terribile situazione. Oggi stiamo precipitando nello stesso dramma di tre anni fa ma il governo fa finta di niente, i grandi giornali non fanno titoloni su Napoli, il nuovo governatore della Campania, Stefano Caldoro, brilla per la sua pochezza, Bertolaso non sa spiegarsi il fallimento. Permettete una domanda: ma non avevate detto che era tutta colpa di Bassolino?”.
In tutti questi anni, mentre subivamo tanti attacchi abbiamo sempre sottolineato che per uscire davvero dalle emergenze bisognava risolvere i problemi strutturali. Altrimenti le emergenze ritornano.
Dopo alcuni risultati positivi, si sono fatti purtroppo, negli ultimi tempi, passi indietro. Si registra anche un elemento nuovo e molto pericoloso: un rimpallo delle responsabilità tra le istituzioni. Questo non aiuta affatto, ma complica solo i già gravi problemi. È necessario invertire la rotta e riprendere una giusta e corretta collaborazione istituzionale. Nei momenti più difficili si lavora assieme, anche tra istituzioni di colore e orientamento politico differente. Solo così si possono superare le nuove difficoltà.
A.B.
18-06-2010 | 15:03
Nella rubrica L’Amaca, su Repubblica di oggi, Michele Serra torna sul tema dei rifiuti e insiste sul differente rilievo televisivo tra la monnezza di Napoli e quella di Palermo. A tal proposito, Serra scrive:
“La cordigliera dei rifiuti che attraversa Palermo continua, da mesi, a essere notizia di secondo e di terzo livello. Di conseguenza continua il mistero (sempre più appassionante) dello scarso successo della monnezza di destra di Palermo rispetto a quella di sinistra di Napoli, che a suo tempo fu protagonista di un indimenticabile kolossal mediatico culminato nel salvifico arrivo di Berlusconi, che con la sola imposizione delle mani fece sparire le deiezioni di una regione intera in misteriosi buchi. Riparato in Sudafrica con i suoi cari per assistere ai Mondiali, il sindaco Cammarata, un bel signore abbronzato, non pare particolarmente afflitto dalle circostanze. Ove ci fosse emergenza (lo decideranno il Tg1 e il Tg5), risulta difficile immaginarlo travolto dalle polemiche e inseguito dai rimorsi come capitò al collega Bassolino. Ha quel sembiante sorridente e sano che appartiene alla ristretta borghesia meridionale, gente che ne ha viste parecchie ma non si è mai scomposta: per questo si è borghesia, mica per altro. È stato al tempo stesso sindaco e deputato, quand’anche a Palermo la situazione precipitasse lui potrebbe sempre dire che è stato costretto a passare molto tempo a Roma e insomma, non ci si può occupare di tutto.”
Resta, però, sempre aperto il quesito posto dal signor Daniele Mosconi di Fondi in una lettera su Repubblica dell’8 giugno scorso.
Il quesito infatti, riguarda i partiti, oltre che le televisioni e i giornali. Come mai sui rifiuti di Napoli fuoco amico e fuoco nemico fecero a gara a chi sparava più forte, mentre oggi sui rifiuti di Palermo silenzio amico e silenzio nemico fanno a gara a chi sta più zitto?
Utenti
11-06-2009 | 10:12
di Renato Sansone
Tutto quello che stiamo facendo in questa regione per l’arte e la cultura è encomiabile, ma ha tanto il sapore di “veltronismo”. Facciamo qualcosa che ti renda nuovamente visibile. Non a me, che continuo ad amare una Napoli culturale, ma alla gente che chiede di risolvere il tuo tallone d’achille: la monnezza, che dal mio modesto punto di vista è stata la causa di molti mali! Leggi tutto »
Utenti
23-04-2008 | 18:14
di Attilio Ronga
Sono da anni impegnato come corrispondente di un quotidiano irpino nel Vallo di Lauro, nel cui territorio ricade il comune di Quindici, uno dei più colpiti dai tragici eventi del maggio ‘98. A quasi dieci anni di distanza mi permetto di fare due valutazioni. La prima è relativa al modello creato per affrontare questa emergenza. Strutture studiate a Trento, opere idrauliche meta di visitatori e studiosi anche dall’Estremo Oriente. Leggi tutto »