Nelle indagini che coinvolgono un consigliere regionale del PD, alcuni imprenditori, e funzionari del Consiglio Regionale, la Procura di Napoli ha ipotizzato l’esistenza di un sistema di corruzione che, se fosse confermato, costituirebbe un fatto gravissimo su cui è fondamentale fare chiarezza senza guardare in faccia a nessuno.
Questa vicenda, insieme a quelle che hanno sconvolto la vita politica della nostra regione e del Paese nelle scorse settimane, rende sempre più prioritaria, per tutti coloro che sono impegnati nei partiti e nelle istituzioni, la questione della trasparenza, della legalità e della lotta alla criminalità organizzata.
Forte è l’allarme sociale, e il rischio di perdere credibilità riguarda ormai, sia pure in modi diversi, molti comparti dell’amministrazione e dello Stato, così come le diverse forze politiche.
Anche per il Partito Democratico, dunque, è importante sapere che l’impegno per “aprire porte e finestre” e per costruire strumenti nuovi di partecipazione alla scelta dei leader fa i conti con rischi di infiltrazioni e distorsioni illecite dei meccanismi di consultazione. Contro questo pericolo – che può riguardare tutti – dobbiamo essere uniti, preparati e vigili.
A livello nazionale il PD si è dato un Codice Etico (qui in pdf). Adesso dobbiamo capire come rendere effettive quelle scelte anche nei territori in cui più aggressiva è la morsa dell’illegalità. Possiamo partire da tante esperienze di lotta per la legalità e per la democrazia portate avanti nelle aree più difficili del Mezzogiorno.
Sul piano del governo e dell’amministrazione dobbiamo fare in modo che tanti funzionari e servitori onesti possano sentirsi sempre parte di una stragrande maggioranza capace di isolare e stigmatizzare quei comportamenti devianti che spesso nascono da un’assurda e inaccettabile sensazione di impunità. Questa battaglia si combatte sia sul piano degli assetti normativi che su quello delle culture professionali e organizzative.
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In questo scenario la nostra regione, alle prese con l’emergenza rifiuti, affronta una campagna elettorale importante. Tanti temono che il confronto faccia emergere il peggio della politica. Irresponsabilità, polemiche e contrasti che possono paralizzare la necessaria azione delle istituzioni. Non è detto che sia così. Lo dimostrano tanti segnali. Ad esempio le dichiarazioni rilasciate ieri da Massimo D’Alema e da Sandro Bondi, che sottolineano la corresponsabilità di tutti di fronte all’emergenza rifiuti. Bondi dice chiaramente che nessun partito può illudersi di superare la crisi contando solo sulle sue forze, senza la collaborazione responsabile di tutti. Ha ragione.
Più in generale, questa fase così critica può forse diventare il momento in cui, davanti alla crisi che affligge il Paese - descritta da tanti osservatori l’ultimo dei quali è il settimanale Newsweek – gli schieramenti mobilitano le migliori energie di cui dispongono, rinnovandosi e dando spazio a energie fresche e a competenze aggiornate. In Regione abbiamo cominciato a farlo con la nuova giunta.