Oltre la propaganda

A.B.
22-03-2010 | 16:15
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Vi segnalo un interessante inserto della Fondazione David Hume, pubblicato ieri dalla Stampa e disponibile anche on line, in cui si comparano il lavoro e i risultati conseguiti dalle giunte nelle 13 regioni che domenica e lunedì prossimo andranno al voto.

Dalle analisi e dai dati raccolti, vengono stilate 2 graduatorie definitive. Nella prima si giudicano le Regioni in base a 9 indici di valutazione scelti nei campi della sanità, numero dei dipendenti regionali per abitante, velocità a legiferare sul piano casa, assistenza e sicurezza sul lavoro. Nella seconda graduatoria, invece, si tiene conto dei cambiamenti registrati in quei campi, sanità e dipendenti regionali per abitanti, che la giunta regionale controlla più direttamente. Ebbene, il risultato è inequivocabile.   “Queste speciali Olimpiadi le ha vinte nettamente la Campania.”, scrive il noto studioso Luca Ricolfi, nell’editoriale di presentazione dello studio, “Che è sì la regione meno virtuosa fra quelle che vanno al voto, ma è anche quella che negli ultimi anni ha fatto più passi in avanti, in particolare nella sanità: la crescita della spesa pro capite è stata frenata, e nonostante ciò la soddisfazione dei pazienti è aumentata, a riprova che si può migliorare pur spendendo meno”.

Questo giudizio mi sembra molto chiaro e frutto di dati e riscontri oggettivi. Aggiungo solo una mia considerazione: il commissariamento della sanità campana, deciso dal Governo a nove mesi dal voto, è stato, come abbiamo detto fin dal primo giorno, una scelta di faziosità politica a scopo elettorale.

Il riconoscimento fatto dalla Fondazione David Hume è importante perché contribuisce a fare giustizia di tanti luoghi comuni che riguardano la sanità campana spesso oggetto più di propaganda che di una seria analisi dei fatti.

Sono convinto che nei prossimi mesi e nei prossimi anni più si esamineranno i dati oggettivi della nostra azione di governo, più emergeranno, assieme ai limiti e ai problemi, le tante cose fatte e i risultati che abbiamo ottenuto. Nei trasporti e nella cultura, come in tanti sanno, ma anche nella sanità, nelle politiche sociali e in altri campi.

Liste, listini e dintorni

A.B.
04-03-2010 | 15:09
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In queste ore difficili per la democrazia, mentre tutto il mondo politico e l’opinione pubblica italiana guardano con preoccupazione ai problemi nella presentazione delle liste nel Lazio e in Lombardia, appare ancora più chiaro quanto sia positiva la nuova legge elettorale per le regionali che abbiamo approvato in Campania.

In particolare, nella nostra regione non ci sono stati e non potranno esserci nemmeno in futuro i problemi che in questo momento ci sono altrove, grazie ad alcuni aspetti di questo nuovo sistema elettorale.

Il primo è l’abolizione del listino del presidente e l’assegnazione del premio di maggioranza direttamente alle liste dei candidati. In questo modo, tutti i consiglieri regionali vengono eletti direttamente dai cittadini  e viene anche meno la pressione sui candidati-presidenti per la spartizione di posti comodi e sicuri.

Il secondo aspetto riguarda la raccolta delle firme. È stata resa obbligatoria soltanto per le liste che non hanno rappresentanti in Consiglio Regionale o in Parlamento. Si è così evitata la ressa all’ultimo momento dei rappresentanti di lista e il rischio di contestazioni di varia natura. Se nel Lazio e in Lombardia fossero state approvate leggi elettorali simili alla nostra si sarebbe evitato il caos politico di questi giorni.

Infine, abbiamo cambiato il sistema di voto delle preferenze per i candidati al consiglio. Si possono esprimere fino a due preferenze a patto che siano di genere differente. Anche nelle liste, almeno un terzo dei candidati dev’essere donna. In questo modo abbiamo favorito la presenza femminile nelle liste.

Sono innovazioni importanti, che hanno già prodotto risultati significativi. Il voto è l’ultimo banco di prova e su questo la parola spetta ai cittadini.