di Michele Cirillo
I bambini hanno iniziato a smettere di fare i capricci. Dopo 15 anni sono riusciti ad avere la loro fetta di torta. Gli sarà bastata? Non credo proprio, visto che Nicolino vuole anche le fette di Antonino e Rosetta. Ma da bravi bambini quali sono sempre stati, sono sicuro che per il bene di Nicolino non vorranno certo che gli scoppi il mal di pancia. Ma si siederanno ad un tavolo insieme a Luigino Cesarino, cercheranno di dividerla insieme e tutti saranno più contenti, dando anche il buon esempio di lealtà e correttezza per il bene della nostra provincia.
Mi riferisco alla conferenza stampa tenuta da Nicola Cosentino subito dopo la vittoria di Cesaro, durante la quale Cosentino esortava lei, carissimo presidente, e il nostro stimato sindaco a “uscire signorilmente di scena per il bene di Napoli e della Campania”. Indubbiamente la sconfitta è stata pesante, ma non inaspettata. Al di là della questione rifiuti, il nostro elettorato, che ha voluto cambiare colore politico al governo della Provincia, ha assistito a troppi eventi che hanno indebolito l’immagine del PD a livello nazionale:
1) i continui intoppi creati dalla sinistra radicale all’operato del governo Prodi; 2) la clamorosa vittoria di Alemanno a Roma; 3) le vicende giudiziarie della sanità abruzzese che hanno coinvolto Del Turco; 4) la sconfitta di Soru alle rgionali sarde e le dimissioni di Veltroni. Tutti segnali ai quali purtroppo il nostro partito non è riuscito a reagire nella maniera in cui gli elettori avrebbero voluto: una vera forza di opposizione in grado di essere costruttiva per l’Italia e al tempo stesso di arginare le scelte sbagliate del governo Berlusconi.
Cosa che molti elettori hanno visto più concreta nell’ Udc o nell’ Italia dei valori. Purtroppo i sondaggi diffusi lo scorso 22 maggio, che davano un distacco di ben 19 punti tra Cesaro e Nicolais, non sono stati smentiti dal voto. A mio avviso ha influito anche il forte astensionismo degli elettori del PD, i quali da una lato hanno voluto punire l’eccessiva fragilità evidenziata dal Pd, ma dall’altro si aspettano da questo risultato negativo una rinascita, una reazione. Occorre in definitiva dimostrare di essere l’alternativa al Pdl, granitici come il marmo, mettere fuori gli attributi e riconquistare la fiducia dei napoletani e degli altri italiani che credono nel Pd ma vogliono più fatti.
Proprio ieri mattina ho letto la notizia delle dimissioni di Iannuzzi dalla segreteria regionale del partito e del congresso del PD in autunno. E’ un occasione da non perdere per riguadagnare credibilità, in quanto l’anno prossimo bisognerà affrontare la difficile partita delle regionali, che qui in Campania si complica ancora di più per le inattese sconfitte di Villani a Salerno e della De Simone ad Avellino. Ma in questi dieci mesi bisogna dire “Yes, we can”. Ciò forse non basterà per vincere, ma almeno per riguadagnare terreno e riallinearsi sulla scia del Pdl. E ciò sarà reso possibile grazie alla collaborazione che lei e la Jervolino offriranno a Cesaro, perché siete due persone che stimo e non perderò la fiducia né in voi, né nel partito. Viva il partito democratico!